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	<title>Community story - Travel for business</title>
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	<description>Informazioni e curiosità sul mondo dei viaggi d&#039;affari e mobilità</description>
	<lastBuildDate>Tue, 14 Apr 2026 07:00:27 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Community story - Travel for business</title>
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		<title>Un nuovo modo di viaggiare (e lavorare) con Leonardo Travel: la TMC che mette al centro del business travel innovazione, tecnologia e relazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosemarie Caglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 06:59:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[People]]></category>
		<category><![CDATA[Travel management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2026 rappresenta un passaggio importante per Leonardo Travel. L’inaugurazione dei nuovi uffici il 18 aprile segna simbolicamente una fase di crescita, ma è soprattutto la direzione intrapresa a raccontare l’evoluzione dell’azienda: un posizionamento sempre più chiaro nel mondo del business travel, sostenuto da tecnologia proprietaria e da una visione fortemente orientata all’innovazione. Leonardo Travel [&#8230;]</p>
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<p>Il 2026 rappresenta un passaggio importante per Leonardo Travel. L’inaugurazione dei nuovi uffici il 18 aprile segna simbolicamente una fase di crescita, ma è soprattutto la direzione intrapresa a raccontare l’evoluzione dell’azienda: un posizionamento sempre più chiaro nel mondo del business travel, sostenuto da tecnologia proprietaria e da una visione fortemente orientata all’innovazione.</p>



<p>Leonardo Travel è una Travel Management Company italiana specializzata nella gestione dei viaggi aziendali, che integra tecnologia proprietaria e consulenza personalizzata. Con un approccio ibrido, unisce innovazione digitale, self booking tool e supporto umano per offrire soluzioni efficienti, flessibili e su misura per aziende e viaggiatori.</p>



<p>Leonardo Travel si distingue nel panorama italiano per un modello che non si limita a digitalizzare i processi, ma li ripensa in chiave strategica e con un approccio tailor made.</p>



<p>Per capire meglio questa trasformazione abbiamo incontrato Marco Andreetti. E, da osservatrice del settore, è interessante notare come, pur senza la notorietà delle grandi TMC internazionali, la società segua da decenni importanti gruppi industriali. Una crescita costruita nel tempo, partita dal territorio piemontese e sviluppatasi progressivamente in diverse regioni italiane, sempre con un principio chiaro: puntare sull’eccellenza del servizio e sulla solidità delle relazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">“La tecnologia business travel è nostra, ma il valore resta umano”</h2>



<p><strong>Marco, cosa rende oggi Leonardo Travel diversa da una tradizionale Travel Management Company?</strong></p>



<p>«Negli anni abbiamo fatto una scelta molto precisa: investire nello sviluppo di tecnologia proprietaria. Questo ci permette di costruire strumenti realmente aderenti alle esigenze dei nostri clienti, senza doverci adattare a soluzioni standard.»</p>



<p>Andreetti si ferma un attimo, poi aggiunge un punto chiave: «La differenza non la fa la tecnologia in sé, ma il modo in cui la utilizziamo. Per noi è un acceleratore della relazione, non un sostituto. Il cliente vuole velocità, ma anche qualcuno su cui poter contare.»</p>



<p><strong>Quindi il vostro è un modello ibrido?</strong></p>



<p>«Sì, ed è una scelta molto consapevole. Oggi si parla molto di automazione, ma noi crediamo che il futuro del travel management sia nell’equilibrio: la tecnologia deve semplificare e velocizzare, mentre le persone devono garantire controllo, qualità e supporto.»</p>



<h2 class="wp-block-heading">AI e Self Booking Tool: il futuro del Business Travel è già operativo</h2>



<p>Uno dei temi più interessanti è quello dell’<strong>intelligenza artificiale applicata al business travel</strong>, su cui Leonardo Travel sta investendo in modo concreto.</p>



<p><strong>Come funziona il vostro sistema di AI?</strong></p>



<p>«Abbiamo sviluppato una soluzione che analizza automaticamente le richieste dei clienti, indipendentemente dal canale: e-mail, WhatsApp, anche messaggi vocali. L’AI è in grado di leggere, interpretare e strutturare tutte le informazioni contenute nella richiesta.»</p>



<p>Il passaggio chiave è ciò che accade subito dopo: le informazioni vengono trasformate in una proposta concreta, già pronta per essere validata.</p>



<p>«Il sistema è progettato per collegarsi direttamente al nostro Self Booking Tool proprietario e generare in autonomia una proposta di viaggio completa: voli, orari e opzioni coerenti con la travel policy e con il profilo del viaggiatore. È una funzionalità in fase di rilascio, che permetterà di accelerare in modo significativo i tempi di risposta e la qualità delle proposte. »</p>



<p><strong>E il ruolo del travel agent?</strong></p>



<p>«Resta centrale. L’AI prepara il lavoro, ma l’emissione finale è sempre gestita da una persona. Il travel agent verifica, rifinisce e interviene dove serve.»</p>



<p>Questo modello consente di ottenere risultati molto concreti.</p>



<p>«Oggi siamo in grado di rispondere in brevissimo tempo, con un livello di completezza e precisione molto alto. È un cambio di paradigma importante.»</p>



<p>Andreetti definisce questo approccio come una <strong>AI conversazionale ibrida</strong>, ma capace di evolvere nel tempo:</p>



<p>«È uno strumento che apprende. Più viene utilizzato, più migliora. L’obiettivo è arrivare a un sistema sempre più autonomo nella fase di preparazione, ma mantenendo il controllo umano sulle decisioni.»</p>



<p>Nel business travel management, infatti, ogni viaggio non è mai un’operazione standard: dietro una richiesta ci sono dinamiche aziendali, priorità spesso non esplicitate e variabili che cambiano rapidamente.</p>



<p>«L’AI è molto efficace nel costruire in tempi rapidi una proposta coerente, ma è la persona che dà senso alla scelta finale. Il travel agent, infatti, non si limita a verificare: interpreta, valuta alternative e prende decisioni che tengono conto anche di ciò che non è scritto nella richiesta.»</p>



<p>È proprio in questo equilibrio che si crea il valore. «La tecnologia prepara, accelera e organizza. L’intervento umano è ciò che trasforma una proposta corretta in una soluzione davvero adatta.»</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vantaggi concreti per aziende e viaggiatori</h2>



<p><strong>Quali sono i benefici più evidenti per l’azienda?</strong></p>



<p>«Direi tre: velocità, chiarezza delle informazioni e dei costi e controllo. L’azienda riceve rapidamente una risposta completa, già coerente con le policy aziendali e con i profili dei viaggiatori.»</p>



<p>Ma c’è un altro aspetto che, secondo Andreetti, sta diventando sempre più centrale.</p>



<p><strong>Parliamo del viaggiatore?</strong></p>



<p>«Esatto. Oggi il viaggio di lavoro non è più solo uno spostamento. È un’esperienza che incide sul benessere della persona e, di conseguenza, sulla sua produttività.»</p>



<p>È in questa direzione che si inserisce lo sviluppo della <strong>app proprietaria</strong> Leonardo Experience, realizzata con tecnologia Amadeus.</p>



<p>«Attraverso l’app il viaggiatore ha accesso a una serie di servizi che migliorano concretamente l’esperienza: il check-in può essere automatizzato, la carta d’imbarco generata direttamente, e vengono suggeriti servizi utili come parcheggi, fast track e anche le lounge ad esempio.»</p>



<p>Ma il punto non è solo semplificare il viaggio.</p>



<p>«In base alla profilazione, il sistema suggerisce anche attività in destinazione. L’idea è quella di accompagnare il viaggiatore durante tutta la trasferta, rendendola più fluida e anche più piacevole.»</p>



<p>Dal business al leisure: bleisure integrato e Viziati.net ampliano l’esperienza di viaggio</p>



<p>Da qui il passaggio è naturale: l’esperienza del viaggio si estende oltre il momento strettamente lavorativo.</p>



<p><strong>Avete sviluppato anche una componente dedicata al tempo libero. Come nasce questo progetto?</strong></p>



<p>«Nasce da un’esigenza molto concreta. Sempre più spesso il viaggiatore business sceglie di prolungare la trasferta con momenti personali. Il bleisure è ormai parte integrante del modo di viaggiare.»</p>



<p>Questa evoluzione è stata integrata direttamente negli strumenti aziendali.</p>



<p>«All’interno del nostro Self Booking Tool abbiamo già inserito la componente bleisure, così il viaggiatore può arricchire il viaggio in modo semplice, restando all’interno dello stesso ecosistema.»</p>



<p>Accanto a questo, Leonardo Travel ha sviluppato anche una piattaforma dedicata: <strong>Viziati.net</strong></p>



<p>«Viziati.net nasce per estendere questa logica anche al di fuori del viaggio di lavoro. È una piattaforma pensata per il tempo libero, accessibile ai dipendenti come servizio leisure privato.»</p>



<p>Un passaggio che amplia il perimetro del servizio.</p>



<p>«Il cliente può organizzare in autonomia viaggi personali &#8211; voli, hotel, esperienze, tour, assicurazioni &nbsp;ecc..- con la stessa qualità e competitività che garantiamo nel business travel.»</p>



