Monopattini elettrici, il contrassegno entra nel conto alla rovescia: regole definite, obbligo in arrivo

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La macchina normativa sui monopattini elettrici entra in una fase decisiva. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 6 ottobre 2025, il quadro regolatorio sui contrassegni identificativi è ormai definito nei suoi elementi essenziali. Prezzo, modalità di rilascio e architettura del sistema sono fissati. Ma l’effettiva applicazione della norma resta ancora sospesa, in attesa dell’ultimo passaggio attuativo.

Un sistema non auto-applicativo: il ruolo chiave del decreto direttoriale

Il decreto, entrato in vigore il 14 novembre 2025, non è infatti auto-applicativo. La sua operatività concreta dipende dall’emanazione di un decreto direttoriale della Motorizzazione civile, chiamato a disciplinare il funzionamento della piattaforma telematica attraverso cui cittadini e operatori potranno richiedere e ottenere i contrassegni identificativi. Il termine previsto dal legislatore è di 90 giorni dall’entrata in vigore del testo ministeriale, una scadenza che cade a metà febbraio 2026.

Tempi e obblighi: quando scatterà davvero la dotazione obbligatoria

Solo dopo questo passaggio scatterà il conto alla rovescia vero e proprio. L’obbligo di dotare i monopattini del contrassegno non entrerà in vigore immediatamente, ma sessanta giorni dopo l’entrata in vigore del decreto direttoriale. In altre parole, anche ipotizzando un’emanazione tempestiva del provvedimento attuativo, l’obbligo per gli utenti privati e per i soggetti della micromobilità condivisa non potrà realisticamente scattare prima della primavera.

Emissione, richiesta e rilascio: come funzionerà il contrassegno

Nel frattempo, però, il decreto ministeriale disegna già in modo dettagliato il funzionamento del sistema. La richiesta del contrassegno per i monopattini dovrà avvenire esclusivamente attraverso una piattaforma telematica dedicata, gestita dal Dipartimento per i trasporti e la navigazione. L’accesso sarà digitale e centralizzato, con l’obiettivo di garantire uniformità procedurale su tutto il territorio nazionale e di ridurre al minimo gli oneri amministrativi diretti per l’amministrazione centrale.

Una volta completata la procedura online e il pagamento degli importi dovuti, il contrassegno potrà essere ritirato presso gli uffici territorialmente competenti della Motorizzazione civile oppure tramite gli studi di consulenza automobilistica. In quest’ultimo caso, il decreto consente l’intermediazione privata, lasciando tuttavia agli operatori la facoltà di applicare un costo aggiuntivo per il servizio reso. È prevista inoltre la possibilità di presentare un’unica istanza cumulativa per più monopattini, soluzione pensata in particolare per operatori professionali e flotte di sharing.

Costi, pagamenti e istanze cumulative: la struttura economica del sistema

Dal punto di vista economico, il decreto fissa il prezzo del contrassegno per i monopattini in 8,66 euro, cui si aggiungono l’imposta di bollo e i diritti di motorizzazione. L’impostazione adottata segue una logica di copertura dei costi: le somme versate dagli utenti sono destinate a finanziare la produzione materiale del contrassegno, la gestione della piattaforma informatica e le attività amministrative di emissione e controllo, evitando ricadute sulla fiscalità generale in una fase di finanza pubblica già sotto pressione.

Per le richieste cumulative, il sistema consente di ottimizzare i costi amministrativi: è previsto il pagamento di un solo bollo, mentre il prezzo del contrassegno viene moltiplicato per il numero dei mezzi e i diritti di motorizzazione sono calcolati in misura proporzionale.

Sicurezza e produzione: il ruolo della Zecca dello Stato

Sul piano industriale e della sicurezza, la produzione del contrassegno è affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il decreto prevede che il contrassegno abbia caratteristiche analoghe a quelle delle carte valori, con l’utilizzo di materiali e tecnologie anticontraffazione, inserendo così la micromobilità elettrica in un perimetro di controllo finora riservato a strumenti di identificazione tradizionali.

Dal regime transitorio alla normalizzazione del settore

Il messaggio che emerge è chiaro: il legislatore ha imboccato una strada senza ritorno. La fase dell’incertezza normativa si sta chiudendo e il settore è chiamato a prepararsi. Per i cittadini significa adeguarsi a un sistema di identificazione che punta a rafforzare tracciabilità e responsabilità nell’uso dei mezzi come i monopattini. Per gli operatori del mercato – dai produttori ai servizi di sharing – implica un ulteriore aggiustamento operativo in un comparto che negli ultimi anni ha conosciuto una rapida crescita, accompagnata però da una crescente pressione regolatoria.

L’introduzione del contrassegno si inserisce in una tendenza più ampia di normalizzazione della micromobilità elettrica all’interno delle regole della circolazione stradale, con l’obiettivo di ridurre le zone grigie che hanno accompagnato l’esplosione dei monopattini nelle città italiane. Sicurezza, controlli e responsabilità diventano così i pilastri di una nuova fase, meno sperimentale e più strutturata.

In attesa del decreto direttoriale, dunque, l’obbligo non è ancora scattato. Ma il tempo dell’attesa sta per finire. Per utenti, amministrazioni e imprese il segnale è inequivocabile: è il momento di prepararsi, perché l’entrata a regime del sistema dei contrassegni non è più una questione di “se”, ma soltanto di “quando”.

Foto di Mearth Technology: https://www.pexels.com/it-it/foto/shallow-focus-foto-di-donna-che-tiene-scooter-elettrico-piegato-3803863/

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