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L’esperienza d’impresa dei giovani italiani in Australia, ce la racconta Ilaria Gianfagna

L’ Australia è una terra meravigliosa, ricca di opportunità e come tale molti giovani italiani sono sempre più invogliati a viaggiare all’ estero fino a stabilirsi. Travel for Business ha il piacere di raccontare la testimonianza di Ilaria Gianfagna che con il suo progetto di lavoro ha realizzato “Just Australia”  un’agenzia educativa e di immigrazione. Le attività intraprese sono corsi d’inglese, corsi professionali, visti e immigrazione. Inoltre l’agenzia è convenzionata con centinaia di scuole in tutta l’Australia. In più, nell’ufficio di Just Australia  lavorano agenti di immigrazione, che si occupano di pratiche per i visti permanenti. La storia di Ilaria è la realizzazione di un sogno e di un percorso affascinante, alla scoperta di se stessa e dell’Australia. Fonte di ispirazione per molti giovani italiani alla ricerca di nuove esperienze e crescita professionale.

Cosa spinge una giovane donna italiana a trasferirsi in Australia con la voglia di fare impresa?

“Sono partita il 14 febbraio 2014, me lo ricordo bene perché era il giorno di San Valentino. E da quel primo volo Venezia-Melbourne, la mia vita è completamente cambiata. Sono partita per curiosità, per la voglia di scoprire un mondo nuovo, per fare un’esperienza al di fuori dell’Europa. Non perché non fossi soddisfatta della mia vita, del mio lavoro, della mia casa, dei miei amici. Avevo proprio voglia di fare un’esperienza più grande di quelle fatte fino ad allora. Certo non immaginavo, che sei anni dopo mi sarei ritrovata con in mano un passaporto australiano e un’azienda con sede a Melbourne, Sydney e Milano.

Facciamo un passo indietro. Prima di partire per l’Australia, facevo la giornalista e l’addetta stampa per varie aziende. Ho sempre lavorato in proprio e questo sicuramente mi ha aiutato nel momento in cui mi sono ritrovata ad aprire un’azienda all’estero. Avevo già la passione del viaggio, tanto che ho vissuto due anni in Inghilterra e un anno in Spagna. Poi ho deciso di partire per l’Australia, con la scusa di fare un master all’estero alla University of Melbourne.

Dopo qualche settimana in Australia, molte persone hanno cominciato a chiedermi come mi trovassi lì, come avessi fatto con il visto e una serie di domande sulla vita down under. Io e il mio attuale socio ci siamo guardati e abbiamo avuto la stessa idea. Dopo qualche mese a Melbourne, Just Australia era già un’azienda registrata, con un ufficio e un dipendente”.

L’Australia ti ha emozionata più di ogni altro luogo, le tue impressione e le tue perplessità

“Nella mia vita ho viaggiato davvero tanto e continuo a farlo. L’Australia non è stata la mia prima esperienza all’estero, ma è stata quella che mi ha cambiato di più. Mi ricordo ancora lo stupore e la felicità di Melbourne i primi tempi. Mi sembrava tutto così diverso e anche così perfetto. Nel senso che bastano poche ore per capire che l’Australia funziona diversamente da tanti altri paesi e funziona bene! L’efficienza, il senso civico, la multiculturalità, lo sport, il rispetto del tempo libero, i salari alti, la disoccupazione quasi inesistente, si riflettono in un benessere economico e sociale, palpabile. Le persone sono generalmente ottimiste, positive. Non esagero. Molti italiani che vivono o che hanno vissuto in Australia, direbbero le stesse cose”.

Come hai affrontato le differenze culturali tra l’Italia e il lifestyle australiano?

“Avendo già vissuto in Inghilterra e avendo già un buon livello d’inglese, trasferirmi in Australia non è stato uno shock. Mi sono trovata subito bene. In realtà, la maggior parte delle persone che si trasferiscono in Australia, si sente subito a proprio agio, anche perché è facile fare amicizia e ci sono tantissime persone che stanno facendo la tua stessa esperienza all’estero, da sole. Solo di italiani, sono quasi 90 mila quelli che partono ogni anno, certo di questi c’è una buona fetta di turisti. Ma anche i turisti, spesso decidono di rimanere e quindi cambiare visto.