<p><strong>Qual è il valore aggiunto rispetto ad altri strumenti?</strong></p>



<p>«Da un lato la qualità dell’offerta, grazie a una rete di oltre 100 DMC locali che offrono condizioni davvero vantaggiose. Dall’altro la continuità: lo stesso operatore che segue il cliente nel business travel può diventare un punto di riferimento anche per il leisure.»</p>



<h2 class="wp-block-heading">Integrazione e PMI: la vera sfida del mercato italiano</h2>



<p><strong>A che punto siamo in Italia sul fronte della digitalizzazione del business travel?</strong></p>



<p>«C’è ancora una forte differenza tra grandi aziende e PMI. Le prime hanno già intrapreso percorsi strutturati, mentre le seconde si trovano spesso all’inizio.»</p>



<p><strong>Dove si incontrano le principali difficoltà?</strong></p>



<p>«Nell’integrazione dei sistemi. Spesso viene richiesto un Self Booking Tool, ma poi emergono ostacoli operativi, ad esempio nella gestione dei pagamenti o nella connessione con i sistemi interni.»</p>



<p>Leonardo Travel ha scelto di affrontare questa complessità con un approccio flessibile.</p>



<p>«Possiamo adattarci a diversi livelli di maturità digitale: dal servizio completamente assistito al modello ibrido, fino al full self booking. E lavoriamo molto sull’integrazione con i sistemi di gestione spese.»</p>



<p>Un esempio concreto è il collegamento con piattaforme di expense management e gestionali che apre la strada a sviluppi interessanti anche in ottica di controllo e reporting.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasparenza e saving: quando il valore è condiviso</h2>



<p><strong>Marco, un altro tema centrale è quello delle tariffe. Come lo affrontate?</strong></p>



<p>Per Leonardo Travel la gestione delle tariffe è prima di tutto una questione di consapevolezza. Rendere visibili le condizioni applicate &#8211; dalle tariffe NDC agli accordi corporate negoziati &#8211; significa mettere le aziende nella condizione di capire davvero dove si genera valore.</p>



<p>«Il tema, infatti, non è solo il prezzo finale, ma tutto ciò che c’è dietro» spiega Marco Andreetti. «Spesso le aziende si aspettano di ottenere sempre il massimo risparmio possibile, ma senza avere piena visibilità delle dinamiche che lo determinano.»</p>



<p>È proprio qui che entra in gioco il modello di <strong>saving sharing</strong>, pensato per creare un equilibrio più maturo e sostenibile.</p>



<p>«Quando lavoriamo su un’ottimizzazione reale &#8211; che sia una tariffa migliore, una combinazione più efficiente o una strategia di acquisto più intelligente &#8211; il beneficio viene condiviso. In questo modo il cliente percepisce concretamente il valore del lavoro svolto e si costruisce una logica di collaborazione più trasparente.»</p>



<p>Un approccio che sposta il focus dalla semplice ricerca del prezzo più basso a una gestione più evoluta del travel, dove competenza, negoziazione e tecnologia contribuiscono insieme a generare risultati misurabili nel tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Uno sguardo al futuro</h2>



<p><strong>Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?</strong></p>



<p>«Continueremo a sviluppare la nostra AI e a rafforzare le nostre piattaforme. Il 18 aprile lanceremo nuove soluzioni che andranno proprio in questa direzione.»</p>



<p>Dalle parole di Marco Andreetti emerge una visione chiara: Leonardo Travel sta costruendo un modello di business travel in cui tecnologia e relazione lavorano insieme, senza sovrapporsi.</p>



<p>L’innovazione c’è, ed è concreta &#8211; dall’AI al self booking &#8211; ma resta sempre inserita in un processo governato dalle persone.</p>



<p>Un equilibrio che oggi rappresenta uno dei temi più rilevanti per <strong>l’evoluzione del travel management</strong>.</p>



<p>I.P.</p>



<p></p>
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		<title>Il grande valzer dei cieli: dove si vola oggi (e soprattutto perché no)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosemarie Caglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 13:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un modo semplice per capire come sta andando il mondo: guardare dove vanno i voli. Non i singoli voli, quelli partono sempre.Le direzioni. Negli ultimi mesi la bussola ha fatto un giro piuttosto ordinato, quasi didattico. Prima gli Stati Uniti hanno perso un po’ di appeal. I dazi, le tensioni commerciali, quell’aria da rapporto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è un modo semplice per capire come sta andando il mondo: guardare dove vanno i voli.</p>



<p>Non i singoli voli, quelli partono sempre.<br>Le direzioni.</p>



<p>Negli ultimi mesi la bussola ha fatto un giro piuttosto ordinato, quasi didattico.</p>



<p>Prima gli Stati Uniti hanno perso un po’ di appeal. I dazi, le tensioni commerciali, quell’aria da rapporto complicato che si trascinava dai tempi di Donald Trump. Niente di drammatico, ma abbastanza per spingere aziende e viaggiatori a guardarsi intorno.</p>



<p>E infatti si sono guardati a Est.</p>



<p>L’Oriente è tornato a essere promessa: crescita, opportunità, rotte nuove da raccontare nei piani strategici e nei cataloghi. Sembrava una scelta. In realtà era già un adattamento.</p>



<p>Poi il Medio Oriente ha ricordato a tutti che certe aree del mondo non chiedono il permesso prima di tornare centrali. E quando lo fanno, il turismo smette di fare il turismo e comincia a fare un passo indietro.</p>



<p>Così, senza grandi annunci, si è cambiata di nuovo direzione.</p>



<p>Si torna verso gli Stati Uniti.<br>Più per mancanza di alternative che per entusiasmo.</p>



<p>Nel frattempo è entrato in scena anche il carburante, che è sempre un buon indicatore di quanto una situazione sia davvero sotto controllo.</p>



<p>Il messaggio è rassicurante: tutto regolare&#8230;.Con qualche precisazione.</p>



<p>Disponibilità limitata in alcuni scali.<br>Attenzione alla logistica.<br>Possibili evoluzioni.</p>



<p>È un linguaggio interessante, perché riesce a dire tutto senza impegnarsi su niente. Tradotto nella pratica: i voli partono, ma con quella leggerezza di chi sa che basta poco per complicarsi la giornata.</p>



<p>Il turismo, come spesso accade, non anticipa mai i cambiamenti. Li registra.</p>



<p>Le destinazioni entrano ed escono dalle preferenze con una rapidità che ha poco a che fare con il gusto e molto con il contesto. Si passa da “meta strategica” a “meglio evitare” con una naturalezza che qualche anno fa avrebbe sorpreso.</p>



<p>Oggi no.<br>Oggi è routine.</p>



<p>La vera novità, se proprio bisogna trovarne una, è che il viaggio esiste ancora, ma assomiglia sempre meno a una scelta e sempre più a una possibilità che si verifica strada facendo. Si organizza, si prenota, si parte&#8230; e il resto si scopre lungo il tragitto, con una certa disciplina all’imprevisto che ormai fa parte del bagaglio.</p>



<p>Non è nemmeno pessimismo, è una forma di realismo applicato: il mondo si muove più in fretta delle decisioni che dovrebbero tenerlo in ordine, e il settore dei viaggi si limita a prenderne atto, <strong>correggendo la rotta ogni volta che serve</strong>.</p>



<p>Così si riparte, ogni volta, con la stessa apparente normalità. Solo che, rispetto a qualche anno fa, è cambiato un dettaglio non proprio secondario: <strong>la direzione non è più una scelta, ma una conseguenza.</strong></p>



<p></p>
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		<title>Ecuador 2026, la Rinascita che passa per il Cuore e la Strategia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Condo Ortega]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 20:38:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra record economici e la bellezza di Miss Universo, il Carnevale segna il ritorno del &#8220;Paese dei Quattro Mondi&#8221;. In un momento storico in cui l&#8217;Ecuador affronta sfide profonde, i dati appena emersi dal Carnevale 2026 non sono solo numeri: sono il grido di una Nazione che ha deciso di non arrendersi. Mentre il mondo [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading"><em>Tra record economici e la bellezza di Miss Universo, il Carnevale segna il ritorno del &#8220;Paese dei Quattro Mondi&#8221;.</em></h4>



<p>In un momento storico in cui l&#8217;Ecuador affronta sfide profonde, i dati appena emersi dal <strong>Carnevale 2026</strong> non sono solo numeri: sono il grido di una Nazione che ha deciso di non arrendersi. Mentre il mondo guardava con incertezza, l&#8217;Ecuador ha risposto con i colori, la musica e una strategia economica senza precedenti, il Carnevale 2026 ha dimostrato che la passione per la nostra terra è più forte di ogni crisi, tanti motivi per credere che <strong>l&#8217;Ecuador, il Paese dei Quattro Mondi, è più vivo che mai.</strong></p>



<p><strong>La spinta decisiva alla crescita</strong><strong>: </strong>Il motore di questa ripartenza è stato un intervento economico coordinato: la <strong>riduzione dell&#8217;IVA all&#8217;8%</strong> per i servizi turistici. Questa misura non ha solo alleggerito le tasche dei visitatori, ma è stata l&#8217;ossigeno vitale per migliaia di piccoli commercianti, ristoranti e villaggi turistici. I risultati sono straordinari: una spesa turistica totale di <strong>81,9 milioni di dollari</strong>, con un incremento dell&#8217;<strong>11,8% rispetto al 2025</strong>.</p>



