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Ospitalità Alternativa, in vista aumenti dei prezzi.

Una nota di Property Managers Italia,  la realtà associativa dei professionisti dell’ospitalità residenziale, ci ha informati che lo scorso 22 luglio Booking.com  ha inviato alle strutture ricettive italiane una mail  informando di una modifica corposa dell’accordo di intermediazione: dal 1° settembre 2019 tutte le prenotazioni che passeranno dalla piattaforma Booking vedranno la commissione calcolata non più sul prezzo della sola camera ma sul prezzo complessivo pagato dall’ospite.

In pratica, la commissione che un professionista della ospitalità alternativa dovrà pagare a Booking non sarà solo sul costo della camera ma anche su tutti gli eventuali servizi extra  che appaiono sul portale e che includono ad esempio: la biancheria da letto, l’aria condizionata, il parcheggio, uso della piscina, servizio di noleggio biciclette, ecc..

L’associazione sembra essere sul piede di guerra: si parla, secondo la nota, di  servizi che spesso l’ospitalità alternativa affida a società terze, e sui quali non effettua un ricarico, facendolo così pagare al costo vivo. Un modo per rendersi più attraenti e offrire più soluzioni per chi effettua una scelta sul web.

Secondo le stime di Property Managers Italia, la commissione per un pernottamento in una ospitalità alternativa potrebbe arrivare  fino al 21%, con un effetto di rincaro sul costo della camera all’utente finale.

Gli hotel e le strutture alternative interessate abbandoneranno Booking?  O ormai la funzione del colosso è diventata indispensabile per molti, strutture e clienti (business travel compresi )?

Quello che sappiamo è che si tratta della prima volta che Booking decide di applicare una nuova regola così determinante. E lo fa non solo in Italia ma gradualmente in tutto il mondo.

Il punto di vista di Booking è un altro: quello di fornire ai clienti informazioni trasparenti sul prezzo totale che dovranno pagare e per fare questo ha aggiornato anche il suo sistema e processo di prenotazione nel portale.

Di certo è che ci troviamo di fronte non solo ad un tema di possibile rincaro dei prezzi, ma di un nuovo modello di intermediazione di servizi accessori (spesso affidati a terzi) che forse dovrebbe essere regolamentato.

Voi cosa ne pensate?

 


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CEO, consulente e formatore senior con alle spalle trent’anni di esperienza maturati in prima linea in aziende top player del settore dei viaggi d’affari e della logistica internazionale. Dal 2017 direttore editoriale del Magazine Travel for business, una pubblicazione specializzata nei temi della gestione e organizzazione dei viaggi di lavoro e degli affari in viaggio. Travel for business diventa così il primo luogo, autentico e indipendente, per condividere esperienze nel business travel e mobility management in ottica di “cultura partecipativa”.

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