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Mobility Management

Continua la protesta degli NCC in Italia, sembra una farsa…

Continuano in tutte le città italiane i presidi di fronte le prefetture da parte degli NCC, che in questo modo vogliono far comprendere, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la loro condizione di lavoro divenuta precaria nel caso in cui venissero introdotte le sorpassate norme contenute nella legge del 1992 e nelle successive modifiche.

Da Milano a Roma passando da Napoli per arrivare fino a Catania, gli operatori di noleggio con conducente fanno fronte comune, rappresentati oggi come non mai, unitariamente dalle Associazioni di Categoria nei confronti del Ministero dei Trasporti e delle Commissioni competenti di Camera e Senato, per impedire che 80.000 aziende e 200.000 addetti del settore, nel clima surreale del Natale si ritrovino senza poter esercitare la propria attività.

In effetti la “Farsa” sta proprio qui, nelle norme che si intendono introdurre dopo anni, più di 10 anni, in cui sono state sospese perché inapplicabili.

Anni in cui è cambiato il mondo della comunicazione e della tecnologia, dove le persone sono sempre più connesse attraverso gli smartphone alla rete e sono cambiati i processi e le abitudini di acquisto dei prodotti e dei servizi.
Il non tenere conto di questi fattori è veramente ridicolo per un Paese che fa parte del G8 e vuole essere moderno e innovativo. Un Paese dove la maggioranza in Parlamento ritiene che la vera libertà e democrazia stia all’interno della rete e poi si ritrova a regolamentare un servizio di mobilità, come il noleggio con conducente impedendo di fatto l’utilizzo della rete agli utenti. Costringendo, da una parte alla prenotazione scritta i clienti e dall’altra gli operatori al rientro in rimessa dopo ogni servizio. Una regolamentazione e disciplina del servizio in barba all’inquinamento ambientale e ai più banali criteri di economicità e spreco di risorse.

Certo è un paradosso, ma se ci pensiamo bene in Italia siamo pieni di situazioni simili.

Siamo il Paese che in Europa si trova agli ultimi posti per innovazione digitale, per la banda larga ma con più smartphone; siamo il Paese che vuole esportare, deve esportare, i propri manufatti dopo averli lavorati in tutto il mondo, ma che risulta agli ultimi posti per utilizzo dei porti, e non solo blocca anche i lavori del terzo valico e la TAV che sono le infrastrutture di collegamento tra le nostre aziende e gli Stati Europei. Ci riconoscono  come il Paese con maggiore storia, cultura ed enogastronomia al mondo, in cima alla classifica dei desideri dei turisti, ma che ha meno flussi di Francia e Spagna.

Potremmo andare avanti con altri elenchi come i rifiuti, che sono un problema per molte città, ma nessuno vuole i termovalorizzatori. Abbiamo le Università, con antiche tradizioni e di prestigio internazionale, ma la metà dei laureati della Germania. Commedia?, farsa?, ridicolo? chiamatela come volete ma mi sembra una semplice realtà!

Una realtà che può trasformarsi in un grave problema per gli NCC dal 1° gennaio 2019 se nessuno pone rimedio al provvedimento legislativo in qualche modo.

Il 18 dicembre è prevista a Roma una nuova grande manifestazione della categoria, il tam/tam sui social è già iniziato. I Tassisti per buona parte sono favorevoli all’introduzione delle norme capestro, perché credono, sbagliando, di recuperare in questo modo fette di mercato e clientela persa negli anni.

I nuovi operatori del settore come: Uber e MyTaxi, osservano cosa sta succedendo, subissati dalle richieste degli utenti di maggior servizio e libertà di utilizzo delle piattaforme e gli operatori, driver e autisti bloccati dai vincoli legislativi di leggi ormai vecchie e superate.

Ma quando dovremo ancora aspettare noi cittadini, un po’ di coraggio e lungimiranza da parte del Governo che congiuntamente al Parlamento propongano una riforma seria del settore?
È compito loro trovare il punto di equilibrio tra i nuovi operatori di car sharing, car pooling, le piattaforme tecnologiche e i servizi più tradizionali integrandoli in un vero progetto di mobilità per il Paese.

Consentire attraverso un progetto complessivo a tutti gli operatori di lavorare, crescere e progredire in un settore strategico per l’Italia: l’industria del turismo e non continuare con questa “Politica Tafazziana”.


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Ivano Gallino
Curioso di tutto ciò che mi circonda, mi piace trasferire le mie esperienze e conoscenze agli altri. Nella mia attività professionale mi sono da sempre occupato di mobility e travel. Ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, ho sviluppato competenze nel marketing, nella gestione dei processi aziendali, nella comunicazione sui social media e nello sviluppo motivazionale delle risorse umane. Formatore iscritto all'albo professionale AIF, Associazione Italiana Formatori.

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