<p>Non è stata solo una vacanza, è stata una mobilitazione nazionale ed internazionale con un&#8217;occupazione alberghiera che ha raggiunto il <strong>49,6%</strong> (superando tutti gli anni precedenti), le rotte commerciali locali sono tornate a essere il cuore pulsante dell&#8217;economia, dimostrando che sostenere il territorio è la chiave per la crescita.</p>



<p><strong>Sicurezza: un impegno per “la PACE”. </strong>&nbsp;Nessun rilancio sarebbe stato possibile senza una solida garanzia di protezione. La serenità dei festeggiamenti è stata assicurata da un’imponente e costante rete di sicurezza: una presenza capillare delle forze dell&#8217;ordine che ha vegliato su ogni piazza e ogni rotta turistica. Questa vigilanza discreta ma onnipresente ha permesso a famiglie e viaggiatori internazionali di riscoprire la magia dell&#8217;Ecuador in un clima di assoluta armonia, ristabilendo quella fiducia necessaria per tornare a viaggiare senza timore, rendendo ogni angolo del Paese un rifugio accogliente per chiunque volesse celebrare questa festa millenaria.</p>



<p><strong>l fascino internazionale: Miss Universo ad Ambato</strong> A coronare questo successo è arrivata la visita di <strong>Miss Universo, Fátima Bosch</strong>. La sua partecipazione alla 75ª edizione della <em>Fiesta de la Fruta y de las Flores</em> ad Ambato ha acceso i riflettori globali sull&#8217;Ecuador, Ma la vera anima di questo successo risiede anche nel turismo di comunità: i piccoli borghi hanno aperto le loro porte, mostrando che l&#8217;Ecuador non è solo una destinazione, ma un&#8217;esperienza di ospitalità autentica e sostenibile. La Regina di Bellezza ha espresso parole di profonda ammirazione per la resilienza e il calore del popolo ecuadoriano. La sua presenza è stata il sigillo finale: <strong><em>l&#8217;Ecuador è una meta sicura, prestigiosa e pronta a brillare.</em></strong><strong><em> </em></strong><strong><em></em></strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="673" height="897" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/02/Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025.jpg" alt="" class="wp-image-46632" style="aspect-ratio:0.7503159729788625;width:197px;height:auto" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/02/Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025.jpg 673w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/02/Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025-225x300.jpg 225w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/02/Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025-600x800.jpg 600w" sizes="(max-width: 673px) 100vw, 673px" /></figure>
</div>


<p><strong>Verso un futuro consapevole: </strong>&nbsp;L&#8217;Ecuador del 2026 ci insegna che il turismo è molto più di una vacanza; è un atto di amore verso la propria terra. Visitare le nostre vette andine, le spiagge o l&#8217;Amazzonia oggi significa sostenere il sogno di un popolo che guarda al futuro con orgoglio ritrovato. Questi giorni di festa hanno dimostrato che, quando l&#8217;Ecuador si unisce per mostrare il suo volto migliore, non esistono sfide insormontabili. <strong><em>Il Paese dei &#8220;Quattro Mondi&#8221; è tornato, ed è più accogliente, sicuro e vibrante che mai.</em></strong><strong><em> Visitare l&#8217;Ecuador oggi non significa solo scoprire un paradiso naturale, ma sostenere il sogno di una nazione che guarda al futuro con positività, coraggio e </em></strong><strong><em>incrollabile determinazione</em></strong><em>.&#8221;</em><strong><em></em></strong></p>



<p></p>



<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025.jpg">https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025.jpg</a> <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Fatima_Bosch_-_Miss_Universe_2025.jpg">GrandTV (Miss Grand International the owner of Miss Universe Thailand franchise for 2025-2029)</a>,&nbsp;<a href="https://creativecommons.org/licenses/by/3.0">CC BY 3.0</a>, via Wikimedia</p>



<p></p>
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		<title>PSCL e il Grande Inganno: perché la mobilità sostenibile fallisce se ignoriamo la dimensione sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivano Gallino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 09:51:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[Mobility Management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Ivano Gallino &#8211; Presidente Associazione Italiana Travel e Mobility Manager Riflessioni per Mobility Manager, Responsabili HR e Amministratori locali e Deputati della Repubblica Italiana. C’è un momento dell’anno in cui i Mobility Manager e le risorse umane tirano le somme. Si guardano i dati dei Piani Spostamento Casa-Lavoro (PSCL), si analizzano le percentuali di [&#8230;]</p>
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<p><strong>Di Ivano Gallino &#8211;  Presidente Associazione Italiana Travel e Mobility Manager</strong></p>



<h4 class="wp-block-heading">Riflessioni per Mobility Manager, Responsabili HR e Amministratori locali e Deputati della Repubblica Italiana.</h4>



<p>C’è un momento dell’anno in cui i Mobility Manager e le risorse umane tirano le somme. Si guardano i dati dei Piani Spostamento Casa-Lavoro (PSCL), si analizzano le percentuali di <em>modal split</em> e, troppo spesso, ci si scontra con una realtà frustrante. Nonostante gli sforzi, le campagne di comunicazione e la buona volontà, il numero di auto nei parcheggi aziendali non diminuisce; il traffico urbano aumenta, ma non come ci si aspettava, e quella “transizione” tanto evocata sembra un miraggio.</p>



<p>Perché i PSCL non danno i risultati sperati? La risposta non va cercata in un foglio di calcolo Excel, ma in un errore di prospettiva fondamentale: abbiamo trattato la mobilità come un problema tecnico ed economico, dimenticando che è, prima di tutto, una questione sociale e umana.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il paradosso italiano: “Vorrei ma non posso…”</h2>



<p>Partiamo dai dati, perché i numeri non mentono ma vanno interpretati. Viviamo in quello che possiamo definire il &#8220;Paradosso della Mobilità Italiana&#8221;. Se chiediamo alle persone cosa desiderano, la risposta è unanime: il 30% degli italiani vuole ridurre l&#8217;uso dell&#8217;auto, c’è un desiderio netto di più bicicletta (+34,6% di propensione futura) e più trasporto pubblico.</p>



<p>Eppure, la realtà è una doccia fredda: il tasso di motorizzazione ha toccato il record di 701 veicoli ogni 1000 abitanti e il traffico nelle grandi città come Milano e Roma è cresciuto a doppia cifra rispetto al 2019. Siamo di fronte a una dissonanza cognitiva di massa o a un fallimento sistemico? La risposta è la seconda. Il cittadino – che è anche il vostro dipendente – è intrappolato in un sistema che lo costringe a muoversi in direzione opposta ai propri desideri. Senza alternative affidabili, l&#8217;auto privata resta un obbligo, non una scelta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La grande assente: la dimensione sociale</h2>



<p>Qui arriviamo al cuore del problema dei nostri piani di mobilità. Per anni, la narrazione della sostenibilità si è retta su due gambe: quella <strong>Ambientale</strong> (ridurre la CO2) e quella <strong>Economica</strong> (risparmiare denaro). Ma queste leve, da sole, non bastano più a scardinare abitudini radicate.</p>



<p>Abbiamo ignorato il terzo pilastro: la <strong>Dimensione Sociale</strong>. La vera sostenibilità non esiste se non è inclusiva. Continuare a proporre soluzioni tecnocratiche o incentivi economici marginali non funziona se non attiviamo leve motivazionali più profonde, legate all&#8217;appartenenza e alla solidarietà. La letteratura ci dice chiaramente che gli appelli basati esclusivamente sul risparmio o sulla paura del cambiamento climatico hanno un&#8217;efficacia limitata se non sono accompagnati da valori pro-sociali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Cortocircuito del DM 179/2021: chiedere tutto, non dare nulla</h2>



<p>C’è poi un aspetto politico e normativo, sul quale ci rivolgiamo direttamente ai legislatori. Il Decreto Interministeriale n. 179 del 2021, all’articolo 8, era chiaro: premialità. Si promettevano incentivi e riconoscimenti alle aziende virtuose che avessero implementato PSCL efficaci.</p>



<p>Oggi, quella promessa appare come una cambiale scaduta. Le aziende investono risorse, nominano Mobility Manager, raccolgono e inviano moli di dati alla Pubblica Amministrazione. Ma cosa ricevono in cambio? Il <strong>silenzio.</strong></p>



<p>L&#8217;articolo 8 è rimasto sostanzialmente lettera morta. Questo meccanismo a senso unico – in cui lo Stato chiede, controlla e valuta, ma non restituisce valore – genera un pericoloso distacco. Le aziende vivono il PSCL come l&#8217;ennesimo adempimento burocratico, un &#8220;compitino&#8221; da svolgere per evitare sanzioni, svuotandolo di ogni spinta innovativa. Senza un ritorno concreto – che sia fiscale, reputazionale o di servizi dedicati – la motivazione crolla. È il classico esempio di un gap tra l&#8217;intenzione politica (alta) e la pratica dell&#8217;implementazione (nulla).</p>



<h2 class="wp-block-heading">La via d&#8217;uscita: solidarietà e inclusione come motori del cambiamento</h2>



<p>Come ne usciamo? Cambiando narrazione e strategia. Dobbiamo smettere di vendere la mobilità sostenibile solo come un dovere civico o un risparmio, e iniziare a proporla come un atto di <strong>solidarietà e costruzione di comunità</strong>.</p>



