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	<title>Travel experiences - Travel for business</title>
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	<description>Informazioni e curiosità sul mondo dei viaggi d&#039;affari e mobilità</description>
	<lastBuildDate>Wed, 18 Mar 2026 16:16:42 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Travel experiences - Travel for business</title>
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		<title>Bella Vista Hotel: un nido tra le montagne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Alessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 16:16:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sorprende non vederlo sugli sci. Gustav Thöni è una leggenda dello sci alpino, ma oggi veste i panni dell’imprenditore dell’ospitalità per presentarci il progetto di ampliamento dell’hotel di famiglia, il Bella Vista a Trafoi, nel Parco Nazionale dello Stelvio con vista impressionante verso le montagne più alte dell’Alto Adige, le “Dolomiti dell’Engadina” ed il [&#8230;]</p>
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<p>Mi sorprende non vederlo sugli sci.</p>



<p>Gustav Thöni è una leggenda dello sci alpino, ma oggi veste i panni dell’imprenditore dell’ospitalità per presentarci il progetto di ampliamento dell’hotel di famiglia, il <strong>Bella Vista </strong>a Trafoi, nel Parco Nazionale dello Stelvio con vista impressionante verso le montagne più alte dell’Alto Adige, le “Dolomiti dell’Engadina” ed il gruppo dell’Ortles (3.905m).</p>



<p>Nel rinnovamento dell’albergo di famiglia è servita – come racconta nella sua recente biografia “<em>Gustav Thöni. Una scia nel bianco</em>” &#8211; la mano di un amico di famiglia, l’architetto e designer Matteo Thun, che ha creato un progetto innovativo, di benessere e di lusso, con uno spazio connotato anche ai colori e alla storia della mitica Valanga Azzurra.</p>



<p>Un primo intervento ha già dato forma al nuovo lounge bar con camino, <em>&#8220;Home of Gold&#8221;</em>: uno spazio intimo e avvolgente; non solo un ambiente di convivialità, ma una narrazione architettonica dove il calore del fuoco e i materiali naturali dialogano con i ricordi di un&#8217;epoca che ha segnato lo sci mondiale.</p>



<p>Contestualmente è stata realizzata la nuova reception, concepita come punto di connessione tra l&#8217;edificio storico del 1875 e la nuova ala. Uno spazio di passaggio che diventa simbolo di continuità tra passato e presente, tra tradizione alpina e visione contemporanea</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il concept di Matteo Thun: Il Nido</h2>



<p>«<em>Questo progetto nasce da un ricordo d&#8217;infanzia: le aquile sopra Trafoi e il silenzio della montagna. Ai piedi dell&#8217;Ortles, prende forma un nido contemporaneo, un&#8217;architettura leggera e intima che si inserisce nel paesaggio alpino. Ogni spazio è progettato come un&#8217;apertura verso la natura, in modo che il vero protagonista resti sempre il paesaggio</em>» spiega l&#8217;architetto Matteo Thun. Le grandi vetrate aprono lo sguardo verso le cime dello Stelvio e le Dolomiti dell&#8217;Engadina, dissolvendo il confine tra interno ed esterno e portando i panorami dentro l&#8217;hotel. Qui la natura non è sfondo, ma protagonista assoluta e gli ampi spazi che circondano la struttura rappresentano il vero lusso, un rinnovato concetto di ospitalità alpina, fondato sull&#8217;equilibrio tra progetto contemporaneo e tradizione locale. Un nido tra le montagne, dove l&#8217;architettura dialoga costantemente con la natura che la circonda.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Esperienza del wellbeing d’alta quota</h2>



<p>Nel nuovo progetto il benessere è un’estensione naturale del paesaggio. Tra le novità un’ampia <strong>area benessere</strong>, riservata agli adulti, con SPA e un’area relax completamente immerse nella montagna. La <strong>piscina a sfioro</strong> si apre verso il Canyon del Trafoi come una terrazza sospesa, mentre una grande vetrata panoramica incornicia le vette e amplifica la profondità dello sguardo. Accanto alla piscina, un’ampia <strong>vasca idromassaggio</strong> con una splendida vista sul paesaggio, sale per yoga e fitness e quattro nuove saune: dall’infrarossi alla biosauna, dal bagno turco alla sauna per famiglie.</p>



<p>L’<strong>area relax “<em>Fire and Ice”</em> </strong>con focolare e doccia di neve traduce in esperienza sensoriale il dialogo primordiale tra fuoco e ghiaccio, elementi che da sempre definiscono l’identità alpina. All’esterno, la “<strong>Natur-Arena</strong>” con la sauna panoramica che raccoglie il suono dei ruscelli e abbraccia visivamente le montagne circostanti, invita alla contemplazione e alla riconnessione con i ritmi dell’ambiente circostante.</p>



<p>In questo contesto, il benessere non è evasione, ma riconnessione: con il proprio respiro, con il paesaggio, con la dimensione più autentica della montagna. trova una nuova collocazione immersa nel paesaggio, accanto a un piccolo lago naturale alimentato da una sorgente che sgorga all’interno della proprietà.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Spazio Pio XI. Una location speciale al centro di Milano</h2>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="642" height="361" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/03/raffaele-1.jpg" alt="" class="wp-image-46816" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/03/raffaele-1.jpg 642w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/03/raffaele-1-300x169.jpg 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2026/03/raffaele-1-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></figure>
</div>


<p>La conferenza stampa di presentazione della nuova ala dell&#8217;<a href="https://smstudiopr.us12.list-manage.com/track/click?u=25c5d837a09bb1047c0dece8d&amp;id=224825735d&amp;e=94b9549df3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hotel Bella Vista</a><strong>&nbsp;di Trafoi</strong> – su invito dell’agenzia di comunicazione smstudio srl | pr &amp; communication &#8211; si è svolta presso il polifunzionale SPAZIO PIO XI ( <a href="https://www.spaziopioxi.it/">https://www.spaziopioxi.it/</a> ), una location esclusiva ed elegante proprio nella piazza sede della Pinacoteca Ambrosiana, nel centro di Milano. Spazio ideale per eventi unici e raffinati, con un servizio &#8220;chiavi in mano&#8221; comprensivo di concept dell&#8217;evento, allestimento, catering, performers, musica, food and beverage, bar-tender e hostess. Spazioso e luminoso, dotato delle più moderne tecnologie,</p>
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		<title>Medical Travel in Ecuador: quando la sanità diventa infrastruttura strategica per il turismo globale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Diana Condo Ortega]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel curiosity]]></category>
		<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi quindici anni il turismo medicale si è trasformato da nicchia sanitaria a segmento economico globale. Viaggiare per ricevere cure non riguarda più soltanto interventi specialistici o chirurgia estetica, ma sempre più spesso risponde a logiche sistemiche: accessibilità ai trattamenti, qualità delle strutture ospedaliere, tempi di attesa e integrazione con servizi di ospitalità e [&#8230;]</p>
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<p>Negli ultimi quindici anni il turismo medicale si è trasformato da nicchia sanitaria a segmento economico globale. Viaggiare per ricevere cure non riguarda più soltanto interventi specialistici o chirurgia estetica, ma sempre più spesso risponde a logiche sistemiche: accessibilità ai trattamenti, qualità delle strutture ospedaliere, tempi di attesa e integrazione con servizi di ospitalità e mobilità internazionale.</p>



