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Travel management

La corsa per aggiudicarsi l’ultimo miglio

L’ultimo tratto di strada, tra l’aeroporto, la stazione e l’hotel o la propria abitazione, è stato per anni non considerato e non gestito dalle travel policy aziendali, generando costi indeducibili non governati che pesavano per circa il 4 per cento sui costi indiretti e nascosti del travel management delle aziende .

Molti Travel e Mobility Manager hanno iniziato solo qualche anno fa a far emergere tale costo, ma si sono limitati ad impedire, di fatto, l’utilizzo di mezzi che non fossero il servizio pubblico; oppure definendo con gli operatori del settore (principalmente Cooperative di Taxi e Aziende di Noleggio con Conducente), convenzioni ad hoc che hanno generato diversi risultati:

  • Riduzione dei costi diretti
  • Eliminazione dei costi indeducibili, definendone la natura
  • Recupero del l’IVA
  • Attribuzione corretta delle spese nei centri di costo e in conto economico.

Un’ulteriore riduzione dei costi generati da questa voce di spesa, si può ottenere selezionando fornitori in grado di gestire i servizi in ambito nazionale e in maniera automatizzata per le fasi di pianificazione, di prenotazione e di rendicontazione; consentendo al viaggiatore il monitoraggio e la valutazione della qualità del servizio in tempo reale.

Ovviamente poi, ricevendo un’unica fattura delle spese suddivise per centri di costo, riconciliate direttamente in nota spese, che consente grandi risparmi di tempo all’amministrazione.

Tutto questo avviene mentre Tassisti e  Noleggiatori Italiani discutono (e litigano) sull’applicazione di norme obsolete e inapplicabili risalenti al 1992.
Norme che non tengono in considerazione nemmeno dell’uso del telefono cellulare….. figuriamoci di quanto avvenuto in seguito con Internet, e-commerce e con le APP. Un immobilismo di governo che per anni decide di non decidere in merito alla regolamentazione del settore,….forse per non scontentare lobby corporative?

Quello che è vero è che oggi c’è un enorme vuoto normativo:  operatori, amministrazioni pubbliche e utilizzatori senza nessuna indicazione e  prospettiva.

Vuoto che ha fatto trovare, invece, campo libero ai tanti nuovi portali on line di booking per transfer, di piattaforme tecnologiche che non solo organizzano la domanda e l’offerta, ma si sostituiscono di fatto all’amministrazione pubblica disciplinando il servizio e definendone modalità, accesso e regolamentazioni. 

Uber è il più semplice e classico degli esempi.

Mi domando? Perché non vengono emessi nuovi regolamenti da parte del Governo e dalle Regioni che tengano conto delle nuove tecnologie in grado di migliorare sia l’erogazione che l’utilizzo del servizio?

Pur ponendo il quesito a chi ha competenza e responsabilità in materia, non ho ancora ricevuto alcuna risposta e nessuna soluzione.

A livello mondiale, però, partendo dagli Stati Uniti e arrivando in Cina, su questa tipologia di servizi si sta veramente creando una corsa a suon d’investimenti che vede da una parte Google con Uber, dall’altra Apple, senza escludere l’interesse delle case automobilistiche che stringono accordi  l’uno e con l’altro dei contendenti per divedersi il futuro mercato del car scharing e  car pooling.   Staremo a vedere cosa succederà!

Le auto che volano

Tra i diversi progetti di auto senza autista, che arrivano a prenderti sotto casa, e auto che volano da un grattacielo all’altro (ultimo progetto di Uber), il futuro è ormai presente, anche se sembra che non tutti  se ne siano ancora accorti…

In Italia, intanto, stanno nascendo da parte degli operatori più attenti strumenti tecnologici in grado di soddisfare i requisiti e le richieste dei più esigenti Travel e Mobility Manager. Tuttavia per carenza di comunicazione, e poca capacità d’investimento, queste iniziative non sono conosciute e la percezione più diffusa è di una mancata innovazione e di una scarsa capacità di rinnovamento da parte di tutto il settore e degli operatori tradizionali.

Chi vincerà la corsa “nell’ultimo miglio” alla fine sarà probabilmente chi resisterà di più e saprà adattarsi meglio al cambiamento. A noi non resta che sfruttare nel frattempo le opportunità e le innovazioni in ottica di riduzioni dei costi, sicurezza ed efficienza del servizio, ricercando e preferendo quegli operatori “tradizionali” che in realtà si stanno rinnovando a nostra insaputa…


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Ivano Gallino
Curioso di tutto ciò che mi circonda, mi piace trasferire le mie esperienze e conoscenze agli altri. Nella mia attività professionale mi sono da sempre occupato di mobility e travel. Ricoprendo diversi ruoli di responsabilità, ho sviluppato competenze nel marketing, nella gestione dei processi aziendali, nella comunicazione sui social media e nello sviluppo motivazionale delle risorse umane. Formatore iscritto all'albo professionale AIF, Associazione Italiana Formatori.

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