<p>Immaginiamo il <em>car pooling</em> non come un modo per dividere la benzina, ma come uno strumento di inclusione. Un collega che offre un passaggio non sta solo &#8220;ottimizzando un veicolo&#8221;: sta riducendo l&#8217;isolamento, sta magari aiutando una persona con una disabilità temporanea a tornare al lavoro, sta creando capitale sociale.</p>



<p>Le leve motivazionali più potenti sono quelle altruistiche: “<strong>sentirsi utili agli altri gratifica”</strong> più del risparmio di pochi euro. Se i Mobility Manager e gli HR iniziassero a disegnare politiche di mobilità basate sul prendersi cura delle persone – specialmente le più vulnerabili – vedremmo un&#8217;adesione diversa. Perché <strong>Sostenibilità = Inclusione</strong> non è solo uno slogan, è l&#8217;unica equazione che funziona.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un appello alla responsabilità condivisa</h2>



<p>Ma le aziende non possono fare tutto da sole. I dati sulla &#8220;povertà dei trasporti&#8221; sono allarmanti: la <em>sharing mobility</em> sta scomparendo dai centri minori e dalle periferie a basso reddito, diventando un lusso per pochi privilegiati nelle ZTL delle metropoli. Se il trasporto pubblico non regge e lo sharing si ritira, il PSCL aziendale diventa carta straccia.</p>



<p>Ai decisori politici chiediamo quindi di sbloccare la situazione. Servono politiche pubbliche coraggiose che trasformino il desiderio di mobilità sostenibile in un diritto accessibile a tutti. Serve attuare davvero quella premialità promessa, per trasformare le aziende da esecutori burocratici a partner attivi del cambiamento.</p>



<p>La mobilità del futuro non si costruisce con i divieti o con la burocrazia, ma restituendo valore alle persone e ai territori. È tempo di passare dalla logica della &#8220;transazione&#8221; a quella della &#8220;relazione&#8221;. Solo così i nostri piani di mobilità smetteranno di essere documenti in un cassetto e diventeranno la mappa per una società più giusta.</p>



<p><em>Ivano Gallino &#8211;  Presidente Associazione Italiana Travel e Mobility Manager</em></p>



<p></p>
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		<title>Il Travel manager &#8220;umile&#8221; che può diventare leader</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Alessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 11:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Convention dei Travel e Mobility manager invita all’umanesimo. Per crescere persone che sappiano costruire relazioni. Questi rospi diventeranno principi. I Travel manager che incontro hanno storie simili. Molti di loro fanno più cose in azienda e sono spesso impegnati in compiti operativi e in soluzioni di emergenza.Sanno di dover gestire una spesa importante e [&#8230;]</p>
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<h4 class="wp-block-heading"><em>La Convention dei Travel e Mobility manager invita all’umanesimo. Per crescere persone che sappiano costruire relazioni.</em></h4>



<p>Questi rospi diventeranno principi. I Travel manager che incontro hanno storie simili. Molti di loro fanno più cose in azienda e sono spesso impegnati in compiti operativi e in soluzioni di emergenza.<br>Sanno di dover gestire una spesa importante e di dover assolvere compiti complessi, spesso in attesa di decisioni che competono a responsabili che non hanno competenze e sensibilità in materia. Il viaggio aziendale è quasi sempre solo capitolo di spesa e l’obiettivo è di contenere tempi di trasferimento, semplificare l’organizzazione e soprattutto comprimere i costi, nel rispetto dei budget imposti.</p>



<p>La convention AITMM (Associazione Italiana dei Travel e Mobility manager) che si è tenuta al Prime Time Loft di Milano. nel quartiere Bicocca è invece ancora una volta l’occasione per confrontarsi sul ruolo sempre più strategico del Travel &amp; Mobility Manager.</p>



<p>L’ottava edizione si avvale di un partner come <strong>Smart Eventi </strong>&#8211; agenzia eventi certificata ISO 20121 per la gestione di eventi sostenibili &#8211; per ospitare gli associati al <em>Prime Time Loft</em>, un’area interessata da un vasto progetto di riqualificazione urbanistica di Milano, la città della moda, dell&#8217;alta finanza, delle avanguardie culturali. Luogo ideale per vivere lavorare e dare vita a progetti sempre nuovi ed innovativi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Comprendere il cambiamento</h2>



<p>“<em>Nulla resta fermo: aziende, persone, mercati e mobilità stanno cambiando. E proprio in questo scenario il nostro ruolo evolve</em>”, spiega Ivano Gallino, <em>Presidente AITMM, </em>&nbsp;“<em>Per affrontare la complessità servono competenze trasversali, capacità analitica, visione sistemica e</em> <em>talento</em>”. Un invito esplicito a cercare il senso di ciò che accade, con la competenza e l’esperienza maturata, ma soprattutto con la sensibilità e l’empatia che ci aiutano a crescere la nostra capacità di comprendere il cambiamento. Rosemarie Caglia, <em>ceo di Travel for business</em> e media partner dell’evento, incoraggia i Travel manager presenti a cercare in ogni viaggio di lavoro, non solo le migliori soluzioni organizzative, ma anche un’esperienza e un’opportunità di crescita.</p>



<p>Patrick W. Diemer di <em>BT4Europe</em> dà la dimensione del Business Travel che in Europa vale il 2% del PIL, conta oltre 2 milioni di aziende, 40 milioni di viaggiatori per una spesa complessiva di 185 miliardi di euro.</p>



<p>L’intervento di Mark William Love <em>Consultant and Project Manager</em> illustra l’impatto che gli eventi recenti di geopolitica hanno sui viaggi e sulla gestione dei Travel Mamager. Il problema di oggi è la velocità del cambiamento. L’instabilità e la politica dei dazi creano grande incertezza. Rischi e cyber security impongono cambiamenti normativi è un monitoraggio costante. Il TM deve farsi promotore di gruppi informali per condividere info sui rischi e le tutele legali.</p>



<p>Il Viaggio aziendale cambia anche per effetto della’”NDC Revolution”, che Fabio Andaloro e Giuliana De Flaviis di <em>Air France-KLM</em> &nbsp;scompongono nel dinamismo tariffario che aumenta la qualità della vendita e del servizio, con una reportistica capace di semplificare la complessità (vedi anche Mobility Talk: <a href="https://youtu.be/m67JYtb57AE">https://youtu.be/m67JYtb57AE</a>)</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fabio-Andaloro-Travel-for-business.jpg" alt="" class="wp-image-45065" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fabio-Andaloro-Travel-for-business.jpg 900w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fabio-Andaloro-Travel-for-business-300x200.jpg 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fabio-Andaloro-Travel-for-business-768x512.jpg 768w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fabio-Andaloro-Travel-for-business-600x400.jpg 600w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fabio-Andaloro-Travel-for-business-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>
</div>


<p>Alfredo Pezzani, figura storica delle <em>Travel Management Company (TMC)</em> riconosce la crescita professionale dei Travel &amp; Mobility Manager come una leva strategica per le aziende. “<em>Saper leggere le nuove dinamiche del Business Travel – dalle complessità tariffarie aeree e alberghiere, fino alla relazione sempre più articolata con le TMC – richiede preparazione, visione e consapevolezza”</em>.</p>



<p>In un mercato in rapida trasformazione, la Pmi italiana è molto frammentata e occorrono soluzioni tecnologiche in grado di aiutarla. Proliferano società tech che non hanno un’adeguata conoscenza del settore, ma con nuovi strumenti che dobbiamo comunque mappare ed adottare. “<em>Ciò che oggi sembra distante (One Order?), domani sarà una realtà da gestire. E sarebbe bello cavalcarla, invece che subirla”</em></p>



<p>Michele Molinelli di <em>Arval BNP Paribas Grou</em>p riporta i risultati di un’indagine globale con oltre 8.000 interviste in 28 Paesi, inclusa l’Italia, che aiuta a comprendere le tendenze del settore e supporta le aziende nel trasformarle in scelte strategiche concrete. Entro 3 anni 1/3 delle flotte sarà elettrificato e impatterà sul benessere dei dipendenti e sul commuting.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Talento e mindset per aprire nuove possibilità</h2>



<p>Fiorella Pallas di <em>TalentoBe</em>, ha origine greca, mezza siciliana e mezza francese, nata ad Haiti. Ha viaggiato per lavoro e lavorato in viaggio e chiede per questo, il riconoscimento di Travel manager ad honorem. “<em>Il cambiamento ci costringe a cambiare un pezzo di noi e a rimetterne un altro</em>”. Amiamo gli automatismi e preferiamo il controllo al cambiamento. Facciamo tante cose per abitudine, agiamo secondo schemi. La consapevolezza fa la differenza. Dobbiamo aiutare le persone a scoprire il valore. “<em>Il nostro potenziale è limitato dai paradigmi: dobbiamo orientare il focus dagli hard skills (cosa sai fare) ai soft skills (come lo fai)”</em>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="600" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fiorella-Pallas-Travel-for-business.jpg" alt="" class="wp-image-45066" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fiorella-Pallas-Travel-for-business.jpg 900w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fiorella-Pallas-Travel-for-business-300x200.jpg 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fiorella-Pallas-Travel-for-business-768x512.jpg 768w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fiorella-Pallas-Travel-for-business-600x400.jpg 600w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/06/Fiorella-Pallas-Travel-for-business-750x500.jpg 750w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>
</div>