<p>La crescita del settore è evidente su scala mondiale e trova un terreno particolarmente fertile nei paesi emergenti. In America Latina il mercato del medical tourism mostra tassi di espansione tra i più rapidi, con proiezioni che indicano un aumento da circa 10 miliardi di dollari nel 2024 a oltre 41 miliardi entro il 2032, sostenuto da un incremento medio annuo vicino al 19%. (fonte <a href="https://www.ncbi.nlm.nih.gov/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">Medical Tourism Statistics Latin America 2025</a>)</p>



<p>Dentro questa dinamica regionale si colloca anche l’Ecuador, un paese che negli ultimi anni ha iniziato a comparire con maggiore frequenza nelle mappe del medical travel internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ecuador e la nuova geografia della mobilità sanitaria</h2>



<p>Il fenomeno del medical travel nasce dall’incontro tra due fattori fondamentali: differenze di costo tra sistemi sanitari e crescente mobilità internazionale dei pazienti. Nei paesi con sistemi sanitari molto costosi o con lunghi tempi di attesa, ricevere cure all’estero diventa una scelta sempre più diffusa.</p>



<p>L’Ecuador si inserisce in questa geografia grazie a una combinazione di elementi strutturali. Le principali città del paese — Quito, Guayaquil e Cuenca — concentrano una parte rilevante delle competenze mediche e degli investimenti in tecnologia sanitaria. La disponibilità di specialisti è cresciuta in modo significativo nel corso degli ultimi decenni: il numero di medici specialisti è passato da circa <strong>2.700 nel 2000 a oltre 10.900 nel 2017</strong>, con un aumento del tasso nazionale da 4 a oltre 10 specialisti ogni 10.000 abitanti. (fonte Medical specialist distributions in Ecuador)</p>



<p>Questo sviluppo professionale si è accompagnato alla modernizzazione di ospedali e cliniche private, molte delle quali integrano personale formato negli Stati Uniti o in Europa e tecnologie diagnostiche di ultima generazione. L’offerta sanitaria copre un ampio spettro di trattamenti, dalle cure odontoiatriche e ortopediche agli interventi cardiovascolari o alle procedure di chirurgia plastica, servizi che attirano pazienti internazionali in cerca di cure di qualità a costi più contenuti.</p>



<p>Accanto alla dimensione clinica si aggiunge un altro fattore tipico dei nuovi hub di turismo medicale: l’integrazione tra sanità e infrastrutture turistiche. Hotel, servizi di recupero post-operatorio, consulenze digitali e coordinamento logistico costituiscono una filiera sempre più organizzata che rende il viaggio sanitario parte di un’esperienza strutturata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla mobilità dei pazienti alla mobilità del sapere</h2>



<p>L’evoluzione più interessante del medical travel contemporaneo riguarda però il suo ruolo nella circolazione internazionale delle competenze mediche. Ospedali, università e centri di ricerca utilizzano congressi scientifici, programmi di formazione e collaborazioni internazionali per attrarre professionisti e investimenti.</p>



<p>Questo processo ha trasformato il turismo sanitario in un ecosistema che coinvolge il settore MICE — meeting, congressi e fiere professionali — dove la medicina diventa anche piattaforma di scambio scientifico e tecnologico. Medici, ricercatori, aziende biomedicali e assicurazioni sanitarie partecipano a questi circuiti globali generando nuove reti di cooperazione.</p>



<p>Nel caso dell’Ecuador, la presenza di strutture sanitarie avanzate nelle principali città e la relativa stabilità economica rispetto ad altri paesi della regione favoriscono l’organizzazione di eventi medici e congressi specialistici. L’arrivo di delegazioni internazionali produce effetti economici indiretti su turismo, servizi e formazione professionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La questione della sicurezza sanitaria nel business travel</h2>



<p>Un elemento sempre più centrale nel dibattito sul medical travel riguarda la gestione del rischio sanitario per chi viaggia per lavoro. Aziende multinazionali, organizzazioni internazionali e istituzioni pubbliche considerano oggi l’accesso a cure affidabili una componente essenziale della mobilità professionale.</p>



<p>Il concetto di <strong>Duty of Care</strong>, cioè la responsabilità delle imprese nella tutela della salute dei propri dipendenti durante trasferte o missioni all’estero, sta modificando il modo in cui vengono valutate le destinazioni internazionali. Non contano soltanto aeroporti efficienti o infrastrutture alberghiere, ma anche la capacità del sistema sanitario locale di garantire diagnosi rapide, assistenza specialistica e continuità delle cure.</p>



<p>In questa prospettiva, la disponibilità di servizi come telemedicina, diagnostica avanzata e consulenze internazionali riduce la necessità di evacuazioni sanitarie o rimpatri d’urgenza. Per molte aziende ciò significa minori costi assicurativi e maggiore sicurezza operativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tecnologia sanitaria e responsabilità sociale</h2>



<p>Un’altra caratteristica del modello sanitario latinoamericano riguarda la combinazione tra innovazione tecnologica e dimensione sociale. In diversi paesi della regione gli investimenti in oncologia, robotica chirurgica o medicina di precisione convivono con programmi pubblici o fondazioni private dedicate alla prevenzione e all’accesso alle cure.</p>



<p>Questo equilibrio tra eccellenza clinica e missione sociale rappresenta uno dei temi più osservati nel dibattito internazionale sul futuro della sanità globale. Ospedali e centri di ricerca diventano così non soltanto luoghi di cura ma anche attori di sviluppo scientifico e sociale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un caso emblematico nel panorama ecuadoriano</h2>



<p>All’interno di questo scenario si inserisce anche l’esperienza della Società di Lotta contro il Cancro (SOLCA), istituzione privata fondata nel 1951 a Guayaquil. La rete di strutture oncologiche sviluppata negli anni include diagnostica molecolare, programmi di ricerca e collaborazioni scientifiche internazionali.</p>



<p>Il caso SOLCA viene spesso citato dagli osservatori del settore come esempio di come un sistema sanitario possa combinare tecnologia avanzata, formazione medica e impegno sociale. Questa combinazione ha contribuito a rafforzarne la visibilità internazionale, attirando l’attenzione di ambienti scientifici e istituzionali. In alcuni contesti, tale esperienza è stata interpretata come un modello di sanità ad alto impatto sociale, entrando nel dibattito sulle pratiche meritevoli di riconoscimenti di rilievo globale, incluso il Premio Nobel per la Pace. Più che rappresentare un semplice attore sanitario, la fondazione testimonia il percorso attraverso cui l’Ecuador sta cercando di costruire una reputazione internazionale nel campo della medicina specialistica.</p>



