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Travel management

I nuovi trend delle tariffe alberghiere corporate

Le tariffe corporate per gli hotel incrementeranno solo dal 3,25 al 4 per cento nel 2017, rispetto ai valori medi del 2015 che erano pari al 7 per cento.  Lo rileva una recente indagine realizzata da Bjorn Hanson, professore presso la NYU School of Professional Studies Jonathan M. Tisch Center per l’ospitalità ed il turismo. Un dato che mostra come cresce il potere d’acquisto delle aziende rispetto al mondo dell’hotellerie.

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Secondo Hanson, la motivazione è da ricercarsi nei Travel Manager che ritengono di aver, nel corso del 2015 e 2016, sovrapagato le convenzioni hotel per le loro aziende, tanto che nei loro nuovi processi di RFP (request for proposal) stanno oggi confrontando l’offerta con i nuovi attori del mercato.

Sotto accusa anche le politiche di fidelizzazione  e sconti degli alberghi con i programmi “loyalty member discount rates” e naturalmente le neonate piattaforme di business come Airbnb.

Per combattere questa guerra dei prezzi quotidiani, secondo Hanson i programmi aziendali si stanno spostando dal concetto di lusso a super lusso, lasciando libertà ai viaggiatori di prenotare direttamente e in modo autonomo sul web quando le condizioni economiche sono più vantaggiose rispetto ai prezzi aziendali convenzionati.

Un modo, anche per soddisfare la crescente voglia di  “indipendenza” dei viaggiatori d’affari rispetto le travel policy aziendali.

Le analisi e le stime di Hanson si basano su interviste con dirigenti del settore alberghiero e travel manager, oltre che dati del settore.

 


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