<p><strong>Il radar della personalità </strong>è un diagramma di facile lettura che il test sulla platea presente restituisce per i tratti rappresentativi della personalità del Travel Manager.</p>



<p>Il talento quando presente è spontaneo ed è capace di rendere le cose facili. Il suo ruolo si esercita nel presidio costante sulle Travel policy aziendali, con una sensibilità dettata dalle linee guida e nel ruolo di mediatore tra reparti. Estroverso nell’attitudine a costruire relazioni, ma anche umile, per la capacità di ascolto e per l’apprezzamento dei risultati conseguiti di volta in volta.</p>



<p>Ha uno spirito critico e capacità di analizzare i dati, misurare e controllare i risultati. E’ una persona capace di accogliere e analizzare le opportunità. Sa che occorre consolidare quello che funziona, per recepire l’innovazione che aggiunge valore.</p>



<p>Questi tratti della sua personalità saranno sicuramente modellati dall’esperienza professionale, in un apprendimento continuo.</p>



<p>Anna Fioroni, <em>Presidente Confcommercio Professioni</em>, fa riferimento alla legge 4/2013, nota come la &#8220;legge sulle professioni non organizzate in ordini o collegi&#8221;, che promuove l&#8217;autoregolamentazione volontaria e la qualificazione di queste professioni, consentendo a singoli professionisti e associazioni di ottenere attestazioni di qualità e certificazioni di conformità.</p>



<p>Ivano Gallino chiude e ringrazia per la giornata speciale. “<em>Quando si condividono le cose, diventa tutto più facile”</em>. Ribadisce l’importanza di mettere sempre al centro le persone e la loro esperienza. Invita ad affrontare insieme le nuove sfide, per incoraggiarsi a vicenda e a sentirsi meno soli.</p>



<p>Finisce come nel film “Il cuore lo sa (Corazón delator)” diretto da Marcos Carnevale: dobbiamo cambiare un pezzo di noi per ritrovare il senso delle cose e l’amore. Per essere agenti di cambiamenti, dobbiamo cambiare dentro.</p>



<p>L’Associazione dei Travel e Mobility Manager è davvero cresciuta e può aiutarci in questo.</p>



<p>Presto i rospi diventeranno principi.</p>



<p></p>
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		<title>Sulle spalle dei sogni: l’Himalaya in autostop con Sebastiano Ramello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosemarie Caglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 06:56:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business destinations]]></category>
		<category><![CDATA[Community story]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista esclusiva a Travel for business Partire per andare incontro a se stessi. Perdersi per ritrovarsi. Sebastiano Ramello, scrittore e viaggiatore per vocazione, ha attraversato l’Himalaya non solo con lo zaino sulle spalle, ma con l’anima aperta al mondo. Il suo libro Autostop attraverso l’Himalaya (Echos Edizioni) racconta un viaggio reale, vissuto sulla pelle e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><em>Intervista esclusiva a Travel for business</em></p>



<p><strong>Partire per andare incontro a se stessi. Perdersi per ritrovarsi.</strong> Sebastiano Ramello, scrittore e viaggiatore per vocazione, ha attraversato l’Himalaya non solo con lo zaino sulle spalle, ma con l’anima aperta al mondo. Il suo libro <em><strong>Autostop attraverso l’Himalaya</strong></em> (Echos Edizioni) racconta un viaggio reale, vissuto sulla pelle e nelle ossa, tra i passi oltre i 5000 metri, lungo le frontiere tese tra Pakistan, Tibet, India e Nepal. Un viaggio che è anche una visione, una prova, una lenta meditazione sulla libertà.</p>



<p>Non fu una decisione razionale a spingerlo su quelle strade. Mentre si trovava a Dharamsala, ospite dei monaci tibetani in esilio, in un momento in cui sentiva di aver già esaurito le ragioni del viaggio, accadde qualcosa. Una notte di luna piena, un’ombra proiettata su una tenda lo fece pensare a un demone tibetano. Poi, nel sogno che seguì, vide suo padre – anche lui, anni prima, aveva girato il Mediterraneo in autostop – che gli faceva segno di seguirlo.</p>



<p>Quel sogno bastò. Al risveglio, aveva già deciso: avrebbe attraversato le carreggiate più alte del pianeta come facevano gli hippy negli anni ’60, con il pollice sollevato e lo zaino pieno di sogni, lasciandosi guidare dagli incontri, dagli eventi, dai propri passi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’autostop come atto di fiducia</h3>



<p>Il viaggio è durato più di tre mesi, ma in realtà è stato parte di un&#8217;esplorazione ancora più lunga, quasi un anno e mezzo tra India e Nepal. L’autostop, in quei territori remoti, diventa più di un mezzo: diventa un atto di fiducia cieca nel mondo e nelle persone. Camionisti, soldati, monaci, sadhu e viaggiatori si sono alternati lungo il percorso, contribuendo a scrivere una storia collettiva che ha il sapore della vita condivisa.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="768" height="1024" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-45009" style="width:547px;height:auto" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-768x1024.jpg 768w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-225x300.jpg 225w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-1152x1536.jpg 1152w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-600x800.jpg 600w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-750x1000.jpg 750w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5-1140x1520.jpg 1140w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/5.jpg 1200w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>
</div>


<p>Su certe strade dell’Himalaya non passa quasi nessuno. Ma quei pochi mezzi che transitano, si fermano. Si crea una solidarietà istintiva, simile a quella che unisce marinai dispersi in mare. In uno di questi incontri, Ramello ha conosciuto un santone tantrico indiano, Nanghjiri Baba, con cui ha vissuto in una grotta lungo il Gange, condividendo silenzi e visioni. In un altro, ha incontrato una giornalista italiana, Maria Grazia, a Leh, proprio la sera della vittoria dell’Italia ai Mondiali del 2006. Si trovavano lì per motivi diversi, ma finirono per fondere i loro itinerari in un unico cammino verso il ghiacciaio di Siachen.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sopravvivere all’Himalaya</h3>



<p>Le avventure non sono mancate. Come la scalata solitaria allo Stok Kangri, cima spettacolare del Ladakh. Una montagna che Ramello aveva già sognato in Italia e che, appena vide dal vivo, sentì di dover salire. Ma si perse, a oltre 5000 metri, senza acqua, con trenta chili sulle spalle e il buio che avanzava. Il mal di montagna e la stanchezza lo fecero cedere, per un attimo, al desiderio di lasciarsi andare sulla neve. Ma in quei momenti, racconta, è la concentrazione a salvarci. La paura si trasforma in energia, la mente si stringe attorno all’unico obiettivo: sopravvivere. E da lì si rialzò, segnato, ma più forte.</p>



<p>In quegli anni, l’India e il Nepal erano attraversati da turbolenze politiche e attentati. A Delhi, ricorda, passò per una piazza affollata appena prima che esplodessero delle bombe. Eppure, anche nei luoghi più fragili, la voce delle persone restava chiara: volevano pace. Persino in Kashmir, zona calda per eccellenza, chi lo accoglieva parlava solo di tolleranza e rispetto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il senso della spiritualità</h3>



<p><strong>L’Himalaya non è solo una montagna: è una presenza</strong>. Un altare di pietra e neve che impone silenzio e riflessione. Per Ramello, la spiritualità non ha avuto forma religiosa precisa, ma è stata intensa. Nei monasteri tibetani, nei discorsi con i monaci sul destino e l’esilio, nei cieli stellati osservati in silenzio con un insegnante di matematica – che poi scoprì essere una delle persone più vicine al Dalai Lama – si è sviluppato un rapporto diretto con qualcosa di più grande.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="640" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/641.jpg" alt="" class="wp-image-45007" style="width:309px;height:auto" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/641.jpg 480w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/641-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>
</div>


<p>La spiritualità, dice, può essere vissuta senza dogmi. Nei suoi giorni con una giovane monaca dai tratti luminosi, in una pineta nei dintorni di Dharamsala, ha sperimentato una pace semplice, fatta di gesti quotidiani, di gentilezza silenziosa. Persone così lasciano un’impronta, e nei momenti duri, sono loro che Ramello richiama alla mente per ritrovare forza e bellezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un viaggio senza risposte, ma con molte conferme</h3>



<p>Non cercava risposte, né verità assolute. Anzi, proprio l’assenza di uno scopo gli ha permesso di essere completamente aperto. Ma qualcosa è tornato indietro da quelle alture: la conferma che si può vivere con molto meno. Che il consumismo ha svuotato di senso la vita di troppi, rendendoci schiavi di oggetti inutili, a scapito delle passioni e degli affetti. L’Himalaya diventa così anche un monito. Un luogo dove la misura non è quella dell’orologio, ma della propria capacità di restare umani.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Libertà: la vera cima</h3>



<p>Se c’è una parola che definisce tutto il viaggio, è libertà. L’autostop è libertà pura: scegliere dove andare, quando fermarsi, a chi affidarsi. È accettare l’imprevisto, scivolare nel presente. Ma è anche sfida, rischio, abbandono delle sicurezze. Più che un mezzo di trasporto, è un modo di vivere. Un’esplorazione non solo geografica, ma interiore.</p>