<p>In questa prospettiva il medical travel non riguarda soltanto l’arrivo di pazienti stranieri, ma riflette una trasformazione più ampia: la progressiva integrazione tra sanità, ricerca e mobilità globale.</p>



<p>Per un paese di dimensioni relativamente contenute come l’Ecuador, la capacità di inserirsi in queste reti internazionali potrebbe diventare uno degli strumenti più efficaci per rafforzare il proprio ruolo nel panorama sanitario e scientifico dell’America Latina.</p>
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		<title>BIT 2026 indossa la maglia olimpica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Alessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 07:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 10 al 12 febbraio 2026, BIT torna a Fiera Milano in concomitanza con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 Il lapsus del presidente Fontana che annuncia l’incremento dello sport (invece che del turismo), tradisce le molte attenzioni dedicate dalla Regione ai giochi olimpici che quest’anno si aprono a Milano in concomitanza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelforbusiness.it/bit-2026-indossa-la-maglia-olimpica/">BIT 2026 indossa la maglia olimpica</a> proviene da <a href="https://www.travelforbusiness.it">Travel for business</a>.</p>
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<p><strong>Dal 10 al 12 febbraio 2026, BIT torna a Fiera Milano in concomitanza con i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026</strong></p>



<p>Il lapsus del <strong>presidente Fontana</strong> che annuncia l’incremento dello sport (invece che del turismo), tradisce le molte attenzioni dedicate dalla Regione ai giochi olimpici che quest’anno si aprono a Milano in concomitanza con l’annuale <strong>BIT &#8211; Borsa internazionale del Turismo</strong>, in programma presso la Fiera di Rho fino al 12 febbraio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo Sport, muscolo tonico del turismo</h2>



<p>In un mercato sempre più differenziato, “<em>lo Sport è un importante segmento del turismo,è valore aggiunto e cresce il Pil</em>”- osserva il <strong>vicedirettore generale di Fiera Milano Roberto Foresti</strong> &#8211; “<em>I Giochi Olimpici e Paralimpici invernali genereranno un impatto economico stimato in oltre 5,3 miliardi di euro, con 2,5 milioni di turisti attesi e una spesa diretta di 1,1 miliardi</em>”. L’incremento dei flussi turistici sulla Regione già nell’ultimo semestre confrontato al precedente anno del + 6,5% conferma il significativo apporto dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, che hanno contribuito anche alla partecipazione in fiera delle oltre mille aziende espositrici e 7 mila buyer da tutto il mondo.</p>



<p>In questa direzione anche la realizzazione in Fiera di due campi di gara per l&#8217;hockey e per lo speed skating, un’infrastruttura che diventerà una delle più grandi location europee per eventi, con 45 mila spettatori.</p>



<p><strong>Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano presenta </strong>sottolinea come &#8220;<em>I Giochi Olimpici rappresentino una leva straordinaria di marketing territoriale e un acceleratore di relazioni</em>.” Un’opportunità per rafforzare l’attrattività del sistema Milano e Lombardia, per un successo non solo di numeri presenze, ma di ritorni in turisti e investitori. In epoca di conflitti, la tregua olimpica crea ponti di pace e supera le barriere.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Campanili e ed eccellenze del made in Italy</h2>



<p>Il tema della pace e del dialogo aprono anche l’intervento della <strong>ministra del Turismo Daniela Santanchè</strong>, che poi invita ad indossare la maglia tricolore forti delle eccellenze italiane e di un turismo motore dell’economia: “<em>Vera e propria industria, con una filiera strutturata di 3 milioni di occupati</em>”. Uno sguardo rivolto anche a valorizzare anche il 96% del territorio nazionale ancora poco esplorato, tra aree interne, borghi e isole minori. &#8220;<em>Siamo il Paese degli ottomila campanili, che possono diventare altrettante destinazioni turistiche.&nbsp;L&#8217;Italia è un puntino nel mondo ma è anche una destinazione di eccellenza</em>&#8220;.&nbsp;All’Europa la richiesta di budget e strumenti per il turismo, necessari anche per superare il nanismo delle nostre aziende. La formazione tra gli obiettivi del 2026; in Italia una scuola di alta formazione per superare l’attuale primato svizzero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La mobilità come leva del turismo</h2>



<p>Il convegno di apertura del BIT MOBILITY FORUM ha presentato una visione integrata del viaggio come esperienza completa, in cui la mobilità non è solo uno spostamento, ma un’opportunità per generare valore, conoscenza e bellezza. Infrastrutture moderne, servizi digitali e hub intermodali diventano strumenti per connettere territori, valorizzare le aree interne e promuovere un turismo più sostenibile. Tre le direttrici fondamentali &#8211; turismo lento, intermodalità e city hub &#8211; che delineano un nuovo approccio alla mobilità turistica.</p>
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		<title>Quando il lavoro viaggia: il bleisure come metafora del cambiamento organizzativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosemarie Caglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 17:24:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel curiosity]]></category>
		<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In apparenza si parla di viaggi. Di business travel, di valigie e biglietti, di hotel e voli low-cost. Ma sotto la superficie, il vero argomento è un altro. Perché oggi, il modo in cui si viaggia per lavoro è diventato una lente potente per osservare — e ripensare — il rapporto tra le persone e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In apparenza si parla di viaggi. Di business travel, di valigie e biglietti, di hotel e voli low-cost. Ma sotto la superficie, il vero argomento è un altro. Perché oggi, il modo in cui si viaggia per lavoro è diventato una lente potente per osservare — e ripensare — il rapporto tra le persone e le organizzazioni.</p>



<p>Il cosiddetto <strong>&#8220;bleisure&#8221;</strong>, la fusione tra business e leisure, è solo la punta dell’iceberg. Un fenomeno in crescita, certo, ma anche una <strong>metafora concreta</strong>: ci racconta di come il lavoro stia uscendo dai suoi confini tradizionali. Ci dice che la separazione tra tempo produttivo e tempo personale non regge più. E ci suggerisce che le persone non funzionano più (ammesso che abbiano mai funzionato) solo per compiti, processi e KPI.</p>



<p>In trasferta, lontani dalle routine e dai riferimenti abituali, <strong>i lavoratori si scoprono più esposti, più vulnerabili, ma anche più autentici</strong>. Cadono le maschere operative, e affiorano gli equilibri reali: lo stress, l’energia, il senso di appartenenza. Si aprono spazi di consapevolezza — e anche di fragilità — che spesso nella vita d’ufficio vengono compressi, ignorati, rimossi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le persone non sono mansioni: sono stati d’animo</h3>



