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Cosa cambierà dopo la Brexit? La transazione degli accordi commerciali e dei trasporti

Dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito sarà ufficialmente fuori dall’ Unione Europea come decretato dal Parlamento Europeo. Fino al 31 dicembre, secondo quanto stipulato dall’ accordo di recesso, Londra rispetterà le leggi dell’UE ma non sarà più rappresentata nelle istituzioni europee. In questi undici mesi di transizione, però, cambieranno gli accordi commerciali e di trasporto verso il Regno Unito. La situazione è in continua evoluzione fino alla fine del 2020. Sarà necessario, quindi, fare attenzione alle nuove norme che potrebbero variare nel corso dell’anno per chi sta programmando un viaggio di lavoro nel Regno Unito.

Libera circolazione e sicurezza sociale tra UE e Regno Unito

Il Regno Unito,quindi, uscirà dallo scenario europeo dopo 47 anni di adesione all’UE. Anche se il diritto dell’Unione Europea resterà applicabile al Regno Unito fino al 31 dicembre 2020. In pratica, secondo le norme dell’UE in materia di libera circolazione e di coordinamento della sicurezza sociale per i cittadini italiani nel Regno Unito e ai britannici in Italia, continuerà la disposizione vigente in tutto il periodo di transazione. Pertanto, anche se i cittadini italiani nel Regno Unito e quelli britannici in Italia non saranno più cittadini UE essi godranno dei stessi diritti di cui attualmente godono ai sensi della legislazione UE sulla libera circolazione.

A tal proposito, ricordiamo la dichiarazione della Commissaria dei Trasporti Adina Valean: “ l’Unione europea è l’unica regione al mondo in cui i cittadini sono completamente tutelati da un insieme di diritti dei passeggeri”. Concludendo “la Commissione ha proposto di modernizzare i diritti dei passeggeri nel trasporto aereo e ferroviario per garantire che chi viaggia all’ interno dell’UE goda di una protezione efficace”. Fino alla fine del 2020, dunque, resta tutto invariato. La normativa e le procedure UE in materia di libera circolazione delle persone, dei servizi, dei capitali e delle merci manterranno la propria vigenza nel Regno Unito.

La frontiera tra UK e UE dal 2021

Solo dopo il 31 dicembre 2020, salvo diverso nuovo accordo, l’UK non sarà più parte del territorio doganale e fiscale (IVA e accise) dell’UE. La circolazione delle merci tra Regno Unito e Unione Europea verrà, dunque, considerata commercio con un Paese terzo. La trattativa commerciale pertanto sarà in questo 2020 tra gli argomenti più ostici del dopo Brexit. La frontiera quindi non avrà solo un confine fisico naturale, essendo un isola. L’unico collegamento terrestre è tramite l’Eurotunnel, il treno veloce francese che collega Parigi a Londra con 2 ore. Il TGV dal 1° febbraio dovrà effettuare i controlli di frontiera e passare una dogana, come in qualsiasi aeroporto.

Documenti per viaggiare nel Regno Unito

Le autorità britanniche hanno confermato che per entrare nel Regno Unito non ci saranno cambiamenti. Per chi dovrà soggiornare per un periodo inferiore di 3 mesi dovrà presentare un documento valido: la carta d’identità (preferibilmente elettronica come riferisce il Ministero degli Esteri italiano) o il passaporto. Chi dovrà, per motivi di lavoro o studio, recarsi in UK per oltre 3 mesi e non più di 3 anni dovrà richiedere un permesso di soggiorno provvisorio. I controlli verranno intensificati in tutte le aree di transito. In alcuni aeroporti e ferrovie inglesi, per velocizzare le operazioni di controllo ci sono oltre 250 eGate solo per chi viaggia con passaporto biometrico. Secondo le dichiarazioni della Ministra dell’Interno britannico Priti Patel l’impatto della Brexit sarà una conseguenza inevitabile e di necessità per “tutelare la sicurezza del Regno Unito”.

Per il momento non è previsto nessun cambiamento per ciò che riguarda l’assistenza sanitaria. La tessera magnetica (tessera sanitaria) permetterà di riceve assistenza e cure di base negli ospedali pubblici britannici. Lo stesso vale per la patente di guida che consentirà di guidare regolarmente.

La tutela dei diritti e della stabilità commerciale

Con l’uscita dall’Unione europea, il Regno Unito diventerà a tutti gli effetti un Paese terzo con cui gli Stati membri dovranno stabilire nuovi accordi economici e giuridici. Come stabilito dal Consiglio europeo, un Paese terzo non può vantare gli stessi diritti e godere degli stessi vantaggi di uno Stato membro. A tal proposito il Governo italiano ha istituito una Task Force. Lo scopo è quello di seguire e coordinare le attività inerenti la Brexit. I preparativi italiani si iscrivono nel contesto del piano collettivo europeo e hanno l’obiettivo principale di garantire:

  • la tutela dei diritti dei cittadini italiani che vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che vivono in Italia
  • la tutela della stabilità finanziaria e della continuità operativa dei mercati e dei settori bancario, finanziario e assicurativo (sia localizzati in Italia, sia nel Regno Unito) anche al fine di evitare rischi di liquidità e di garantire certezza delle transazioni, nonché la protezione di depositanti, investitori e assicurati
  • la promozione di un’adeguata preparazione delle imprese e la gestione di emergenze relative ad alcuni ambiti settoriali come, ad esempio, trasporti, dogane, sanità, agricoltura, ricerca, istruzione e altri settori in cui dovessero essere necessari interventi.

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