<p>Nei luoghi estremi, si vede il mondo per com’è: complesso, contraddittorio, pieno di meraviglia e follia. Eppure, durante quel viaggio, Ramello non ha mai perso fiducia nell’umanità. Semmai, l’ha persa a volte tornando a casa, dove il benessere si trasforma in isolamento, egoismo, invidie.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un invito al lettore</h3>



<p>Con questo libro, l’autore vuole portare il lettore lungo le sue strade, ma anche dentro i suoi silenzi. Farlo riflettere sulle paure che ci bloccano, sulle abitudini che ci anestetizzano. Mostrargli che un’altra vita è possibile. Più libera, più vera, più leggera.</p>



<p>A chi sogna un’esperienza simile, dice di fare il primo passo. Perché da lì tutto si muove. E anche se consiglia prudenza – specialmente per le donne che viaggiano da sole – resta convinto che la strada abbia ancora molto da insegnare.</p>



<p>Ramello ha già pubblicato altri due libri: <em>La Maschera</em>, un thriller internazionale ispirato a eventi reali, e <em>In viaggio con Maneki</em>, il racconto di un viaggio in barca a vela tra le isole Canarie, nell’Oceano Atlantico, insieme a una cara amica conosciuta proprio in Himalaya. Lei, da anni, vive in solitaria su una barca a vela: un’esistenza scelta all’insegna della libertà più radicale. Storie di mare, di vento e di legami che si riannodano anche a migliaia di chilometri di distanza. Attualmente, l’autore sta lavorando a una raccolta di esperienze vissute tra il Centro America e il Sud-Est Asiatico. Storie di confine e trasformazione, che forse un giorno diventeranno il suo quarto libro.</p>



<p>Perché per chi ha il coraggio di ascoltare, ogni luogo – anche il più remoto – può diventare casa. Ogni strada può diventare una risposta.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="898" height="780" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/1-Sebastiano-Ramello.-Foto-scattata-durante-salone-del-libro-di-TO.jpg" alt="" class="wp-image-45006" style="width:300px" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/1-Sebastiano-Ramello.-Foto-scattata-durante-salone-del-libro-di-TO.jpg 898w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/1-Sebastiano-Ramello.-Foto-scattata-durante-salone-del-libro-di-TO-300x261.jpg 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/1-Sebastiano-Ramello.-Foto-scattata-durante-salone-del-libro-di-TO-768x667.jpg 768w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/1-Sebastiano-Ramello.-Foto-scattata-durante-salone-del-libro-di-TO-600x521.jpg 600w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/05/1-Sebastiano-Ramello.-Foto-scattata-durante-salone-del-libro-di-TO-750x651.jpg 750w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></figure>
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<p><em><strong>Autostop attraverso l’Himalaya</strong></em></p>



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<p></p>
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		<title>Un solo pilota in cabina: risparmio o rischio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Castagni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Sep 2024 08:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[Travel curiosity]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La proposta di Airbus di ridurre l’equipaggio sta sollevando dubbi sulla sicurezza. È davvero il momento di lasciare il controllo a un solo pilota e all’automazione? Leggendo un interessante articolo sul Sole 24 Ore riguardo alla proposta di far volare aerei con un solo pilota, mi sono fermato a riflettere. Immagina di salire su un [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">La proposta di Airbus di ridurre l’equipaggio sta sollevando dubbi sulla sicurezza. È davvero il momento di lasciare il controllo a un solo pilota e all’automazione?</h2>



<p>Leggendo un interessante <a href="https://amp24.ilsole24ore.com/pagina/AGCxzsG">articolo sul <em>Sole 24 Ore</em> </a>riguardo alla proposta di far volare aerei con un solo pilota, mi sono fermato a riflettere. Immagina di salire su un aereo e, guardando la cabina, scopri che c&#8217;è solo un pilota. Come ti sentiresti? Siamo onesti: a qualcuno potrebbe venire un piccolo brivido lungo la schiena, soprattutto sapendo che fasi come il decollo e l’atterraggio sono delicate. Ok, c&#8217;è l&#8217;autopilota, e la tecnologia fa miracoli, ma la domanda resta: siamo davvero pronti a volare con un solo pilota?</p>



<p>Airbus e Dassault stanno spingendo verso questa direzione, e non per ragioni di sicurezza, ma per ridurre i costi. Ora, non c’è niente di male a voler essere efficienti, anzi, ma quando si parla di sicurezza nei cieli, vogliamo davvero tagliare le spese? La verità è che ci fidiamo dei sistemi di sicurezza, ma non possiamo ignorare il fattore umano. Cosa succede se l&#8217;unico pilota si sente male? Certo, ci sono protocolli, e forse ci sarà un assistente artificiale che può intervenire, ma la realtà è che molte di queste nuove tecnologie non sono ancora perfette.</p>



<p>Personalmente, non so come mi sentirei sapendo di essere a 10.000 metri di altezza con un solo pilota; e poi c’è una questione psicologica. Due teste sono meglio di una, dicono, ed è vero anche nel volo. Un secondo pilota non è solo un backup in caso di emergenza, ma offre anche supporto, riduce lo stress, verifica le decisioni del collega. Non è una semplice questione di tecnologia; è una questione umana.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Foto di cottonbro studio: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-in-giacca-di-jeans-blu-che-guida-una-macchinina-giocattolo-rossa-4836055/</p>
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		<title>AITMM a Padova: le novità di BWH Hotels presentate al Best Western Plus Net Tower Hotel</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Travel for business]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2024 14:47:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È stato un evento da ricordare, quello organizzato da Daniela Berdin, Regional Ambassador di AITMM Trivento, presso il Best Western Plus Net Tower Hotel di Padova, una struttura che ci ha accolti in maniera impeccabile, confermando l’eccellenza dell’ospitalità firmata BWH Hotels. L’hotel stesso, un gioiello di design e comfort, ha offerto una cornice perfetta per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>È stato un evento da ricordare, quello organizzato da Daniela Berdin, Regional Ambassador di AITMM Trivento, presso il <strong>Best Western Plus Net Tower Hotel di Padova</strong>, una struttura che ci ha accolti in maniera impeccabile, confermando l’eccellenza dell’ospitalità firmata <strong>BWH Hotels</strong>. L’hotel stesso, un gioiello di design e comfort, ha offerto una cornice perfetta per un incontro che ha saputo combinare al meglio novità, networking e l’irresistibile piacere di sentirsi a casa anche in viaggio.</p>



<p>Un merito speciale va senza dubbio all&#8217;<strong>Executive Manager Edoardo Gomiero</strong>, la cui ospitalità ha reso l’esperienza ancora più indimenticabile. Con una cura meticolosa per ogni dettaglio, Edoardo ha saputo farci sentire accolti fin dal primo momento, dimostrando come il <strong>Best Western Plus Net Tower Hotel</strong> sia un esempio di eccellenza non solo per la bellezza della struttura, ma anche per la qualità delle persone che vi lavorano.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="575" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final-1024x575.png" alt="" class="wp-image-43188" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final-1024x575.png 1024w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final-300x169.png 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final-768x431.png 768w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final-600x337.png 600w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final-750x421.png 750w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2024/09/BW-hotel-padova-final.png 1043w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p>Sin dal nostro arrivo, siamo stati accolti con un’ospitalità calorosa e professionale, quella che solo chi lavora nel settore dell’ospitalità sa garantire. Non c’era una sola nota stonata, dall’eleganza degli ambienti alle piccole attenzioni riservate a noi partecipanti. Non sorprende che i rappresentanti di <strong>BWH Hotels</strong>, <strong>Eda Cabrini</strong> e <strong>Matteo Andriolo</strong>, abbiano voluto scegliere proprio questa struttura per illustrarci le ultime novità del gruppo.</p>



<p>La loro presentazione è stata davvero coinvolgente, con quel mix di passione e professionalità che fa subito percepire la visione di un’azienda che non si accontenta mai. <strong>BWH Hotels</strong> non è solo un colosso con oltre <strong>4.500 hotel nel mondo</strong> e <strong>170 strutture in Italia</strong>, ma è un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza su misura, grazie ai <strong>19 brand</strong> che offrono soluzioni diversificate per ogni tipo di viaggiatore.</p>



<p>Tante le novità per il gruppo: tra le nuove aperture, spiccano nomi che evocano atmosfere uniche, come il <strong>Muraless Art Hotel</strong>, una struttura che mescola l’arte alla ricettività, trasformando ogni soggiorno in un’esperienza creativa. O ancora, il <strong>BW Hotel Green City Parma</strong> e il suggestivo <strong>BW Premier Hotel Malta</strong> che si affaccia sulla splendida <strong>St. Paul Bay</strong>. Questi nuovi ingressi arricchiscono ulteriormente l’offerta di BWH, dimostrando la continua espansione del gruppo, anche a livello internazionale.</p>



<p>Eppure, l’aspetto che ha colpito maggiormente è stato l’impegno concreto verso la sostenibilità. <strong>BWH </strong>ha posto l’accento su un futuro più verde, grazie a una serie di iniziative che puntano a ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività. Molte delle loro strutture, come ci è stato spiegato, sono già dotate di certificazioni <strong>Green Key</strong> e <strong>GSTC</strong>, standard che assicurano pratiche ecologiche certificate e riconosciute a livello globale. Ma la vera svolta è stata a gennaio 2024 quando <strong>BWH Hotels Italia &amp; Malta</strong> è diventata una società benefit, rafforzando ulteriormente il loro impegno sociale ed ecologico.</p>