<p>Ed è proprio qui che il bleisure si trasforma da tendenza manageriale in <strong>spunto esistenziale</strong>. Perché mostra con chiarezza che <strong>le persone non vivono il lavoro come una sequenza di mansioni, ma come una condizione emotiva</strong>. E che ogni contesto &#8220;fuori norma&#8221; (come una trasferta, un cambiamento, una crisi) rivela la verità: ciò che muove l’azione non è il compito, ma il senso. Tutto questo ci obbliga a un cambio di sguardo. Se vogliamo costruire organizzazioni capaci di affrontare il presente, <strong>non possiamo più limitarci a ingegnerizzare processi</strong>. Dobbiamo iniziare a <strong>progettare relazioni</strong>. Dobbiamo cominciare a parlare di <strong>cura, fiducia, presenza</strong>. E non solo nei momenti ufficiali, ma proprio in quelli di transizione: le pause, le attese, i margini.</p>



<p>Il lavoro — come il viaggio — è sempre più spesso uno spazio-limite. Un <strong>non-luogo</strong> in cui le vecchie certezze non bastano e le nuove faticano a emergere. In questi spazi, le persone hanno bisogno non solo di indicazioni, ma di significato. E le organizzazioni, se vogliono essere sostenibili (non solo ecologicamente, ma anche umanamente), devono diventare luoghi capaci di <strong>contenere la complessità delle emozioni</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non si gestiscono persone. Si accompagnano</h3>



<p>Quando mi guardo intorno, vedo sempre più chiaramente che la leadership si gioca nella qualità della presenza. Nei silenzi condivisi, nelle cose che non servono spiegare, nella sensibilità con cui si sta accanto a chi attraversa momenti incerti. Ci si muove insieme, si cambia passo quando serve, si accetta che non tutto segue una direzione lineare.</p>



<p>E anche la formazione, se ci penso, non è più questione di contenuti. È una questione di contesto. Di creare condizioni perché le persone possano rivedersi, riprendersi, riconoscersi.<br>In quei momenti si percepisce con chiarezza che le persone non sono ruoli da riempire, ma esperienze complesse da attraversare. Portano con sé storie, domande, tensioni che nessuna descrizione di mansione può contenere.</p>



<p>Chi guida, chi forma, chi gestisce — se è attento — può cogliere tutto questo. E può scegliere di non intervenire con soluzioni immediate, ma di proteggere quello spazio, renderlo abitabile. Le organizzazioni che crescono sono quelle che sanno reggere anche ciò che non è immediatamente produttivo. Che sanno ascoltare una vulnerabilità senza trasformarla subito in strategia. Che sanno restare presenti, anche quando le coordinate saltano.</p>



<p></p>
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		<title>Un Travel manager a Londra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Raffaele Alessi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 07:20:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food & Fun]]></category>
		<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Business Travel Show Europe: tutto ciò che riguarda i viaggi d&#8217;affari Spesso chi organizza viaggi, non viaggia. Anche quando gestisce importanti budget di spesa, gli impegni operativi e di controllo lo costringono a vigilare sui gestionali, le cancellazioni e le emergenze. Ma ora che il mondo intero e non solo le aziende vivono profonde [&#8230;]</p>
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<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><img decoding="async" width="711" height="454" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/ExCel.png" alt="" class="wp-image-45304 size-full" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/ExCel.png 711w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/ExCel-300x192.png 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/ExCel-600x383.png 600w" sizes="(max-width: 711px) 100vw, 711px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p>Il Business Travel Show Europe: tutto ciò che riguarda i viaggi d&#8217;affari</p>
</div></div>



<h3 class="wp-block-heading">Spesso chi organizza viaggi, non viaggia.</h3>



<p><em>Anche quando gestisce importanti budget di spesa, gli impegni operativi e di controllo lo costringono a vigilare sui gestionali, le cancellazioni e le emergenze. Ma ora che il mondo intero e non solo le aziende vivono profonde trasformazioni e cambiamenti, allora si chiede al travel manager di andare a vedere quello che accade, per comprendere le condizioni e gli strumenti più adeguati con cui riscrivere nuove policy di tutela e di sicurezza.</em></p>



<p>Il <strong>Business Travel Show Europe</strong> di Londra è l&#8217;evento annuale di riferimento per il settore dei viaggi d&#8217;affari. Giunto alla sua 31a edizione, il BTSE presentato da BTN Group, ha riunito più di 700 acquirenti, fornitori e innovatori qualificati provenienti da tutta Europa.</p>



<p>Tutte le innovazioni, le conoscenze e i contatti che gravitano attorno al mondo dei viaggi di affari sono tutte concentrate in un unico luogo, per consentire ad acquirenti e organizzatori di mettere il viaggiatore d&#8217;affari al centro di ogni storia. La fiera è stata l’occasione per apprendere nuove pratiche e tecniche innovative, incontrare colleghi e fare networking. Presenti le maggiori TMC, con le prime cinque in Europa (American Express Global Business Travel, BCD Travel, CWT, FCM Travel, Navan Group) che proseguono gli investimenti in tecnologia e nell’intelligenza artificiale. Il Business Travel Show Europe si è confermato appuntamento imperdibile per ogni travel manager, per i contenuti formativi di valore, le attività di networking e il confronto diretto con i fornitori chiave.</p>



<p><strong>Relazione e condivisione</strong></p>



<p>Se viaggi a Londra hai voglia di musica, di pub e di Tamigi. Se lo fai per lavoro, ti trovano la soluzione più comoda con hotel, aeroporto e centro congressi a poca distanza. La manifestazione legata ai viaggi d&#8217;affari si è svolta al centro congressi ExCel nella zona est di Londra, a due passi dal London City Airport. Così finisce che nella Londra che viaggia, i motori degli aerei sovrastino le musiche dei pub.</p>



<p>Ci sta quando investono su di te e il tempo libero è compresso, anche per mangiare. Devi fare networking, parlare in inglese, di business e di opportunità. Fossero tutte persone simpatiche, magari ti incoraggia; invece sei per giunta nel tavolo sbagliato. Ma è lavoro e ci sta. Poi la lingua si scioglie un po&#8217;, forse per effetto del vino (anche qui nella Londra del Brexit) e conosci persone capaci. Ti sorprende la preparazione di alcuni giovani, con la loro esperienza internazionale che cominciata presto. Ora le aziende investono su di loro, perché sono i primi a chiederlo già negli incontri di selezione. L’accelerazione e la tecnologia sono connaturate alle nuove generazioni che nel viaggio ripongono aspettative di relazione e di crescita. Per loro, abili nomadi digitali, le riunioni in mobilità e lo Smart working sono modalità acquisite. La dimensione precaria è nella fluidità della loro identità umana e professionale.</p>



