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Travel curiosity

Che cosa hanno a che fare i viaggiatori d’affari con Pokemon Go

Ieri pomeriggio, in un momento di pausa dal lavoro, mi affaccio dal balcone di casa e vedo due ragazzi che discutono davanti alla chiesetta di fronte.  Uno di loro la indica e, con sorpresa, urla tutto soddisfatto “trovato!”
Che cosa avrà mai trovato? Mi domando incuriosita. La chiesetta è carina, anche antica, ma non è neanche segnata tra i monumenti storici del mio paese…

E ancora….”Gotta catch’em all!”. Che cosa???  Chi devono catturare?
Divento sempre più curiosa e quindi chiedo ai due ragazzi di spiegarmi cosa stanno facendo.

“Stiamo cercando di catturare un Pokemon”, mi rispondono con aria di sufficienza. “Un Pokemon?” Rispondo io. “ Sì Abbiamo trovato il Pokemon Venonat che vive qui!”

Sapevo che il mio Paese poteva essere famoso per tante cose: le pesche ripiene di amaretti e cioccolato, di una storia millenaria e di colline e paesaggi da far invidia alle Langhe.

Ma mai avrei immaginato che nel mio Paese ci fosse un PokeStop!

Questi ragazzi vanno in giro e con il GPS collegato e la App di Pokemon Go cercano di catturare dei mostriciattoli ispirati alla lontana da animali veri o di completa fantasia.

Se poi penso che tutto questo avviene solo dallo scorso 15 luglio, mi rendo conto che questa App è un’idea straordinaria, quanto semplice. Permette di far aprire gli occhi e vedere e scoprire edifici storici,  monumenti, statue e  luoghi pubblici come musei o siti turistici quando si viaggia anche per affari.

 Pokemon Go hands on

 

Che cosa può insegnarci Pokemon Go per i nostri viaggi d’affari?

 

Quante volte ci siamo sforzati ad abbassare il cellulare e ammirare quello che avevamo davanti? Un paesaggio, una strada, un’opera d’arte o un evento. Spesso, e sempre più spesso, troviamo le notizie che ci interessano sui social, ancora prima di leggerle sui quotidiani o di deciderle di viverle.

Non riusciamo più ad osservare nel modo giusto e più semplicemente non sappiamo più fermarci ad osservare. Sappiamo però condividere sui social le nostre esperienze, le nostre sensazioni , ma spesso in modo distaccato e non autentico.

E ci è anche difficile emozionarci per quello che ci circonda.

Quando si viaggia osservare quello che ci è attorno è invece importante e ci aiuta a crescere.
Perché:

  • vedere qualcosa di nuovo stimola la curiosità, che è una delle qualità intrinseche in ogni essere umano e stimola quella giusta creatività per affrontare con successo anche un viaggio d’affari;
  • ci fa uscire dagli schemi della nostra quotidianità e ci fa amare quello che il mondo ci può offrire;
  • ci fa adattare a nuove culture, ai nuovi cibi e alle nuove situazioni che ci aiutano ad essere più flessibili, comprensivi e a farci aprire la mente. Perché entrare in contatto con persone e situazioni continuamente diverse ci permette di imparare cose nuove e fa crescere quella consapevolezza di sé che si riferisce alla nostra conoscenza e personalità.

Viaggiare per lavoro, e non solo, è occasione per aprire la nostra visione e capire come e cosa imparare dagli altri, non perché siano migliori di noi, ma perché aggiungono la loro creatività alla nostra.

E voi? Avete mai pensato di andare in giro solo per imparare e conoscere cose nuove? Certo, non dobbiamo fare turismo spacciandolo per viaggio di lavoro. Basterebbe “attaccare” ad un viaggio di lavoro qualche giorno in più per osservare come cambiano le cose nel mondo, come cambiano i mercati e come cambiano le offerte.

Non è necessario fare come il 25enne neozelandese che ha mollato il lavoro per girare in lungo e in largo il suo Paese con il suo smartphone e la App di Pokemon Go per acchiappare più mostriciattoli possibili.
Per lui un’impresa a tempo pieno. Ma anche voi, se siete a caccia di un nuovo cliente all’estero, in qualche modo dovrete darvi da fare come lui….e questa volta senza App, imparando a viaggiare ad occhi aperti!

 


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