<p>L’incontro ha anche dato spazio alle tecnologie del futuro, con la partnership tra <strong>BWH Hotels</strong> e <strong>Tesla</strong> che permette ai viaggiatori di ricaricare i propri veicoli elettrici in molte delle strutture del gruppo. Un passo avanti significativo, che guarda dritto alle esigenze di un mondo sempre più attento alla mobilità sostenibile.</p>



<p>Tra le tante novità, un’altra chicca per chi ama viaggiare è legata al programma fedeltà. <strong>I punti  Best Western Rewards® non scadono mai</strong>, un vantaggio che non tutti i programmi di questo tipo possono offrire. Un dettaglio che aggiunge un tocco in più alla già ricca offerta del gruppo, fatto di soggiorni memorabili, premi e vantaggi riservati ai clienti più affezionati.</p>



<p>Il clima all’evento è stato di grande entusiasmo, anche grazie alla capacità di coinvolgere i presenti, condividendo storie e obiettivi futuri. <strong>Eda </strong>e <strong>Matteo</strong> ci hanno accompagnato in un viaggio attraverso il mondo di BWH, facendoci intravedere le infinite possibilità che il gruppo è in grado di offrire. E così, tra le tante interessanti presentazioni e il brindisi finale, la giornata al <strong>Best Western Plus Net Tower Hotel di Padova</strong> si è conclusa, lasciandoci con una sensazione di grande soddisfazione. Un evento che ha saputo trasmettere non solo novità, ma anche una visione chiara di ciò che ci aspetta nel futuro del turismo d&#8217;affari.</p>



<p></p>
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		<title>Guida completa al Trasporto di Liquidi in Aereo: normative in Italia e in Europa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Castagni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 07:15:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
		<category><![CDATA[Travel tips]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Viaggiare in aereo può essere un&#8217;esperienza emozionante, ma può anche diventare stressante quando si tratta di rispettare tutte le normative aeroportuali, specialmente quelle relative al trasporto di liquidi. Se ti sei mai chiesto quali siano le regole aggiornate per portare liquidi nel bagaglio a mano in Italia e in Europa, sei nel posto giusto. In [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Viaggiare in aereo può essere un&#8217;esperienza emozionante, ma può anche diventare stressante quando si tratta di rispettare tutte le normative aeroportuali, specialmente quelle relative al trasporto di liquidi. Se ti sei mai chiesto quali siano le regole aggiornate per portare liquidi nel bagaglio a mano in Italia e in Europa, sei nel posto giusto. In questo articolo, ti guiderò passo dopo passo attraverso tutto ciò che devi sapere per prepararti al meglio al tuo prossimo volo. Scopriremo insieme le differenze tra le normative italiane e quelle europee, per un viaggio sereno e senza intoppi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Perché esistono regole sul trasporto di liquidi in aereo?</strong></h3>



<p>Le normative sul trasporto di liquidi nel bagaglio a mano sono state introdotte per motivi di sicurezza dopo diversi tentativi di attentati terroristici. Limitare la quantità di liquidi consente di ridurre il rischio di trasportare sostanze pericolose. Sebbene queste regole possano sembrare un fastidio per i passeggeri, sono in realtà un&#8217;importante misura di sicurezza.</p>



<p><strong>Dal 1° settembre 2024</strong>, i viaggiatori che volano dagli aeroporti italiani ed europei devono affrontare nuove restrizioni sui liquidi nei bagagli a mano. Dopo un breve periodo di allentamento delle normative,<strong> il limite dei 100 ml per contenitore è tornato in vigore con rigore ancora maggiore in molti scali.</strong> Questo cambiamento è stato introdotto per rafforzare le misure di sicurezza, con l&#8217;obiettivo di prevenire il trasporto di sostanze pericolose a bordo degli aeromobili. Le nuove regole si applicano a tutti gli aeroporti principali e riguardano non solo i liquidi, ma anche i gel, le creme e gli spray. Inoltre, per i passeggeri che fanno scalo in paesi extra-europei, le restrizioni possono variare ulteriormente, rendendo indispensabile una preparazione accurata del bagaglio a mano.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Normative Europee per il Trasporto di liquidi in aereo</strong></h3>



<p>In Europa, le regole per il trasporto di liquidi nel bagaglio a mano sono uniformi grazie alle normative dell&#8217;Unione Europea. Ecco cosa devi sapere:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Limiti di quantità per contenitore</strong>: Ogni contenitore di liquido che desideri portare nel tuo bagaglio a mano non può superare i <strong>100 ml</strong>. Questo vale per tutti i tipi di liquidi, come acqua, bevande, profumi, creme, gel e spray.</li>



<li><strong>Busta trasparente richiudibile</strong>: Tutti i contenitori devono essere inseriti in una <strong>busta di plastica trasparente richiudibile</strong> con capacità massima di <strong>1 litro</strong>. È permessa solo una busta per passeggero, quindi scegli con attenzione cosa portare con te.</li>



<li><strong>Eccezioni ai limiti sui liquidi</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Farmaci e alimenti speciali</strong>: Puoi portare liquidi in quantità superiori a 100 ml se sono necessari per scopi medici o per esigenze dietetiche speciali. Questo include medicinali liquidi e alimenti per neonati. Tuttavia, potrebbero essere richiesti controlli aggiuntivi al passaggio di sicurezza, quindi assicurati di avere con te una prescrizione o una giustificazione medica.</li>



<li><strong>Acquisti nei Duty-Free</strong>: I liquidi acquistati nei negozi duty-free all&#8217;interno degli aeroporti o a bordo dell&#8217;aereo sono consentiti anche se superano i 100 ml, a condizione che siano sigillati in una <strong>Security Tamper-Evident Bag (STEB)</strong>, una busta di sicurezza che non può essere aperta senza rompere il sigillo. La ricevuta di acquisto deve essere visibile all&#8217;interno della busta.</li>
</ul>
</li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Differenze tra Italia ed Europa nelle normative sul trasporto di liquidi</strong></h3>



<p>In generale, l&#8217;Italia segue le stesse regole dell&#8217;Unione Europea per quanto riguarda il trasporto di liquidi in aereo. Tuttavia, ci sono alcune sfumature che possono variare a seconda dell&#8217;aeroporto. Ad esempio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Controlli di sicurezza più rigidi</strong>: In alcuni aeroporti italiani, come quelli di Roma Fiumicino o Milano Malpensa, i controlli possono essere più rigidi. Potrebbero richiederti di rimuovere dal bagaglio non solo i liquidi, ma anche dispositivi elettronici di piccole dimensioni, scarpe e cinture. Queste misure possono cambiare in base alla situazione di sicurezza e agli avvisi dell&#8217;Unione Europea.</li>



<li><strong>Dispositivi di screening avanzati</strong>: In alcuni aeroporti europei, tra cui quelli italiani, sono stati introdotti scanner avanzati per il controllo dei liquidi. Questi dispositivi possono analizzare i liquidi senza richiedere l&#8217;apertura del contenitore, rendendo il processo di sicurezza più rapido. Tuttavia, tali tecnologie non sono ancora universalmente presenti in tutti gli aeroporti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli per un viaggio senza problemi</h2>



<p>Recenti aggiornamenti hanno ampliato le limitazioni sul trasporto di liquidi nel bagaglio a mano, rendendo ancora più importante prepararsi adeguatamente. </p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Prepara il tuo bagaglio a mano con attenzione</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Nuove limitazioni più severe</strong>: A differenza di quanto si potrebbe pensare, <strong>le regole sui liquidi sono diventate più restrittive in molti aeroporti italiani ed europei</strong> dal 1° settembre 2024. Non è più possibile portare liquidi superiori a 100 ml nel bagaglio a mano, a meno che non siano acquistati dopo i controlli di sicurezza. Questo vale per tutti gli aeroporti principali, inclusi Roma Fiumicino, Milano Malpensa, e altri aeroporti importanti come quelli di Parigi e Londra.</li>