<p>Sono altri ad incontrare difficoltà di inclusione.</p>



<p><strong>Inclusione e sostenibilità. Imparare dalle differenze</strong></p>



<p>Le nuove generazioni imparano dal cambiamento; quelle invece cresciute nel consolidamento di abitudini comportamentali, devono uscire dalla propria zona comfort. Siamo noi over 50 a dover fare qualche cambiamento di visione e forse a meritare qualche attenzione da parte delle politiche di inclusione nella gestione dei viaggi aziendali. A cominciare dalla formazione, per un apprendimento continuo in contesti lavorativi dove si presentano nuove soluzioni tecnologiche e il superamento di barriere linguistiche e culturali.&nbsp; Qui con noi ci sono donne che viaggiano da sole e anche se non appartengono più a minoranze, la loro sicurezza deve essere tutelata. Ma l’inclusione deve allargarsi a nuove categorie, per non limitarsi a sola questione di costi. Una recente ricerca mostra come quasi un terzo delle aziende non abbia ancora valutato la DE&amp;I nella gestione dei viaggi aziendali. Non per disinteresse , ma perché manca formazione, confronto, a volte anche consapevolezza. (fonte <a href="https://www.travelforbusiness.it/viaggi-daffari-e-dei-bcd-travel-presenta-la-prima-ricerca-italiana-su-diversita-equita-e-inclusione-nel-business-travel/">https://www.travelforbusiness.it/viaggi-daffari-e-dei-bcd-travel-presenta-la-prima-ricerca-italiana-su-diversita-equita-e-inclusione-nel-business-travel/</a> )</p>



<p>Anche i viaggi aziendali possono diventare un’opportunità di incontro e di scambio. Non esiste un unico modo di viaggiare bene. Esistono esigenze diverse, culture diverse, aspettative diverse. Serve un approccio più dinamico, più umano-centrico, che sappia ascoltare, adattarsi, anticipare. L’inclusione, nel business travel, non si costruisce con regole rigide, ma con una cultura dell’ascolto e della responsabilità condivisa.</p>



<p>Il Business Travel Show Europe 2025 è stato sicuramente un luogo di aggiornamento professionale, ma può diventare anche una piattaforma per spingere le aziende a ripensare le proprie strategie di viaggio in chiave più equa e sostenibile. Come ha dichiarato <strong>Jonathan Carter-Chapman</strong>, direttore marketing della manifestazione: “<em>L’inclusività non è una questione di costi, ma di volontà. È tempo che le aziende adottino un approccio più umano e strategico alla mobilità aziendale</em>”.</p>



<p><strong>FACEOFF. Gli innovatori si presentano</strong></p>



<p>Il Business Travel Show Europe è stata anche l’occasione di riproporre il format Faceoff, con la presentazione di aziende e tecnologie di avanguardia. Nella prima parte, <strong>Blockskye</strong>, azienda leader nell&#8217;innovazione di soluzioni blockchain per la gestione, la prenotazione, i pagamenti e le spese di viaggio. La piattaforma di <strong>Roamr</strong> consente alle aziende di ridurre drasticamente i costi di alloggio, consentendo ai dipendenti di soggiornare presso amici o colleghi, con beneficio suddiviso: il dipendente in viaggio guadagna il 30%, il suo ospite guadagna il 30% e l&#8217;azienda risparmia. <strong>Cozm</strong> è un&#8217;azienda di software basata sull&#8217;intelligenza artificiale che trasforma i viaggi e la mobilità globale automatizzando la conformità transfrontaliera e le attività ripetitive, dalle direttive UE sui lavoratori distaccati alla previdenza sociale, fino alla tassazione e all&#8217;immigrazione, consentendo agli utenti di prendere decisioni basate sui dati e di concentrarsi sulla strategia piuttosto che sui processi manuali.</p>



<p>Nella seconda parte <strong>ALTOUR</strong>, leader riconosciuto con una presenza in oltre 90 paesi e il supporto di Internova Travel Group propone nuove soluzioni per semplificare la connessione tra le persone da una dimensione globale a una visione locale. <strong>Fare Audit</strong> esegue audit basati su GDS a livello globale, attraverso tutti i principali GDS, di caricamento tariffe alberghiere, segmenti di mercato, biglietti aerei e risarcimenti per voli in ritardo e cancellati. <strong>Planned</strong> è una soluzione di sourcing e pagamento che combina tecnologia e servizi dedicati per aiutare le aziende a massimizzare le risorse dedicate a meeting ed eventi. <strong>PredictX</strong> sfrutta tecnologie di intelligenza artificiale all&#8217;avanguardia per analizzare grandi quantità di dati provenienti da diverse fonti, tra cui fatture, ricevute, contratti e modelli di spesa storici, per automatizzare le decisioni di routine e migliorare il processo decisionale strategico in materia di viaggi e spese.</p>



<p>La terza parte del Business Travel Innovation Faceoff &nbsp;si sono presentati <strong>Front</strong>, &nbsp;la piattaforma di comunicazione basata sull&#8217;intelligenza artificiale che aiuta le aziende del settore turistico e alberghiero a fornire un supporto rapido e personalizzato su larga scala attraverso un&#8217;area di lavoro unificata per gli agenti. <strong>SkyLink</strong> è un agente di viaggio aziendale basato sull&#8217;intelligenza artificiale, perfettamente integrato nel flusso di lavoro quotidiano del viaggiatore d&#8217;affari per migliorare il servizio, ridurre i costi dei programmi di viaggio e aumentare i ricavi delle società di gestione dei viaggi. <strong>Zenmer</strong> è una piattaforma di viaggio come servizio basata sull&#8217;intelligenza artificiale per aziende e società di gestione dei viaggi che trasforma l&#8217;esperienza di prenotazione e le operazioni post-prenotazione per viaggiatori e TMC e consente alle aziende di gestire le spese di viaggio globali e di collaborare con più TMC, fornitori e aziende tecnologiche in un&#8217;unica dashboard.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="506" src="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/View.jpg" alt="" class="wp-image-45305" srcset="https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/View.jpg 900w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/View-300x169.jpg 300w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/View-768x432.jpg 768w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/View-600x337.jpg 600w, https://www.travelforbusiness.it/wp-content/uploads/2025/07/View-750x422.jpg 750w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>
</div>


<p><strong>Nel tunnel più lungo del mondo</strong></p>



<p>Siamo saliti sull&#8217;ArcelorMittal Orbit, la più alta scultura in acciaio esistente nel Regno Unito, opera dello scultore Anish Kapoor che si trova nel cuore del Parco Olimpico. Alcuni di noi, i più coraggiosi si sono proiettati giù nello scivolo a tunnel più alto e più lungo del mondo!  Un balzo di 80 mt dalla cima del monumento con una altezza totale di 114.5 metri.</p>



<p>Io, over 50, mi sono appoggiato al vetro e con gli occhi spalancati ho guardato Londra accendere le luci di sera.</p>



<p><strong>Go! Running Tours</strong></p>



<p>Nel confine ibrido tra tempo di lavoro e momenti di piacere, sta l’idea di una corsa mattutina con la possibilità per i partecipanti di iniziare la giornata con la giusta carica: una corsa di 5 km con soste lungo il percorso per fare networking e scoprire il territorio: la sua affascinante storia, la sua atmosfera e la sua bellezza.</p>



