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News sul Business Travel

La tecnologia che gira intorno alla user experience

Quale sarà il ruolo della distribuzione nei viaggi?

Uno dei grandi temi del BizTravel Forum aperto e condotto da Nicola Porro e affrontato nelle successive tavole rotonde dedicate.

Consapevoli che la filiera del business travel può rivendicare oggi un ruolo di pilastro dell’economia italiana in generale,  Damiano Sabatino, VP & Managing Director, Account Management, Europe, Travelport, ha spiegato che “Quando si parla di turismo in Italia, si pensa sempre all’incoming e al successo della destinazione Italia sui mercati turistici internazionali. E certamente il turismo in entrata è una voce fondamentale del bilancio nazionale. Ma l’efficienza di costo delle aziende italiane nella loro mobilità deve essere considerata come un motore dell’intera economia italiana”.

Ma i Travel Manager e le stesse TMC ne sono oggi davvero consapevoli?

Sabatino ha continuato sul palco affermando che ” Un travel manager o una TMC sono una componente dell’efficienza infrastrutturale del nostro paese allo stesso titolo con cui lo sono una società autostradale o una compagnia aerea o ferroviaria”.

Interrogato da Porro sugli sviluppi tecnologici in vista del 2020, Sabatino ha commentato: “Manca poco più di un mese al 2020 e il 2020 è l’anno in cui IATA, l’organizzazione internazionale di compagnie aeree a cui aderiscono 291 compagnie aeree di oltre 100 nazioni del mondo che trasportano più dell’80% del traffico aereo internazionale di linea, ci ha promesso l’inizio di una vera rivoluzione nel modo in cui le compagnie aeree commercializzano il loro prodotto, con un effetto potenzialmente dirompente su tutti gli attori nel mondo del business travel”

Infatti, il 2020 è l’anno in cui le 22 compagnie aeree che fanno parte del cosiddetto NDC Leaderboard, comprese le tre maggiori aerolinee europee, Air France KLM, British Iberia e Lufthansa, si sono impegnate sull’obiettivo di portare il 20% di tutte le loro vendite sul nuovo protocollo New Distribution Capability, per gli amici ‘NDC’.

“La nostra azienda” ha aggiunto Sabatino ” dal punto di vista tecnologico, sta fortemente supportando la IATA su NDC, tanto è vero che abbiamo realizzato vari primati nel nostro settore sia in termini di certificazione NDC che di prime prenotazioni NDC live effettuate, ma è anche importante che lo sviluppo delle strategie commerciali e business model basati su NDC tenga conto delle esigenze di tutta la filiera distributiva e del business travel, al di là degli aspetti prettamente tecnologici”.

Anche le TMC possono fare molto: ma il problema secondo Travelport è la  ‘fuga di prenotazioni’ verso canali e strumenti non autorizzati dall’azienda. Lo conferma anche un recente studio della Global Business Travel Association (GBTA), secondo il quale, sulla carta, il 75% dei viaggiatori aziendali sono obbligati per policy ad utilizzare gli strumenti di prenotazione concordati tra la loro azienda e la TMC che la serve, ma in realtà la maggior parte di loro prenota al di fuori di questi sistemi.

Il seminario sulla RIVOLUZIONE COPERNICANA DELLA CUSTOMER EXPERIENCE NELLA TRAVEL TECHNOLOGY è stato tenuto da Sergio Pellegrini, Marketing & Corporate Communications Manager di Travelport per il Sud Europa. Estremamente interessante la sua analisi che indica la necessità di una maggiore user experience di chi organizza i viaggi ma anche di chi ne usufruisce: “l’industria dei viaggi sta scoprendo che non è il Sole (la customer experience) a girare intorno alla Terra (la tecnologia), ma è la tecnologia che deve girare intorno alla user experience di chi organizza e consuma viaggi” ha esordito Pellegrini.

Ma è un tema di efficienza o di semplificazione?

Pellegrini afferma che “il travel sta ora entrando nell’era della digitalizzazione 2.0, che mette al centro la travel experience e la personalizzazione” ed è quindi importante comprendere che anche i business traveller sono esseri umani con le loro preferenze ed esigenze. Ecco, quindi, che la tecnologia può aiutare a disegnare la perfetta esperienza. Alcuni esempi? Con  l’analisi predittiva per mezzo dei Big Data che permette di comprendere e soddisfare i desideri prima ancora che ne siano consapevoli, proprio come fanno i giganti del digitale come Amazon e Netflix.

 


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