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TogglePagamenti digitali, meno burocrazia “cartacea” e nuove attenzioni pratiche: ecco tutte le novità passaporto 2026 utili per i business travellers
Dal 1° dicembre 2025 cambia una delle abitudini più radicate – e spesso più odiate – da chi deve richiedere o rinnovare il passaporto: il pagamento del contributo per il rilascio del passaporto ordinario, pari a 42,70 euro, non potrà più essere effettuato tramite il classico bollettino postale. È una svolta che diventa pienamente operativa nel 2026 e che va letta come parte di un processo più ampio di digitalizzazione dei servizi pubblici. Per il business traveller, che spesso si trova a rinnovare documenti con tempi stretti e agende già piene, significa una cosa molto concreta: meno passaggi obbligati, meno file e più flessibilità. Il pagamento potrà essere effettuato attraverso i canali messi a disposizione da Poste Italiane, sia negli uffici fisici sia sulle piattaforme online, oppure tramite banche e prestatori di servizi di pagamento aderenti a PagoPA. È un cambiamento che sposta il focus dalla logica dello sportello a quella del servizio, permettendo al cittadino di scegliere quando e come pagare, senza dover incastrare l’ennesima incombenza negli orari di apertura degli uffici.
Pagare il passaporto da casa: cosa serve e cosa sapere prima di cliccare “conferma”
Uno degli aspetti più interessanti della novità 2026 è la possibilità di effettuare il pagamento comodamente da casa, utilizzando le piattaforme online di Poste, delle banche o degli altri operatori abilitati. Per chi viaggia spesso per lavoro, magari passando più tempo tra aeroporti e hotel che in ufficio, questo dettaglio fa davvero la differenza. Il sistema, però, richiede attenzione: al momento del pagamento è necessario fornire – o inserire manualmente nel caso di pagamento online – il nominativo e il codice fiscale della persona per la quale si richiede il passaporto, anche quando si tratta di un minore. È un passaggio fondamentale perché collega in modo univoco il pagamento alla pratica amministrativa. Dal punto di vista operativo, questo significa che il pagamento non è più un’azione “generica”, ma parte integrante del processo digitale di richiesta del documento. Per chi gestisce trasferte aziendali, rinnovi last minute o documenti per collaboratori e dipendenti, diventa importante verificare che i dati inseriti siano corretti, per evitare rallentamenti o richieste di integrazione da parte degli uffici competenti.
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Pagamenti già fatti? Nessun problema, ma attenzione alle date
Una delle domande più frequenti riguarda la validità dei pagamenti effettuati prima del cambiamento. Su questo punto, la regola è chiara e rassicurante: tutti i pagamenti effettuati tramite bollettino postale prima del 1° dicembre 2025 continueranno a essere regolarmente accettati. Chi ha già pagato non dovrà rifare nulla né preoccuparsi di aggiornamenti retroattivi. Dal 1° dicembre 2025 in poi, però, il bollettino postale esce definitivamente di scena e il pagamento del contributo da 42,70 euro dovrà avvenire esclusivamente tramite i canali digitali e fisici messi a disposizione da Poste Italiane o dai prestatori di servizi di pagamento che operano sulla piattaforma PagoPA. Per chi si muove nel mondo del business travel, questa distinzione temporale è importante: significa che eventuali pratiche avviate a cavallo della fine del 2025 vanno controllate con attenzione, per evitare di presentarsi all’appuntamento con una ricevuta non più valida o non correttamente associata alla richiesta.
Non solo pagamento: contrassegno, documenti e vecchio passaporto
Il pagamento del contributo non esaurisce, ovviamente, la documentazione necessaria. Anche nel 2026 resta obbligatorio il contrassegno amministrativo da 73,50 euro, da acquistare presso una rivendita di valori bollati o un tabaccaio. Inoltre, chi desidera riavere indietro il vecchio passaporto scaduto deve richiederlo esplicitamente al momento della presentazione dell’istanza; in ogni caso, il documento scaduto o deteriorato va sempre presentato per l’annullamento quando si richiede un nuovo passaporto. Per chi viaggia spesso, soprattutto verso Paesi extra-UE, questo passaggio è tutt’altro che secondario: il vecchio passaporto può contenere visti ancora utili come riferimento o timbri che facilitano alcune procedure. Nei casi di smarrimento o furto, invece, è indispensabile presentare la relativa denuncia, senza la quale la richiesta non può essere completata. Tutti dettagli che, se trascurati, rischiano di allungare i tempi e complicare l’organizzazione di una trasferta già programmata.
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Agenda online, ricevute e impronte digitali: cosa succede negli uffici
Alla documentazione richiesta va sempre aggiunta la stampa della ricevuta generata dal sistema dopo la registrazione sul sito Agenda online, passaggio ormai imprescindibile per accedere agli uffici competenti. È qui che la digitalizzazione mostra il suo doppio volto: da un lato semplifica, dall’altro richiede precisione e un minimo di dimestichezza con le piattaforme. Durante l’appuntamento, vengono acquisite anche le impronte digitali presso gli uffici della Polizia di Stato, ma è importante ricordare che queste vengono trattenute solo per il tempo strettamente necessario alla lavorazione del documento e poi cancellate. Un aspetto che rassicura molti viaggiatori, soprattutto in un periodo in cui la gestione dei dati personali è un tema sempre più sensibile. In definitiva, le novità passaporto 2026 non riguardano solo le modalità di pagamento, ma raccontano un’evoluzione più ampia: meno carta, più digitale, più attenzione al tempo del cittadino. Per chi viaggia per lavoro, significa una cosa molto semplice: meno burocrazia inutile e più possibilità di concentrarsi su ciò che conta davvero, ovvero arrivare a destinazione senza intoppi.
Photo credit: Ekaterina Belinskaya