<p>Ci sono cose che puoi fare a tutte le età, se hai voglia di viaggiare e arricchire la tua esperienza professionale. Il networking non solo amplia le opportunità professionali ma arricchisce profondamente la tua esperienza culturale a Londra, trasformando un viaggio di lavoro in un’occasione di crescita personale e di scoperta autentica.</p>
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		<title>Come l&#8217;economia circolare sta cambiando il modo di viaggiare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[BT Trotter]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2025 08:19:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel curiosity]]></category>
		<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa significa viaggiare oggi? Non è più solo un modo per scoprire posti nuovi, ma anche un&#8217;occasione per farlo in modo responsabile. Il turismo sta cambiando, e l’economia circolare è la chiave di questa trasformazione. Dimenticate il modello lineare del &#8220;prendi, usa e getta&#8221;. L’industria turistica si sta reinventando, adottando un approccio in cui ogni [&#8230;]</p>
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<p>Cosa significa viaggiare oggi? Non è più solo un modo per scoprire posti nuovi, ma anche un&#8217;occasione per farlo in modo responsabile. Il turismo sta cambiando, e l’economia circolare è la chiave di questa trasformazione. Dimenticate il modello lineare del &#8220;prendi, usa e getta&#8221;. L’industria turistica si sta reinventando, adottando un approccio in cui ogni risorsa viene ottimizzata. Alberghi che riciclano acqua, ristoranti che azzerano gli sprechi alimentari, trasporti che riducono al minimo le emissioni. Il turismo circolare non è una moda, è una necessità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il problema: un turismo che consuma troppo</h3>



<p>Per decenni il turismo è stato sinonimo di consumo sfrenato. Più hotel, più voli, più costruzioni. Più spreco. Le conseguenze? Destinazioni sovraffollate, inquinamento , comunità locali escluse dai benefici economici. Poi qualcosa è cambiato. Le persone hanno iniziato a chiedersi: possiamo fare meglio? Possiamo viaggiare senza distruggere? La risposta è sì. Ma serve un cambiamento radicale.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dalla crescita senza limiti alla sostenibilità</h3>



<p>L’economia circolare offre un modello nuovo. Si tratta di ripensare il modo in cui viaggiamo. Non più accumulare e sprecare, ma ottimizzare e rigenerare. Il settore sta rispondendo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Alberghi green</strong>, costruiti con materiali riciclati e alimentati da energie rinnovabili.</li>



<li><strong>Trasporti sostenibili</strong>, come treni a idrogeno o flotte di autobus elettrici.</li>



<li><strong>Cibo a km zero</strong>, con ristoranti che riducono lo spreco alimentare e valorizzano le produzioni locali.</li>
</ul>



<p>E i risultati si vedono. Sempre più turisti cercano esperienze autentiche e sostenibili. Sempre più imprese stanno investendo in soluzioni intelligenti. Il cambiamento è iniziato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo delle comunità locali</h3>



<p>Un turismo sostenibile non può esistere senza il coinvolgimento delle comunità locali. Per troppo tempo, il denaro generato dai viaggiatori è rimasto nelle mani di pochi grandi operatori. Oggi, le cose stanno cambiando. In molte destinazioni, le comunità stanno riprendendo il controllo. Nascono cooperative di turismo responsabile, dove gli abitanti gestiscono direttamente l’accoglienza. In Costa Rica, ad esempio, intere regioni si basano su un modello di ecoturismo che protegge l’ambiente e crea opportunità per i residenti.</p>



<p>E poi ci sono le piattaforme digitali. Grazie alla tecnologia, chiunque può promuovere esperienze locali senza passare dai grandi intermediari. Questo significa meno sfruttamento e più benefici per le economie locali.</p>



<h3 class="wp-block-heading">L’innovazione come alleata</h3>



<p>Sostenibilità e innovazione vanno di pari passo. Oggi, la tecnologia offre strumenti potenti per ridurre l’impatto ambientale del turismo. Pensiamo a:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>L’Internet of Things (IoT)</strong>: sensori che regolano automaticamente il consumo energetico negli hotel.</li>



<li><strong>Blockchain</strong>: garantisce trasparenza sulle pratiche di sostenibilità.</li>



<li><strong>Intelligenza Artificiale</strong>: ottimizza i flussi turistici, riducendo il sovraffollamento.</li>
</ul>



<p>Tutte queste innovazioni permettono di creare esperienze di viaggio più efficienti e a basso impatto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I migliori esempi di turismo circolare</h3>



<p>Nel mondo, alcune destinazioni stanno già adottando modelli circolari con successo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Islanda</strong>: energia 100% rinnovabile, regolamentazione del turismo per evitare danni agli ecosistemi.</li>



<li><strong>Giappone</strong>: recupero di edifici storici per creare alloggi sostenibili e valorizzazione delle aree rurali.</li>



<li><strong>Francia</strong>: tassa ecologica sugli hotel per finanziare progetti di sostenibilità.</li>
</ul>



<p>E poi c’è il Costa Rica, pioniere dell’ecoturismo. Qui, il turismo non è solo un’attività economica, ma uno strumento per la conservazione della biodiversità.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le sfide che restano</h3>



<p>Non è tutto rose e fiori. La transizione verso un turismo più circolare presenta ostacoli importanti. Il primo? I costi. Adottare soluzioni sostenibili richiede investimenti iniziali elevati. Poi c’è la resistenza al cambiamento: molte imprese turistiche tradizionali faticano ad adattarsi. E non dimentichiamo la mancanza di regolamentazioni chiare. Senza incentivi adeguati, il rischio è che il turismo circolare rimanga un’eccezione anziché la norma.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/scala-a-chiocciola-39656/</p>
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		<title>Natale, il viaggio più importante</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Travel for business]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 08:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest’anno ci ha insegnato tanto. Abbiamo viaggiato – fisicamente e con il pensiero – attraversando incontri, idee, sfide e traguardi. Ognuno di voi ha portato qualcosa di unico: un’esperienza, un punto di vista, un consiglio pratico o, semplicemente, la voglia di condividere. E ora, eccoci qui. È quasi Natale, ed è il momento di lasciarci [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quest’anno ci ha insegnato tanto. Abbiamo viaggiato – fisicamente e con il pensiero – attraversando incontri, idee, sfide e traguardi. Ognuno di voi ha portato qualcosa di unico: un’esperienza, un punto di vista, un consiglio pratico o, semplicemente, la voglia di condividere.</p>



<p>E ora, eccoci qui. È quasi Natale, ed è il momento di lasciarci trasportare dal calore di questi giorni. Non è solo una festa, è un’occasione per fermarsi, per riscoprire quanto siano preziosi i piccoli gesti: una parola gentile, un abbraccio che dice più di mille email, il profumo di casa (o di un aeroporto, per i più instancabili).</p>



<p>Ma Natale è anche un viaggio. Un viaggio dentro di noi, verso ciò che conta davvero. Non servono biglietti, agende fitte o itinerari perfetti. Bastano una pausa, un sorriso e la voglia di lasciarsi stupire.</p>



