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	Commenti a: Era ora! Solo così sarà possibile ripartire davvero grazie ai Test rapidi	</title>
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	<description>Informazioni e curiosità sul mondo dei viaggi d&#039;affari e mobilità</description>
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		Di: Rinaldo Stefanutto		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rinaldo Stefanutto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 11:47:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[⚫️Cigno nero o canto del cigno 🦢 

🦠 Certamente è ingente il danno economico determinato dal quasi azzeramento dei viaggi internazionali; è pertanto condivisibile la posizione espressa da IATA e auspicabile che test rapidi e sicuri siano implementati il prima possibile.
Ma ricordiamo che altrettanto pesante sul mondo economico e del lavoro è la massiva riduzione della mobilità urbana-giornaliera che colpisce tutti gli operatori economici in maniera trasversale ed in modo epidemico (non solo in Italia!) ed essa stessa è causa non effetto della riduzione dei voli!

Un paio di considerazioni mi sorgono da una lettura con diverso paio di occhiali del comunicato stampa:
1)Test rapidi pre-viaggio devono essere il tassello di una strategia non solo globale e condivisa, ma di una visione “alta”.
A parte la richiesta di una linea preferenziale di rapporto con gli Stati, questo messaggio-invito, specchio di una visione più alta e nuova, non traspare dal comunicato stampa.

2)Test rapidi e sicuri come tassello di un remodelling business model del viaggio d’affari (ed in particolare aereo ✈️) in un contesto di accelerazione digitale e di nuovo umanesimo digitale che questa stessa accelerazione ci impone , rimettendo al centro la persona. 
👇🏻👇🏻👇🏻
Se così non fosse, i test potrebbero rivelarsi solo un palliativo contro la nemesi della globalizzazione così  come è stata pensata sino ad oggi. 
•Da un lato stiamo ancora vivendo la reinterpretazione della sindrome della capanna: le persone hanno paura a muoversi più per la destinazione che per il viaggio stesso. 
•dall’altro occorre immaginare un modo di viaggiare “un po’ più slow”, più a misura d’uomo e per l’Ambiente. Per restare in tema, uscire dalla logica del “cotto e mangiato” ma recuperare il senso e la necessità del viaggio (di qualsiasi tipo) come esperienza. Più qualità e servizi, meno numero di voli-miglia. 

Si tratta di scenari, Rosemarie, che sui canali e le pagine di Travel for business abbiamo già affrontato anche con tuoi qualificati ospiti, ipotizzando, già durante il lockdown, un mercato del business travel più selezionato e selettivo. 

🌡 in sintesi, spero che i test covid-free 😷 non siano come un timbro di libretto veterinario che ci prepari ad essere nuovamente ammassati all’imbarco 🧳]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>⚫️Cigno nero o canto del cigno 🦢 </p>
<p>🦠 Certamente è ingente il danno economico determinato dal quasi azzeramento dei viaggi internazionali; è pertanto condivisibile la posizione espressa da IATA e auspicabile che test rapidi e sicuri siano implementati il prima possibile.<br />
Ma ricordiamo che altrettanto pesante sul mondo economico e del lavoro è la massiva riduzione della mobilità urbana-giornaliera che colpisce tutti gli operatori economici in maniera trasversale ed in modo epidemico (non solo in Italia!) ed essa stessa è causa non effetto della riduzione dei voli!</p>
<p>Un paio di considerazioni mi sorgono da una lettura con diverso paio di occhiali del comunicato stampa:<br />
1)Test rapidi pre-viaggio devono essere il tassello di una strategia non solo globale e condivisa, ma di una visione “alta”.<br />
A parte la richiesta di una linea preferenziale di rapporto con gli Stati, questo messaggio-invito, specchio di una visione più alta e nuova, non traspare dal comunicato stampa.</p>
<p>2)Test rapidi e sicuri come tassello di un remodelling business model del viaggio d’affari (ed in particolare aereo ✈️) in un contesto di accelerazione digitale e di nuovo umanesimo digitale che questa stessa accelerazione ci impone , rimettendo al centro la persona.<br />
👇🏻👇🏻👇🏻<br />
Se così non fosse, i test potrebbero rivelarsi solo un palliativo contro la nemesi della globalizzazione così  come è stata pensata sino ad oggi.<br />
•Da un lato stiamo ancora vivendo la reinterpretazione della sindrome della capanna: le persone hanno paura a muoversi più per la destinazione che per il viaggio stesso.<br />
•dall’altro occorre immaginare un modo di viaggiare “un po’ più slow”, più a misura d’uomo e per l’Ambiente. Per restare in tema, uscire dalla logica del “cotto e mangiato” ma recuperare il senso e la necessità del viaggio (di qualsiasi tipo) come esperienza. Più qualità e servizi, meno numero di voli-miglia. </p>
<p>Si tratta di scenari, Rosemarie, che sui canali e le pagine di Travel for business abbiamo già affrontato anche con tuoi qualificati ospiti, ipotizzando, già durante il lockdown, un mercato del business travel più selezionato e selettivo. </p>
<p>🌡 in sintesi, spero che i test covid-free 😷 non siano come un timbro di libretto veterinario che ci prepari ad essere nuovamente ammassati all’imbarco 🧳</p>
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