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Travel Risk Management

10 fattori di rischio per chi viaggia nel 2020

Secondo il parere degli esperti e del recente sondaggio “Business Resilience Trend Watch“, in collaborazione con Ipsos MORI su un campione di oltre 1300 rappresentanti del mondo business travel, International SOS ha costituito un “Travel Management Council (TRM)” grazie al quale è stata stilata una lista dei 10 principali fattori di rischio previsti per il 2020:

  1. I rischi da cambiamenti geopolitici saranno la sfida principale per le imprese
  2. I problemi di salute mentale aumenteranno d’importanza
  3. La salute fisica sarà sempre più al centro dell’attenzione delle imprese
  4. La criminalità informatica probabilmente aumenterà e rappresenterà sempre più un rischio per la sicurezza
  5. I cambiamenti climatici aggraveranno il verificarsi di problematiche ambientali
  6. L’insorgenza di malattie infettive, causate da esistenti e nuovi agenti patogeni, aumenterà a causa di molteplici fattori, tra cui: i cambiamenti climatici, l’aumento dell’urbanizzazione, la diminuzione delle vaccinazioni e una sicurezza sempre più labile
  7. Il Bleisure Travel amplificherà il dibattito relativo alla possibile responsabilità del datore di lavoro (Duty of Care) verso il dipendente all’estero per lavoro anche rispetto alle attività svolte nel tempo libero
  8. I Millennials e Generation Z, entrando nel mondo del lavoro con una diversa prospettiva, aspettativa e mentalità rispetto al concetto di rischio, spingeranno le imprese ad evolvere le proprie strategie di gestione rischio
  9. Le cause legali sul Duty of Care di alto profilo aumenteranno
  10. Le Start-up e le PMI, che hanno meno risorse ed esperienza, faranno fatica a rispettare gli obblighi del Duty of Care

Cambio di destinazioni per i business travel manager

I risultati del “Business Resilience Trends Watch” rivelano che il 51% dei Corporate Travel Manager prevede di cambiare destinazioni nel 2020 in quanto crede che i rischi legati alla sicurezza e alla salute siano in aumento nell’ultimo anno e che il 47% prevede che questi rischi continuino ad aumentare nel corso dell’anno:

  1. Minacce alla sicurezza (68%): +23% rispetto al 2018
  2. Disordini civili (52%): +14% rispetto al 2018
  3. Disordini geopolitici (52%): +20% rispetto al 2018
  4. Calamità naturali (51%): +15% rispetto al 2018

Oltre a questi fattori critici, le aziende prevedono un forte aumento della probabilità di modifica degli itinerari di viaggio a causa di:

  1. Epidemie (31%): previsto un aumento del +19% rispetto all’impatto reale nel 2018
  2. Malattie infettive (35%): previsto un aumento del +17% rispetto all’impatto reale nel 2018
  3. Detenzione e sequestro (29%): previsto un aumento del 17% rispetto all’impatto reale nel 2018

In occasione della conferenza stampa di ieri, SOS ha raccontato ad gruppo selezionati di giornalisti che i fattori di instabilità e imprevedibilità, così come le rapide trasformazioni ed escalation saranno le principali caratteristiche degli incidenti da valutare per i viaggi e trasferte di lavoro. “I dipendenti, inoltre, sono potenzialmente esposti a rischi verso la loro incolumità anche in situazioni, come ad esempio le scelte di alloggio, considerate fino a ieri sicure. Che siano multinazionali o unicorns, quotate o meno, le aziende devono avere un occhio di riguardo su questo aspetto per proteggere il loro capitale umano e creare resilienza all’interno delle aziende. Questo bisogno è destinato ad aumentare in quanto oltre il 40% dei dipendenti si dirige in qualche modo verso la mobilità”.  Il commento stampa riportato da David Johnson, Chief Executive Officer, Security Services.

Le aree di rischio grigie

Le nuove ed emergenti abitudini dei viaggiatori, sia a livello nazionale sia internazionale, e la diversificazione dei dipendenti, fanno emergere delle aree di rischio grigie. I datori di lavoro non stanno adeguando le travel policy in linea con i nuovi potenziali fattori di rischio e quindi le persone scelgono di muoversi al di fuori delle linee guida quando queste limitano l’utilizzo del loro mezzo di trasporto preferito o la scelta su dove alloggiare.

Sorprendentemente, meno di un terzo delle società include la sicurezza informatica tra le policy di viaggio. Questo, per esempio, potrebbe potenzialmente aprire a contenziosi e provocare danni alla reputazione, nonché portare conseguenze negative per i dipendenti e per l’azienda.

– Solo l’11% include i servizi di sharing economy nella propria travel policy

– Solo il 26% delle aziende tiene conto degli aspetti che riguardano viaggiatrici donne nella propria travel policy

– Il 31% prevede una policy sulla sicurezza informatica

– Uno su dieci (11%) include considerazioni per i viaggiatori LGBTQ+

– Le questioni di salute mentale sono incluse solo nel 15% delle travel policy

– Solo il 12% tiene conto delle esigenze dei viaggiatori con disabilità

– I Bleisure travel sono considerati dal 22% delle travel policy

I Corporate Travel Manager sempre più impegnati su

– L’educazione dei dipendenti sui fattori di rischio relativi al viaggio (53%)

– La gestione di una crisi (40%)

– La comunicazione con i dipendenti durante una crisi (47%)

– L’assicurazione dell’avvenuta presa visione delle informazioni di pre-viaggio da parte dei dipendenti (45%)

– La tranciabilità dei dipendenti in viaggio (42%)

 


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CEO, consulente e formatore senior con alle spalle trent’anni di esperienza maturati in prima linea in aziende top player del settore dei viaggi d’affari e della logistica internazionale. Dal 2017 direttore editoriale del Magazine Travel for business, una pubblicazione specializzata nei temi della gestione e organizzazione dei viaggi di lavoro e degli affari in viaggio. Travel for business diventa così il primo luogo, autentico e indipendente, per condividere esperienze nel business travel e mobility management in ottica di “cultura partecipativa”.

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