<p>Il nostro augurio per voi è questo: prendetevi il tempo di rallentare, di stare con le persone che amate. E se proprio non resistete, concedetevi  di pianificare il prossimo volo, ma con quella sensazione di entusiasmo che solo i viaggiatori sanno provare.</p>



<p>Grazie per aver reso questa community viva, vera e piena di energia. Grazie per ogni contributo, ogni parola, ogni momento condiviso. Il 2025 ci aspetta e, come sempre, sarà un’avventura.</p>



<p>Buon Natale e Felice Anno Nuovo,<br><br>Il team di <strong>Travel for business</strong></p>



<p></p>
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		<title>BT4Europe e la sfida del business travel sostenibile: un viaggio appena cominciato</title>
		<link>https://www.travelforbusiness.it/bt4europe-e-la-sfida-del-business-travel-sostenibile-un-viaggio-appena-cominciato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosemarie Caglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Oct 2024 12:59:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
		<category><![CDATA[Travel management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E così, ho avuto l’occasione di volare a Bruxelles, in quella città di palazzi scintillanti , tra pioggia perenne e politica, per presentare qualcosa di cui, personalmente, sono orgogliosa: il position paper di BT4Europe, “Transformation Pathway for Sustainable Business Travel”. Per chi non lo conoscesse, BT4Europe non è una compagnia di viaggi, né un’associazione generica; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.travelforbusiness.it/bt4europe-e-la-sfida-del-business-travel-sostenibile-un-viaggio-appena-cominciato/">BT4Europe e la sfida del business travel sostenibile: un viaggio appena cominciato</a> proviene da <a href="https://www.travelforbusiness.it">Travel for business</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>E così, ho avuto l’occasione di volare a Bruxelles, in quella città di palazzi scintillanti , tra pioggia perenne e politica, per presentare qualcosa di cui, personalmente, sono orgogliosa: il position paper di BT4Europe, “<a href="https://bt4europe.com/wp-content/uploads/2024/10/Position-Paper-BT4Europe-Transformation-Pathway-for-Sustainable-Business-Travel.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Transformation Pathway for Sustainable Business Travel</a>”. Per chi non lo conoscesse, <strong>BT4Europe</strong> non è una compagnia di viaggi, né un’associazione generica; è una vera e propria rete europea, che mette insieme chi, come noi, vuole migliorare i viaggi di lavoro rendendoli sostenibili, smart e&#8230; beh, più in linea con i tempi. Anche perché diciamolo: quanto ancora possiamo viaggiare come se nulla fosse?</p>



<p>Nel mio caso, lavoro proprio nel gruppo della sostenibilità coordinato dalla fantastica <strong>Angela Lille</strong>. Forse perché, alla fine, ci tengo a lasciare un segno in questo settore che amo ma che, ammettiamolo, ha dei problemi seri da risolvere. E poi chi mi conosce lo sa: per me, lavorare senza pensare alla sostenibilità oggi è come scrivere senza un punto finale. Così, con il gruppo di lavoro, abbiamo messo insieme idee, riflessioni e qualche spunto per questo documento che, credetemi, ha richiesto tempo, ricerche e qualche nottata insonne.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Di cosa parla il nostro paper?</h3>



<p>Il nostro paper è una chiamata all&#8217;azione condivisa, una guida per tutte le aziende, istituzioni e operatori del settore affinché inizino a percorrere questa strada della sostenibilità insieme, fianco a fianco. Non è solo una lista di buone pratiche, ma un invito alla collaborazione e alla condivisione delle responsabilità. Vogliamo che ogni azienda e istituzione senta di poter fare la sua parte, perché è chiaro che, senza uno sforzo collettivo, qualsiasi cambiamento rischia di restare solo sulla carta. E così, questo documento <strong>propone delle tappe da seguire per creare un impatto reale</strong>, a partire dalla riduzione delle emissioni. Ma la chiave è <strong>farlo insieme</strong>, sostenendoci a vicenda e, magari, condividendo le esperienze e i progressi. Non a caso, uno dei nostri obiettivi è incoraggiare le aziende a monitorare i propri spostamenti e trovare modalità per ottimizzarli, ma anche a fare rete con altre realtà che hanno le stesse sfide e ambizioni.</p>



<p>Il nostro paper punta sull<strong>’importanza della consapevolezza e della formazione</strong>. La sostenibilità non sarà mai solo una strategia aziendale se non tocca anche le persone, dove ognuno si sente parte di una grande trasformazione condivisa.</p>



<p><a href="https://bt4europe.com/wp-content/uploads/2024/10/Position-Paper-BT4Europe-Transformation-Pathway-for-Sustainable-Business-Travel.pdf">Leggilo qui!</a></p>



<h3 class="wp-block-heading">L’incontro a Bruxelles: più di una semplice presentazione</h3>



<p>La giornata a Bruxelles è stata molto più che una semplice presentazione di un documento. Si è trasformata in uno scambio vivo e stimolante, un vero e proprio dialogo tra istituzioni, colleghi e associazioni di settore, dove ciascuno ha portato sul tavolo le proprie idee, proposte e una bella dose di entusiasmo. Non si parlava solo di obiettivi sulla carta: era chiaro a tutti che c’era un’urgenza condivisa e una volontà concreta di fare la differenza.</p>



<p>Mentre parlavamo e ascoltavamo gli interventi e i vari punti di vista, si percepiva la motivazione di tutti a collaborare davvero, a trovare insieme le soluzioni. Certo, nessuno si illude che sarà facile. Ma quello che ho visto a Bruxelles è stato un insieme di forze unite per rendere possibile questo cambiamento, con l’obiettivo comune di rendere i viaggi di lavoro più sostenibili. In fondo, è questo che fa la differenza: la volontà collettiva di passare dalla teoria alla pratica, e l’impegno di ciascuno di noi a rendere questo percorso una realtà concreta e condivisa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">E adesso? Cosa ci aspetta?</h3>



<p>Ora, questo paper è solo l’inizio. Abbiamo gettato un seme, ma è solo un punto di partenza. Il cammino sarà lungo, e sarà fondamentale coinvolgere non solo le istituzioni, ma anche le aziende, i lavoratori, gli stessi viaggiatori che saranno poi i protagonisti di questo cambiamento. Quello che so è che, come gruppo di lavoro sulla sostenibilità, continueremo a lavorare sodo perché queste idee non rimangano sulla carta. E per me, questa è una missione.</p>



<p></p>
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		<title>l contributo “SAF” : verso un cielo più pulito, ma a che prezzo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Castagni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Oct 2024 17:46:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da gennaio 2025, volare potrebbe costare qualche euro in più. Air France ha annunciato un contributo obbligatorio sui biglietti per finanziare l’uso del carburante sostenibile, o SAF, parte del suo impegno per ridurre le emissioni di CO₂. Una novità importante e, tutto sommato, positiva per l’ambiente. Ma per chi si occupa di gestire i viaggi [&#8230;]</p>
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<p>Da gennaio 2025, volare potrebbe costare qualche euro in più. Air France ha annunciato un contributo obbligatorio sui biglietti per finanziare l’uso del carburante sostenibile, o SAF, parte del suo impegno per ridurre le emissioni di CO₂. Una novità importante e, tutto sommato, positiva per l’ambiente. Ma per chi si occupa di gestire i viaggi aziendali, il famoso <em>travel manager</em>, la faccenda è un po’ più complicata.</p>



