Ritenuta sulle provvigioni alle agenzie di viaggio: impatto finanziario, complessità operativa e tensioni nella filiera del turismo organizzato

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Dal 1° marzo 2026 entra in vigore l’estensione della ritenuta d’acconto sulle provvigioni riconosciute alle agenzie di viaggio, in seguito alla modifica del D.P.R. 600/1973 prevista dalla Legge di Bilancio.

Un intervento tecnico. Con conseguenze operative profonde.

Il meccanismo riguarda le commissioni maturate nell’ambito di rapporti di intermediazione commerciale. La trattenuta viene applicata alla fonte dal soggetto che eroga la provvigione, con aliquota ordinaria del 23% su una base imponibile ridotta. L’incidenza effettiva si colloca attorno all’11,5% dell’importo lordo.

Il prelievo costituisce un’anticipazione d’imposta.
Il carico fiscale complessivo resta invariato nel risultato finale di esercizio.

Il cambiamento interviene sul momento dell’incasso. Ed è qui che si concentra la criticità.

La questione della liquidità

Il turismo organizzato presenta una struttura finanziaria particolare.

  • Ricavi concentrati in periodi stagionali.
  • Costi distribuiti lungo l’intero anno.
  • Spese anticipate per marketing, tecnologia, formazione, personale.

La gestione della cassa assume un ruolo strategico. Ogni variazione nei flussi incide sulla capacità di programmazione.

Con l’introduzione della ritenuta, le provvigioni vengono incassate al netto della quota trattenuta. Le somme restano a credito fino al momento della compensazione fiscale. In termini concreti, un’agenzia che genera 600.000 euro annui di commissioni può trovarsi con oltre 65.000 euro anticipati all’erario nel corso dell’esercizio. Si tratta di risorse che, in precedenza, rimanevano nella disponibilità aziendale fino al versamento delle imposte.

La differenza temporale produce effetti finanziari tangibili. Maggiore ricorso a linee di credito. Incremento degli oneri finanziari. Riduzione della capacità di investimento nel breve periodo.

Le imprese con margini ridotti o con esposizioni pregresse risultano maggiormente sensibili a questa dinamica. La tensione di cassa può riflettersi sulla gestione ordinaria, soprattutto nei mesi di minore fatturato.

impatto gestionale e amministrativo

Accanto al profilo finanziario emerge quello organizzativo. L’estensione della ritenuta introduce ulteriori passaggi operativi:

– verifica delle certificazioni rilasciate dai mandanti
– riconciliazione periodica delle trattenute
– gestione contabile dei crediti fiscali
– coordinamento più frequente con i consulenti

Le agenzie di viaggio operano spesso con strutture snelle. L’amministrazione interna coincide con poche risorse, talvolta con l’imprenditore stesso. Ogni nuovo adempimento comporta un aumento del carico di lavoro.

Il tempo dedicato alla burocrazia sottrae energie alla consulenza e alla vendita.
I costi professionali tendono a crescere.
La complessità operativa aumenta.

Le posizioni del settore

Il 10 febbraio 2026 è stato diffuso un comunicato congiunto da parte di

FTO Confcommercio
ASTOI Confindustria Viaggi

Le associazioni esprimono forte preoccupazione per l’introduzione della misura e chiedono una proroga dell’entrata in vigore al 2028 tramite il Decreto Milleproroghe, oppure almeno al 2027.

Nel comunicato viene evidenziato come la norma comporti un aggravio gestionale e una contrazione della liquidità immediata per migliaia di imprese del turismo organizzato. Le organizzazioni richiamano la necessità di coerenza con gli obiettivi di semplificazione amministrativa e di sostegno alle PMI.

Franco Gattinoni sottolinea l’importanza di preservare una filiera lineare, capace di concentrare le risorse su consulenza e assistenza al viaggiatore.

Pier Ezhaya richiama il rischio di effetti distorsivi, con possibili riorganizzazioni dei flussi commerciali verso canali alternativi.

Le richieste avanzate includono il sostegno alla proroga e l’istituzione di un tavolo tecnico per individuare soluzioni compatibili con i processi reali del comparto.

Possibili effetti sulla filiera

Il turismo organizzato si fonda su una catena articolata di rapporti tra tour operator, agenzie e fornitori di servizi. La stabilità finanziaria di ciascun attore incide sull’equilibrio complessivo.

Una modifica nei flussi di incasso può generare:

– revisione delle condizioni contrattuali
– ridefinizione dei tempi di pagamento
– selezione più rigorosa dei partner commerciali
– maggiore attenzione alla solidità finanziaria degli intermediari

In contesti competitivi, anche variazioni apparentemente circoscritte producono ripercussioni diffuse.

Prospettive e scenari

Il dibattito ruota attorno al bilanciamento tra uniformità fiscale e sostenibilità operativa. La proroga richiesta consentirebbe una fase di adattamento graduale, offrendo alle imprese il tempo necessario per riorganizzare i flussi finanziari e amministrativi.

Un confronto tecnico potrebbe individuare modalità applicative più aderenti alla struttura economica del settore, evitando tensioni immediate.

La ritenuta rappresenta uno strumento ordinario dell’ordinamento tributario. Nel turismo organizzato assume una dimensione strategica per via delle caratteristiche finanziarie del comparto.

La decisione sul rinvio costituirà un passaggio significativo.
In gioco vi è la stabilità di migliaia di imprese.
E l’equilibrio di una filiera che contribuisce in modo rilevante all’economia nazionale.

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