A parte le differenze più banali, come il cibo, il senso di comunità e famiglia, credo che quello che offra l’Australia in termini di opportunità professionali, vada a compensare quello che manca, dal punto di vista umano. Poi è un discorso estremamente soggettivo. Io dopo cinque anni a Melbourne, mi sono trasferita a Milano, per aprire la sede di Just Australia in Italia. Ma anche perché dopo cinque anni da casa, mi mancava un po’ tutto, il cibo (anche se in Australia la qualità dei prodotti e dei ristoranti è molto alta), gli amici, la famiglia, le relazioni umane che qui in Italia sono decisamente più profonde e si entra in sintonia più velocemente. Poi questa è la mia esperienza e adesso mi ritrovo a vivere un po’ qui e un po’ lì. E a volte penso che vivere in Italia, viaggiare tanto e trascorrere alcuni mesi all’anno in Australia, è un po’ la vita che ho sempre sognato”.

L’Australia tra sogno e realtà, qual è stato il tuo percorso professionale?

“Mi sono sempre occupata di comunicazione e giornalismo. Quindi ho applicato queste mie skills nella gestione di Just Australia, un’azienda che per questo motivo è diventata subito molto famosa sui social (la nostra pagina Facebook ha 86mila fan) e miei video sull’Australia (sul canale YouTube, Instagram e Facebook) hanno molte visualizzazioni e interazioni. Ho lavorato molti anni in televisione e quindi non ho avuto difficoltà a metterci la faccia in tutti questi anni. Anzi mi sembra giusto che dietro un’azienda ci siano le persone, con tutte le difficoltà del caso”.

Cosa consiglieresti ai viaggiatori d’affari italiani che vogliano fare impresa in Australia?

“Aprire un’azienda all’estero non è facile e non è stato facile nemmeno per me. Dipende tutto dai visti. E le leggi d’immigrazione sono molto severe. Per questo ci siamo noi, agenzia specializzata in servizi per l’Australia, ci occupiamo di percorsi di studio, visti, immigrazione, assicurazione, accommodation. In questo momento solo alcuni visti possono essere richiesti in maniera autonoma, la maggior parte ha bisogno di una guida.

A grandi linee l’Australia richiede un buon livello d’inglese, anni di esperienza, una qualifica nel settore e un’età inferiore ai 45 anni per poter trasferirsi. Io ho trasformato presto il mio visto studente, in visto sponsor e quindi in visto permanente, grazie ad un’opportunità che non esiste più. Quella appunto di creare un’azienda e “auto-sponsorizzarsi”.

Adesso aprire un’azienda in Australia è ancora più complicato e bisogna prima capire con che visto partire e come rimanerci. Aprire un’azienda non assicura un visto. Quello che consiglio è di investire sempre e comunque in una consulenza con un agente di immigrazione. Sono avvocati che si occupano quotidianamente di visti permanenti, analizzano il tuo caso e ti guidano in un percorso di immigrazione, se ci sono i requisiti. Altrimenti bisogna acquisirli, spesso studiando in Australia”.

In base alla tua esperienza fare “impresa al femminile” in Australia ha i suoi vantaggi?

“A me non piace particolarmente pensare ad una distinzione di genere, quando si parla di lavoro. Soprattutto in Australia, che è un paese estremamente moderno. Sicuramente mi sento di aver apportato un lato più umano alla mia azienda, proprio perché il mio ruolo è quello di promuovere il brand, mentre il ruolo del socio Stefano Riva è quello di occuparsi della contabilità. C’è un buon equilibrio tra di noi”.

I suggerimenti di Ilaria per aprire un’ attività in Australia

“Per esperienza personale, il mio consiglio è quello di partire con un visto temporaneo, anche perché non ci sono molte altre soluzioni. Quindi con un visto working holiday visa per chi ha meno di 31 anni e uno student visa per gli altri. Vivere un’esperienza di vita e lavoro in Australia, migliorare il tuo livello d’inglese, buttarti in lavori e opportunità diverse dal solito, parlare con tutti, accettare tutti gli inviti e le occasioni di fare network, insomma vivere al massimo questa esperienza.

Poi se vuoi rimanere e magari aprire un’attività imprenditoriale, parla con un agente di immigrazione e con noi. Perché il lavoro in Australia si trova in Australia. A distanza, è troppo difficile pensare di fare qualcosa. Bisogna essere sul posto e capire come funzionano le cose down under, prima di poter aprire un business. E poi appunto bisogna capire se sul fronte visti, è fattibile.

Quindi il mio consiglio, età permettendo è quello di partire. Non ho mai sentito di nessuno che si sia pentito di fare un’esperienza all’estero. Male che vada avrai migliorato il tuo livello d’inglese e vissuto un’esperienza di lavoro all’estero. Come dico sempre “Partire è sempre una buona idea“.

www.justaustralia.it


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