<p>Cominciamo con una nota positiva: il SAF è, senza dubbio, un passo avanti. Derivato da fonti rinnovabili come oli esausti, ha un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto al cherosene tradizionale. La produzione è ancora costosa e limitata, ma c’è da dire che l’idea di un carburante sostenibile per l’aviazione segna un cambiamento importante in un settore che fatica a decarbonizzare.</p>



<p>Ma come ogni innovazione, anche questa ha un prezzo. E qui entra in gioco la figura del travel manager, che pianifica decine, se non centinaia di trasferte aziendali all’anno, cercando di mantenere un budget che, in tempi di rincari generali, è già sotto pressione. Il contributo SAF di Air France varierà tra i 2 e i 10 euro per un biglietto Economy, e tra i 3 e i 30 euro in Business, in base alla distanza. Non cifre stratosferiche, certo, ma che sommate su larga scala possono iniziare a fare la differenza.</p>



<p>E il travel manager si trova quindi in una situazione ambivalente: da una parte, appoggiare la transizione verso un’industria aerea più sostenibile; dall’altra, gestire i costi che questa transizione comporta per l’azienda. In un certo senso, sembra quasi di doversi giustificare: <em>&#8220;Sì, il volo è un po’ più caro, ma è per il bene del pianeta&#8221;</em>. Facile a dirsi, meno facile da far accettare a chi firma i conti.</p>



<p>Non è solo una questione di prezzo, però. C’è anche il lato gestionale: come spiegare a chi viaggia spesso per lavoro che questi costi sono necessari? E come bilanciare l’obbligo del contributo con le aspettative di contenimento delle spese? Le aziende si stanno già impegnando a ridurre la propria impronta di carbonio, ma a volte sembra che il prezzo della sostenibilità venga “scaricato” direttamente sui singoli viaggiatori e sulle imprese, senza troppi riguardi.</p>



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<p>Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/silhouette-di-aeroplani-47044/</p>



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		<title>Benvenuti nell’era digitale…o forse no?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rosemarie Caglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 12:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Travel experiences]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due storie vere, due racconti di viaggio. E no, non parliamo di viaggi avventurosi in terre lontane o di traversate oceaniche. Parliamo di treni e di un paio di esperienze che, nel nostro moderno e tecnologico 2024, dovrebbero appartenere al passato. E invece&#8230;eccoci qui. Simonetta si trova al Mini Digital Festival di Parma, pronta a [&#8230;]</p>
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<p>Due storie vere, due racconti di viaggio. E no, non parliamo di viaggi avventurosi in terre lontane o di traversate oceaniche. Parliamo di treni e di un paio di esperienze che, nel nostro moderno e tecnologico 2024, dovrebbero appartenere al passato. E invece&#8230;eccoci qui.</p>



<p>Simonetta si trova al Mini Digital Festival di Parma, pronta a tornare a Milano. Fin qui tutto bene, o quasi. Poi succede l&#8217;inevitabile: il cellulare le cade per terra e smette di funzionare. Ora, sappiamo tutti che gli smartphone moderni sono come dei preziosi manufatti in cristallo: ci dicono che sono &#8220;rugged,&#8221; che hanno vetri temperati &#8220;resistenti alle cadute,&#8221; ma poi basta un piccolo imprevisto per mandarli in coma irreversibile. Insomma, il cellulare di Simonetta non si accende più e lei si trova su un treno Trenitalia senza wi-fi. Poco male, pensa, tanto tra poco salirò su un Italo e finalmente potrò connettermi.</p>



<p>Ed eccoci al gran momento: il passaggio a Italo. Cosa potrebbe andare storto? Beh, il wi-fi di Italo funziona, certo, ma c’è un piccolo problema. L’unico modo per connettersi è farsi inviare un codice sul proprio numero di cellulare. Ops! Peccato che il cellulare di Simonetta sia ridotto a un costoso fermacarte. Quindi, addio internet.</p>



<p>Ecco un esempio lampante di come la nostra dipendenza dalla tecnologia possa trasformarsi in una trappola. Simonetta è una viaggiatrice preparata: ha con sé il computer e, con un pizzico di previdenza degno di nota, ha scritto il codice del biglietto su un foglio di carta (sì, proprio quella cosa che si usava prima di memorizzare tutto nel cloud). Senza questo gesto &#8220;vintage,&#8221; avrebbe rischiato di dover pagare un altro biglietto o, peggio, restare a terra.</p>



<p>Ma parliamo un attimo di chi ha progettato tutto il sistema. Chi potrebbe mai pensare che qualcuno viaggi senza un cellulare funzionante? Chi è che non ha sempre il proprio dispositivo pronto a ricevere un SMS, anche se ormai si sa che di SMS non ne mandiamo quasi più nemmeno per augurare buon compleanno?</p>



<p>Non è che si potrebbe, per caso, offrire un’alternativa per l&#8217;accesso al wi-fi? Una domanda trabocchetto: facciamo finta che nel mondo digitale esistano ancora e-mail, QR code, codici generati offline o qualunque altra tecnologia più avanzata di un piccione viaggiatore. Eppure, ci si affida ancora al caro, vecchio SMS. Insomma, ci troviamo un po&#8217; nel &#8220;futuro retrò.&#8221;</p>



<p>E non è finita qui. La scorsa settimana, anche noi abbiamo sperimentato un&#8217;altra perla in stazione: code chilometriche ai tornelli, sistemi che non funzionano e il risultato? Il treno parte sotto i nostri occhi come se fosse la cosa più naturale del mondo. Eppure eravamo arrivati in congruo anticipo. Le nostre occhiaie avrebbero meritato almeno una scusa, un buono per il bar o, già che ci siamo, un viaggio gratis per la prossima volta. Ma niente, si riparte. Anzi, no. Si resta in stazione ad aspettare l&#8217;ennesimo treno che, guarda caso, è pure in ritardo.</p>



<p>Quindi, è ufficiale: se sei un viaggiatore in Italia, hai due possibilità. La prima è assicurarti che il tuo cellulare sia avvolto in una protezione degna di un&#8217;armatura medievale, perché se si rompe sei praticamente isolato dal mondo. La seconda, portare sempre con te un taccuino e una penna. Magari non potrai connetterti al wi-fi, ma almeno potrai scrivere una lettera di protesta.</p>



<p>Forse è il momento di rivedere le &#8220;priorità digitali.&#8221; Perché il futuro, quello vero, dovrebbe garantire un po&#8217; più di semplicità e un po&#8217; meno di codici SMS.</p>
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