<li><strong>Utilizza contenitori di piccole dimensioni</strong>: Ogni liquido, gel, o aerosol deve essere in un contenitore che non superi i 100 ml. Questi contenitori devono essere inseriti in una busta di plastica trasparente richiudibile con una capacità massima di 1 litro per passeggero. <strong>Assicurati di avere con te una busta conforme</strong>; molte compagnie aeree e aeroporti le forniscono gratuitamente al check-in.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Attenzione agli acquisti nei duty-free</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Anche se le nuove tecnologie di screening stanno iniziando ad essere utilizzate in alcuni aeroporti, <strong>i liquidi acquistati nei duty-free devono essere sigillati in una Security Tamper-Evident Bag (STEB)</strong> se hai voli di coincidenza in aeroporti che seguono ancora le vecchie regole. La busta non deve essere aperta fino a quando non si è arrivati alla destinazione finale per evitare la confisca durante i controlli di sicurezza.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Norme speciali per voli di coincidenza</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Se il tuo itinerario include voli di coincidenza in paesi extra-UE, presta attenzione: <strong>le normative sui liquidi possono variare significativamente</strong>. In alcuni paesi, come gli Stati Uniti o paesi dell’Asia, potrebbero esserci regole ancora più severe o specifiche che potrebbero limitare ulteriormente ciò che puoi portare. È sempre meglio verificare in anticipo le normative specifiche di ciascun aeroporto di transito.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Conoscere le regole specifiche dell’aeroporto</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Le tecnologie avanzate per il controllo dei liquidi sono in fase di introduzione in molti aeroporti, ma non tutti hanno ancora aggiornato i propri sistemi. <strong>Roma Fiumicino e Milano Malpensa, ad esempio, stanno iniziando ad utilizzare scanner avanzati</strong>, ma la regola generale di portare solo liquidi in contenitori da 100 ml rimane in vigore. Verifica sempre le normative specifiche dell’aeroporto di partenza e di arrivo sul loro sito web ufficiale o tramite app aeroportuali.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Documentazione per liquidi medici e alimenti speciali</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Per liquidi che superano i 100 ml necessari per scopi medici o per alimenti per neonati, <strong>porta sempre con te una prescrizione medica o una giustificazione adeguata</strong>. Gli aeroporti richiederanno quasi certamente di mostrare la documentazione giustificativa e potrebbero eseguire controlli aggiuntivi.</li>
</ul>
</li>



<li><strong>Mantieniti aggiornato con app e strumenti digitali</strong>:
<ul class="wp-block-list">
<li>Molti aeroporti offrono app ufficiali che ti forniscono informazioni aggiornate sui tempi di attesa ai controlli di sicurezza, normative sui bagagli, e restrizioni sui liquidi. <strong>Usa queste app per pianificare il tuo arrivo in aeroporto</strong> e per sapere esattamente cosa aspettarti al varco di sicurezza.</li>
</ul>
</li>
</ol>



<p>Seguendo questi consigli e preparandoti in anticipo, il tuo passaggio ai controlli di sicurezza sarà molto più fluido e senza sorprese. Ricorda sempre di verificare le normative specifiche dell’aeroporto di partenza e arrivo, e di considerare le eventuali norme del paese di transito. Buon viaggio!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelforbusiness.it/guida-completa-al-trasporto-di-liquidi-in-aereo-normative-in-italia-e-in-europa/">Guida completa al Trasporto di Liquidi in Aereo: normative in Italia e in Europa</a> proviene da <a href="https://www.travelforbusiness.it">Travel for business</a>.</p>
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		<title>Behind The Scenes di Glion a Milano: l&#8217;evento che esplora il legame tra Arte e Hospitality</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Alessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Community story]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>l Glion Institute of Higher Education ha ospitato il suo secondo evento &#8220;Behind The Scenes&#8221; a Milano, affascinando i partecipanti con il tema &#8220;arte nell&#8217;ospitalità&#8221;. L&#8217;evento, presentato dalla stimata giornalista specializzata in ospitalità Sara Magro, ha riunito esperti del settore dell&#8217;ospitalità di lusso e dell&#8217;arte per un&#8217;arricchente discussione sul legame tra arte e hospitality. Un approccio visionario [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelforbusiness.it/behind-the-scenes-di-glion-a-milano-levento-che-esplora-il-legame-tra-arte-e-hospitality/">Behind The Scenes di Glion a Milano: l&#8217;evento che esplora il legame tra Arte e Hospitality</a> proviene da <a href="https://www.travelforbusiness.it">Travel for business</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>l Glion Institute of Higher Education ha ospitato il suo secondo evento &#8220;<em>Behind The Scenes</em>&#8221; a Milano, affascinando i partecipanti con il tema<strong><em> &#8220;arte nell&#8217;ospitalità&#8221;</em></strong>. L&#8217;evento, presentato dalla stimata giornalista specializzata in ospitalità <strong>Sara Magro</strong>, ha riunito esperti del settore dell&#8217;ospitalità di lusso e dell&#8217;arte per un&#8217;arricchente discussione sul legame tra arte e hospitality.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un approccio visionario alla formazione e all&#8217;arte</h2>



<p><strong>Frédéric Picard,</strong>&nbsp;direttore generale di Glion, ha posto le basi per spiegare la decisione dell&#8217;istituzione di introdurre un programma di Bachelor in Luxury. &#8220;<em>Abbiamo creato programmi di Bachelor e Master sul lusso perché molte aziende del settore stavano reclutando all&#8217;interno della nostra scuola per il comportamento e le abitudini che trovavano nei nostri studenti. L&#8217;industria dell&#8217;arte, ad esempio, apprezza il livello di servizio fornito dalle scuole di ospitalità di alto livello come Glion</em>&#8220;, sottolineando l&#8217;importanza di incorporare l&#8217;arte nell&#8217;ambiente del campus per immergere gli studenti nell&#8217;universo del lusso fin dal primo giorno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il legame tra arte e Hospitality è nell&#8217;architettura d&#8217;interni</h2>



<p><strong>Natacha Froger</strong>, rinomato architetto d&#8217;interni, ha sottolineato il ruolo fondamentale dell&#8217;arte nel <a href="https://www.travelforbusiness.it/design-biofilico-in-hotel-cosi-cresce-il-benessere-del-viaggiatore-daffari/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">design d&#8217;interni</a>. &#8220;<em>L&#8217;arte è una dimensione essenziale che trascende la nostra vita quotidiana ed è fondamentale nel nostro lavoro architettonico</em>&#8220;. L&#8217;architetto ha parlato del suo lavoro a Glion, dove la sfida è stata quella di fondere senza soluzione di continuità l&#8217;ambiente dell&#8217;ospitalità di lusso con un&#8217;istituzione educativa. &#8220;<em>La cosa principale quando si progetta un hotel è la passione. Quando pensiamo all&#8217;arte in un hotel, la integriamo fin dall&#8217;inizio perché tocca la luce, lo spazio e tutto quanto</em>&#8220;, ha aggiunto.</p>



<p>Natacha Froger ha anche condiviso le sue esperienze di ispirazione dai viaggi, evidenziando in particolare un esempio dal Giappone, dove l&#8217;arte è al centro dell&#8217;attenzione. Ha discusso di come l&#8217;arte possa essere la destinazione, con tutto ciò che vi ruota intorno, e ha sottolineato le tre principali applicazioni dell&#8217;arte nell&#8217;ospitalità: allestimento di opere esistenti, commissione di opere dedicate e creazione di esperienze immersive.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Creare un&#8217;esperienza artistica nell&#8217;ospitalità</h2>



<p><strong>Alessandro Riva</strong>, curatore d&#8217;arte di Galleria Vik Milano, ha condiviso le sue riflessioni sulla trasformazione di un hotel in una galleria d&#8217;arte. &#8220;<em>Per trasformare un hotel in una galleria d&#8217;arte, l&#8217;integrazione dell&#8217;arte deve iniziare dalla fase di progettazione. La collaborazione con gli architetti e gli interior designer fa sì che l&#8217;arte diventi parte integrante dell&#8217;ambiente dell&#8217;hotel&#8221;,&nbsp;</em>ha spiegato Riva, che ha parlato dell&#8217;importanza di scegliere opere d&#8217;arte che risuonino con i diversi ospiti e riflettano l&#8217;identità dell&#8217;hotel. &#8220;<em>L&#8217;arte in un hotel trasforma lo spazio in una galleria vivente che trasmette un&#8217;emozione, dove ogni ospite diventa parte di un dialogo artistico continuo. Questa miscela unica di ospitalità e arte crea un&#8217;esperienza indimenticabile che risuona profondamente negli ospiti</em>&#8221; – ha aggiunto.</p>



<p>Alessandro Riva ha parlato delle esperienze artistiche interattive organizzate alla Galleria Vik Milano, sottolineando ciò che rende l&#8217;hotel così popolare. &#8220;<em>Un ibrido hotel-galleria di successo ha bisogno di una collezione d&#8217;arte diversificata che si rivolga a un pubblico ampio, un perfetto equilibrio tra stili diversi e artisti eterogenei, che abbiano una grande credibilità. Questa diversità migliora l&#8217;esperienza degli ospiti e posiziona l&#8217;hotel come un polo culturale che riflette la scena artistica globale</em>&#8220;, ha spiegato Riva.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Migliorare l&#8217;esperienza degli ospiti attraverso l&#8217;arte</h2>



<p>Frédéric Picard ha approfondito il ruolo dell&#8217;arte nel settore dell&#8217;ospitalità, sottolineando il suo impatto sull&#8217;esperienza degli ospiti. &#8220;<em>L&#8217;arte nell&#8217;ospitalità aggiunge valore al design e offre agli ospiti l&#8217;accesso a opere d&#8217;arte senza visitare un museo. L&#8217;arte crea un ambiente visivamente stimolante ed emotivamente coinvolgente, rendendo gli hotel più memorabili e distintivi</em>&#8220;.</p>



<p>Ha aggiunto: &#8220;<em>Ci sono molti hotel a 5 stelle. Se si vuole davvero essere diversi dagli altri, bisogna portare qualcosa di differente dai semplici servizi, e l&#8217;arte è il miglior modo per fare questo. In futuro, i nostri studenti dovranno creare esperienze memorabili per i loro ospiti, e questo potrà derivare dal design, dai servizi, ma anche dall&#8217;arte che porteranno nei loro hotel</em>&#8220;.</p>
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