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Travel management

Favorire la curiosità migliora la performance dei collaboratori e dei dipendenti

A parole molti Manager asseriscono di esser convinti promotori dell’autonomia e dello sviluppo personale dei propri collaboratori in azienda, ma quanti poi nei fatti ne danno seguito è tutto da dimostrare. Nonostante sia ormai da più parti riconosciuto che consentire lo sviluppo della Curiosità nei collaboratori possa portare enormi benefici: allo sviluppo delle competenze e conoscenze personali, al benessere della persona, compreso l’incremento della soddisfazione; ma soprattutto porta grandi risultati all’azienda consentendo lo sviluppo di nuovi processi interni, prodotti e business.

Un “dipendente curioso” è sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, non si accontenta di quello che ha e di come lo ha ottenuto, ricerca invece soluzioni diverse per migliorare: i tempi di lavoro, i processi aziendali e i risultati. Normalmente chi sviluppa la Curiosità in modo efficace, positivo e sistematico è disponibile a mettersi in gioco ed a uscire dalla propria area di confort. Questa è una condizione fondamentale per essere sempre pronti di fronte al “cambiamento” ed a cogliere nuove opportunità con soluzioni creative.

La curiosità porta vantaggi all’azienda

Essere curiosi di cosa accade intorno a noi, sul mercato di riferimento, cosa fanno i competitor per migliorare propri prodotti o i processi aziendali, portano al continuo bisogno di confronto e quindi di conoscenza. A volte, questo genera una sana competitività all’interno del Team o nell’azienda utile per raggiungere performance e risultati migliori.

L’individuo alla ricerca di nuove soluzioni per l’azienda, coinvolto e interessato dal proprio manager si sente maggiormente partecipe del progetto a cui sta collaborando e considera il suo apporto apprezzato e determinante ai fini del risultato finale.

Il Manager poco attento può generare difficoltà e scarso rendimento tra i collaboratori

Le difficoltà come detto, emergono invece quando il Manager a capo del Team non ha la stessa capacità di cogliere, come il proprio collaboratore, le nuove sollecitazioni e le idee trasformandole in corrette indicazioni, essendo poco propenso ad uscire dalla sua area di confort. Anzi, molte volte vive la curiosità del collaboratore come un aspetto defocalizzante e di disturbo rispetto all’obiettivo stabilito. In questo caso, oltre a non sfruttare quanto gli viene proposto per la poca comprensione del valore delle idee a causa di preconcetti di fondo, contribuisce a far crescere il senso di frustrazione nel collaboratore. La fame di curiosità e di apporto costruttivo all’azienda calerà riportando l’operato del dipendente al minimo sindacale per mancanza o incapacità di comunicazione  da parte del “Capo” diretto.

Con questo non voglio dire che tutto è consentito e che i collaboratori possano gestire in modo anarchico gli incarichi affidati! Sono però necessarie buone capacità da parte del Manager nel mantenere viva la Curiosità del collaboratore in equilibrio con i tempi e gli incarichi assegnati, saper cogliere il meglio dallo stesso, valorizzando di volta in volta l’operato e l’apporto costruttivo quando questo è tale. Di conseguenza, giustificare le posizioni di disaccordo e i dinieghi o le eventuali richieste di approfondimento con feedback puntuali e precisi, tali da dimostrare sempre interesse e apprezzamento per la collaborazione avuta.

Credetemi sviluppare la Curiosità nei collaboratori vi darà dei risultati inaspettati!

Questo e molti altri aspetti legati alle competenze manageriali fanno parte del programma di formazione di TFB Academy specifico per i Travel e Mobility Manager.


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Ivano Gallino
Curioso di tutto ciò che mi circonda, mi piace trasferire le mie esperienze e conoscenze agli altri. Nella mia attività professionale mi sono da sempre occupato di mobility e travel. Ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, ho sviluppato competenze nel marketing, nella gestione dei processi aziendali, nella comunicazione sui social media e nello sviluppo motivazionale delle risorse umane. Formatore iscritto all'albo professionale AIF, Associazione Italiana Formatori.

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