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Il ruolo della donna in Etiopia, scelte economiche e politiche

“Se qualcuno pensa che parlo molto delle donne, aspetti di sentire quello che ho da dire”                  

Sahle-Work Zewde

Le scelte economiche e politiche dell’Etiopia aprono le porte a nuovi scenari di business. Oggi chi viaggia per affari in Etiopia lo farà probabilmente con un altro spirito. Forse perché il ruolo della donna non è mai stai stato così forte come in questo Paese. Una svolta rivoluzionaria la formazione del governo al “femminile” da parte del primo Ministro Abiy Ahmed. La scelta è rappresentata da 20 membri di cui 10 sono donne. Poi per la prima volta nella storia dell’Etiopia viene anche nominata una donna a Capo della Repubblica. Il 25 ottobre 2018 votata all’ unanimità dalle due Camere del Parlamento quale 4° Presidente della Repubblica dell’Etiopia, viene eletta la Diplomatica Sahle-Work Zewde.

La formazione di un governo al femminile in Etiopia

La formazione del governo al femminile in Etiopia è arrivata dopo mesi dall’ elezioni della nomina del premier in aprile 2018. Il primo ministro Abiy Ahmed nel suo coraggioso cambiamento, il 16 ottobre del 2018 ha dato vita al nuovo governo. Assegnando così metà delle cariche ministeriali a donne e riducendo i membri da 28 a 20. Il capo del governo nel suo discorso di presentazione ha affermato con rigore morale ed etico “meno corrotte degli uomini”. Poi concludendo “le donne contribuiscono maggiormente al benessere di un paese in termini di pace e stabilità”.

Una scelta non solo politica ma diretta a livello economico. La volontà di consegnare alle donne alcuni dei ministeri strategici è la svolta decisiva del nuovo governo. Il Ministero della Difesa in mano ad Aisha Mohammed, ex Ministro delle Infrastrutture, diventando la prima donna a ricoprire questo incarico. Mentre per la Muferiat Kamil, è una conferma del suo impegno, dopo essere stata la prima donna Presidente del Parlamento. E’ stata nominata Ministro per la Pace con competenza sui servizi di sicurezza, di intelligence e sulla polizia nazionale. Un ruolo chiave come quello del Commercio, invece è stato assegnato a Fetlework Gebre-Egzihaber. La linea del premier Ahmed è stata chiara affidando anche il Ministero dei Trasporti, quello delle Donne e quello delle Entrate a ministre donne.

Dopo una settimana dalla formazione della squadra di governo, le inaspettate dimissioni del capo della Repubblica Mulatu Teshome, rallentano le prime riforme. Il Parlamento accoglie la volontà del Presidente eleggendo il successore. Il voto unanime dichiara la prima Presidente donna della storia in Etiopia, Sahle-Work Zewde. La nomina della Diplomatica Zewde va così a completare un disegno politico mirato e carico di speranza. A conferma le affermazioni della Presidente: “Se a portare avanti l’attuale cambiamento ci saranno sia gli uomini sia le donne, allora il risultato sarà la nascita di un’Etiopia senza più discriminazioni religiose, etniche e di genere”.

Sahle-Work Zewde, carriera diplomatica per un processo di pace

Sessantanove anni, nata ad Addis Abeba nel 1950 si laurea in Scienze Naturali in Francia all’ Università di Montpellier. Dipendente del Ministero degli Esteri etiope, inizia la sua carriera diplomatica nel 1989 come ambasciatrice in Senegal con giurisdizione anche su Mali, Capo Verde, Giunea e Gambia fino al 1993. Il suo percorso di ambasciatrice prosegue a Gibuti fino al 2002 e poi in Francia, cominciando la collaborazione con l’ONU come Rappresentante permanente presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura (UNESCO) in Tunisia e in Marocco dal 2002 al 2006. La costituzione della pace nella Repubblica Centrafricana è per la Zewde la realizzazione di uno scopo personale e comunitario. Il suo ruolo quale Rappresentante speciale e Capo d’Ufficio integrato delle Nazioni Unite (ONU) fu di fondamentale importanza in questi anni.

Successivamente ha ricoperto tra i più alti incarichi: Rappresentante permanente dell’Etiopia presso l’Unione Africana e la Commissione economica per l’Africa, nonché Direttrice Generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Nairobi nel 2011. Infine nominata Sottosegretario generale delle Nazioni Unite, prima della carica presidenziale nel 2018 in Etiopia. Sahle-Work Zewde nel suo discorso di apertura ha annunciato il suo massimo impegno verso l’Etiopia, l’importanza del mantenimento della pace e dell’uguaglianza di genere. Le parole della Presidente Zewde hanno scosso la coscienza del popolo etiope, esortando alla pace dopo la ventennale guerra con l’Eritrea: “Quando non c’è pace nel Paese, le madri si sentono frustrate, quindi dobbiamo lavorare per la pace per il bene delle nostre madri”.

Seppur nella Costituzione etiope approvata nel 1995, la carica sia di carattere rappresentativo più che esecutivo, rafforza con decisione la direzione politica ed economica del nuovo governo. L’immagine che il premier Abiy Ahmed ha voluto dimostrare, con la liberazione di migliaia di prigionieri politici e la riconciliazione con l’Eritrea, è la realizzazione di un processo di pace.

Il sostegno italiano a “silenziare le armi”

L’Italia esorta e sostiene il processo di pace e lo sviluppo di rapporti bilaterali economici che l’Etiopia con il governo di Abiy Ahmed sta mettendo in atto. Nelle dichiarazioni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Farnesina, durante la seconda Conferenza ministeriale Italia – Africa nell’ ottobre 2018, ha comunicato che l’obiettivo dell’Unione Africana è quello di “silenziare le armi” entro il 2020. Afferma che l’accordo di pace tra Etiopia ed Eritrea è finalmente diventato una realtà, continuando: “Gli sviluppi in corso in Africa orientale sono caratterizzati da una sorprendente quanto positiva rapidità”.

Il fondamentale coinvolgimento nel processo di pace con Gibuti e Somalia è di estrema importanza per lo sviluppo economico dell’ Africa subsahariana. Così le parole conclusive del Presidente Mattarella: “ci consente per la prima volta dopo 20 anni, di parlare di sviluppo economico regionale condiviso ed inclusivo, anche attraverso l’azione dell’ Igad, l’organizzazione dei Paesi del Corno d’Africa con cui il nostro Paese intrattiene solidi, profondi e costruttivi rapporti”.


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