Investire a Cuba: ecco le nuove opportunità di business

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Oltre mezzo secolo di inossidabile cristallizzazione delle relazioni tra USA e Cuba da circa un paio d’anni sembra sul punto di sciogliere la tensione e ritrovare un equilibrio: risale, infatti, al dicembre del 2014 l’avvio di un nuovo corso nella storia dei due Paesi, con la ripresa di rapporti diplomatici bilaterali culminata a marzo di quest’anno con la visita di Barack Obama a L’Avana. Era da più di novant’anni che un presidente americano non metteva piede sull’isola, e se, da una parte, questo primo tentativo di distensione ha fatto scaturire buone speranze per un’evoluzione del commercio e dell’economia cubana, dall’altra persistono ora più che mai gli interrogativi sul futuro prossimo, considerando la linea politica del neoeletto Donald Trump, assolutamente contrario all’eliminazione dell’embargo. Ma, per ora, è comunque possibile disegnare a livello teorico quello che potrebbe essere l’interessante scenario in via di definizione se il disgelo andasse a buon fine: investire a Cuba, in tal caso, potrebbe rivelarsi anche per l’Italia un’ottima occasione per fare business in molti settori in crescita.

Come avviare un’attività di business a Cuba

Attualmente Cuba è l’82° mercato di destinazione per l’export italiano, e al nono posto per l’America centro-meridionale: un panorama di per sé non particolarmente incoraggiante, se non fosse per il recente varo, da parte del governo cubano, di riforme che prevedono l’introduzione di benefici fiscali per gli investitori esteri e la riduzione delle barriere per l’importazione dei macchinari. Va anche segnalato che, tra il 2014 e il 2015, l’export verso Cuba è lievitato da 229.9 a 332,3 miliardi di euro, e anche l’import italiano ha visto un aumento del 4,4% raggiungendo i 22,2 milioni di euro.

Si prevede che nei prossimi anni i settori di investimento più produttivi per le imprese italiane saranno le tecnologie nel settore agricolo e dell’allevamento, le energie rinnovabili, le infrastrutture e le costruzioni (soprattutto per quanto riguarda l’ambito turistico), i prodotti farmaceutici e le biotecnologie.

L’ente che ricopre un ruolo fondamentale nel favorire le relazioni economiche, commerciali e culturali tra il nostro Paese e l’isola caraibica è la CCIC (Camera di Commercio italo-cubana), facente parte della sezione delle Camere di Commercio italo-estere ed estere in Italia istituita da Unioncamere: suo principale obiettivo è quello di assistere gli imprenditori nel consolidamento delle aree di business. Quanto offerto dalla CCIC garantisce alle aziende la sicurezza di poter contare su servizi e iniziative che possano favorire la loro apertura al mercato estero, attraverso partnership, accordi mirati e assistenza personalizzata.

Fondamentale, per operare legalmente a Cuba, è ottenere l’accreditamento presso la Cartera de Proveedores, che richiede una documentazione specifica agli investitori: lo statuto e l’atto costitutivo della società, il certificato della Camera di Commercio e l’iscrizione al Registro delle Imprese, una lettere di referenze da parte della banca in cui l’azienda opera normalmente con l’estero, la certificazione dei poteri di rappresentanza della persona che firma per la società, almeno tre lettere di referenze commerciali di società in cui si è recentemente lavorato, e, infine, il bilancio della società per gli ultimi due esercizi. Uno dei compiti della CCIC è proprio quello di supportare le aziende nella preparazione di tutta la documentazione necessaria, e condurla quindi agevolmente sulla buona strada per il business.

I settori economici in cui varrà la pena investire a Cuba

Tra i settori destinati a fruttare maggiormente nei prossimi anni, partendo dalla fonte ChannelMarketing si possono certamente segnalare: le produzioni automotive (con investimenti in join venture per le fabbriche di assemblaggio e produzione di autoveicoli, destinati sia al mercato interno che all’export, investimenti o forniture ad aziende cubane per la produzione di componenti, ricambi e accessori destinati alla nuova fabbrica di veicoli, e la fornitura di impianti e tecnologie per il rinnovamento fabbriche di batterie automotive); il service automotive (con la fornitura di attrezzature, materiali e know how per la modernizzazione della rete di carrozzerie che prestano assistenza sia ad autoveicoli a noleggio che ad autobus di linea); il settore pneumatici (mediante l’investimento in join venture per impianti di produzione di pneumatici radiali, destinati sia al mercato interno che all’esportazione, la fornitura di impianti, tecnologie e materiali per la modernizzazione e lo sviluppo di impianti di ricostruzione pneumatici, e l’investimento nella produzione di fasce prestampate e materiali per la ricostruzione a freddo e di articoli tecnici); la HVAC, area che comprende i sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria (grazie all’investimento in join venture per la produzione di impianti di climatizzazione, e relativi ricambi e accessori, destinati al mercato interno sia per uso commerciale che domestico).

Ma gli ambiti che davvero potrebbero rappresentare una svolta significativa per i businessmen che vogliono investire a Cuba sono principalmente quattro.

  1. Innanzitutto, l’edilizia, sia nella ricerca ingegneristica che nella costruzione di infrastrutture civili e nella produzione di materiali da costruzione (soprattutto per quanto riguarda l’edilizia turistica).
  2. Le energie alternative si configurano oggi come un’ottima base per gli investimenti, considerando il dichiarato obiettivo, da parte del governo, di ricavare, entro il 2030, il 24% del fabbisogno energetico del Paese da fonti rinnovabili, diminuendo in questo modo la stretta dipendenza dal petrolio. Al momento sull’isola sono presenti 20.000 pannelli solari e pale eoliche, nonché oltre 169 centrali idroelettriche; tra le opportunità di investimento privilegiate compare sicuramente la produzione di energia tramite biomassa e biogas – e, in proposito, occorre ricordare la recentissima approvazione della costruzione di 19 centrali bioelettriche. E nei prossimi anni si potrà di certo assistere a un significativo rinnovamento e ampliamento delle infrastrutture.
  3. L’agricoltura dona a Cuba un fatturato di circa 1 miliardo di dollari, e il governo sta continuando a portare avanti un cospicuo processo di ammodernamento, grazie a una più flessibile politica nella concessione di finanziamenti ai produttori. Si prevede che nei prossimi anni Cuba riesca ad assumere un ruolo chiave come esportatrice nell’intera area caraibica: al momento, infatti, è tra i maggiori produttori di tabacco, zucchero, agrumi, caffè e cacao, e uno degli obiettivi più stimolanti che il governo si è posto è quello di diversificare le esportazioni promuovendo lo sviluppo di un’industria agroalimentare locale al momento ancora poco sviluppata e bisognosa di tecnologie straniere.
  4. Infine, un settore fondamentale per Cuba è il turismo, grazie all’immenso patrimonio culturale, storico e naturalistico che il territorio può vantare. Si tratta di un ambito in continua crescita: le opportunità di investire a Cuba sono qui legate soprattutto alla costruzione e ristrutturazione di oltre 61.000 alloggi, cui si aggiunge la realizzazione di campi da golf e parchi a tema.

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Comments 2

  1. Sono italiana voglio affittare una piccola pizzeria cosa serve sono sposata con un cubano il trattamento e uguale a quello di un turista

  2. Una piccola pizzeria all Havana da fittare

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